C’è chi il Cake design… e chi lo Spignatto

C’è chi il Cake design… e chi lo Spignatto

Sì, perché io di mettermi il grembiule e starmene tra i fornelli non ne ho mai avuto voglia.
Ci ho provato a guardare le migliaia di trasmissioni con chef titolati che insegnano a fare piatti gourmet o quelle bellissime torte che, però, dai, diciamocelo, quelle all’italiana con la crema pasticcera e le fragole non le batte nessuno.
In verità, quando sono diventata mammaalcontrario (alzino la mano le mammealcontrario aldilà dello schermo), non mi sono preoccupata di cosa dare da mangiare a mia figlia, perché quell’esserino di 108 cm trangugiava cibo quanto un camionista di 180 (e non specifico se parlo d’altezza o di larghezza).
Piuttosto per la prima volta nella mia vita ho avuto a che fare con la pelle più delicata, secca e disidrata mai vista, quella della mia bambina africana.
Nelle mie ricerche notturne…perché il giorno era dedicato a prestarle attenzione altrimenti mi distruggeva casa… ho scoperto che l’olio per bambini più famoso in commercio era pura paraffina, petrolio insomma.
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Foto di Noemi Bengala

Aiutoooooooooooooooooooooooo!

Ed io che la facevo facile. Andare al supermercato, comprare la fatidica confezione di tal olio e cospargere la mia bambina di…petrolio!?!
E’ qui che per la prima volta mi sono imbattuta nel canale youtube di Carlitadolce, per la prima volta ho sentito parlare di cosmetici ecobio autoprodotti, per la prima volta ho capito cos’era un’INCI, per la prima volta ho sentito il termine SPIGNATTO.

Da quel giorno sono passati più di due anni. Due anni di shampoo, balsami, impacchi, maschere, creme viso e burri corpo realizzati in casa con una bilancina di precisione e ampolle e ampolline che mi facevano sembrare un’alchimista d’altri tempi.

Sarà che quando mi dicevano che nella vita passata ero una strega non si sbagliavano?
Carlita, simpatica napoletana, web-guru dell’ecobio, non mi bastava più.
Non riuscivo più solo a copiare le sue ricette, sentivo il bisogno di informarmi, di sapere cosa fosse una cascata di grassi, di come formulare una crema adatta alla mia pelle e da lì mi sono catapultata nel fantastico mondo di Lola.
Adesso sì che le streghe alchimiste erano in tante, e una più brillante dell’altra, Lola in prima fila.
Ma è soltanto quando l’anno scorso sono approdata nella pagina facebook L’arte dello spignatto che ho trovato casa. Un gruppo di migliaia di spignattatrici e spignattatori, sempre pronti ad aiutarti e a consigliarti, guidati con competenza e immensa, sottolineo IMMENSA, disponibilità da Stefano Silvestri e Laura Bindi.
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Foto di Noemi Bengala

Ho scoperto in questi anni quanto siamo disinformati riguardo alla cosmesi, soprattutto a causa dei falsi messaggi pubblicitari (ma va?!).

Ho scoperto che quando studi un po’, senza essere necessariamente un chimico o un farmacista, puoi aver cura della tua pelle e di quella delle persone che ami con poco, ma soprattutto con l’attenzione che merita.

Parliamo tanto di mangiare biologico o diventare vegani ma poi compriamo creme costosissime senza sapere cosa ci spalmiamo addosso.

Io ora lo so. E tu che ne pensi? Se ti va, scrivimelo in un commento.

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