Lettera agli Uominialcontrario

Lettera agli Uominialcontrario

Perché so che ci siete, lì, all’ascolto…

Perché so che non fate parte di quel genere di uomini che, se scrive una donna, per partito preso è un blog al “femminile” (che roba razzista e ancora mi fa incazzare che ci sia questo pregiudizio).

Non sto dicendo che siamo uguali in assoluto: fisicamente siamo diversi, nel sentire spesso siamo diversi, non cresciamo trattati allo stesso modo, non guadagniamo le stesse cifre.

Ma mi piace pensare che là fuori ci siano uomini che io considero uomini.

Tutti gli altri, per quanto mi riguarda, non lo sono.

Uomini come mio padre che è l’uomo più “pulito” che io abbia mai conosciuto. Badate bene, non perfetto che di difetti ne ha anche lui, e tanti.

Non è che mi abbia sempre protetto e qualche volta ho sofferto per i suoi comportamenti, come credo anche lui per i miei. Ma mio padre è un uomo onesto, sincero fino al midollo, uno di quelli che dice quello che fa e fa quello che dice (qualità rarissima da trovare oggi).

Un uomo che quando hai bisogno, lui c’è, sempre e comunque.

Un uomo che ama la sua donna da una vita intera e non sarebbe capace di torcerle un capello non perché è una donna, visto che mio padre non uccide nemmeno le mosche tanto è convinto dell’importanza di ogni essere vivente in questa terra, della sacralità della vita stessa.

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Il GoldenGala d’atletica allo stadio Olimpico

Per quanto non simpatizzi per l’ala politica della Meloni, ho trovato davvero indegna la polemica sulla sua impossibilità a fare il sindaco, visto che a breve partorirà.

Ora io voglio farvi una domanda: quando mai, in tanti anni di politica italiana e internazionale, avete sentito che, se un candidato di sesso maschile stava per avere un bambino, gli sia stato detto: «Ah, no, lui non può, sta per diventare papà, deve occuparsi del bambino»?

L’avete mai sentito? Io MAI.

E allora vi faccio un’altra domanda: il ruolo di genitore è diverso da madre a padre? Diverso in cosa? Solo nel fatto che la madre allatta (quando può, tra l’altro)?

Le nottate non dovrebbero farle entrambi? I pannolini non dovrebbero cambiarli entrambi? Non dovrebbero entrambi trasmettere educazione e valori a quel bambino?

Perché se così non fosse, gli stessi che sostengono che i bambini devono avere un padre maschio e una madre femmina non potrebbero sostenerlo più, visto l’assenza giustificata dei padri che “devono” lavorare.

E guai a chi mette in discussione questa visione della vita perché il padre lavoratore è una specie di santo in terra. Ma la madre no.

«No, ma lui è bravo. E dai, pretendi troppo. Ti aiuta in casa e poi va a prendere i bambini a scuola il mercoledì», come se non fossero affar suo o lo fossero solo in quella occasione rara.

L’avete mai sentita questa frase declinata al femminile? Sentite un po’ come suona:

«No, ma lei è brava. La sera, pensa te, dopo aver lavorato, aver portato i bambini dopo scuola a sport, cucina pure. Ah, aspetta, dimenticavo che fa anche la spesa, le lavatrici, il tutto mentre controlla i compiti dei figli. È proprio brava».

Io non l’ho mai sentita. SI DÀ PER SCONTATO. È QUESTA LA VERITÀ.

E qui il femminismo non c’entra niente, è solo una constatazione della realtà, pura, senza giri di parole.

Quasi, quasi le donne di una volta stavano meglio di noi. Sì, perché loro, per essere definite donne di successo, facevano bene quello che avevano da fare, anche se voleva dire fare la donna di casa. Quando osservavo mia nonna, leggevo il rispetto che gli altri avevano per lei nel suo comportamento quotidiano, nei suoi gesti. Sentivo le storie di lei che badava alla famiglia e contemporaneamente lavorava e lavorava talmente bene che in tutta la città si era sparsa la sua fama.

Io quel rispetto non me lo sono ancora guadagnato.

Oggi per essere donne di successo, per avere quello stesso rispetto, una donna deve fare carriera, guadagnare almeno quanto un uomo (dico almeno perché tanto si sa che gli stipendi non sono equiparati), deve anche avere una relazione soddisfacente e dei figli perché altrimenti ha qualcosa che non va, poi magari ci deve mettere dentro un hobby, una passione, insomma una specie di hardisk dalla potenza illimitata, perché un umano non potrebbe reggere a tutto questo.

Che se poi tuo marito fa la spesa al supermercato con la lista che gli hai preparato tu, se malauguratamente hai dato per scontato che frutta e verdura fossero di default, lui torna senza aver preso una mela e ti dice: «Ma tu non l’hai scritto».

Non ne faccio una questione di uomo o donna, non io che sono cresciuta pensando di essere un maschio nel corpo di una femmina… non io che ho sempre pensato di voler mantenere la famiglia… non io che credo con tutta me stessa nel valore dell’essere umano, maschio o femmina che sia… non io che credo nella reincarnazione e che nelle vite passate e nelle prossime il mio sesso probabilmente è stato e sarà differente.

Ma sapete una cosa? Finché aprirò una scheda elettorale e vedrò che tutti i candidati alla presidenza al mio municipio sono uomini… finché vedrò che l’uomo che vince i 100 mt è osannato come fosse dio in terra e la sua collega donna non se la caga nessuno… finché una bambina subirà l’infibulazione… finché ci sarà anche solo una donna uccisa dall’uomo che diceva di amarla, che quello non è amore ma smania di possesso… finché ci sarà un uomo che tenterà di zittire una donna perché cerca di avere il suo posto alla pari nella sua famiglia… allora io continuerò a parlare, continuerò a dire che NO, NON SIAMO UGUALI, NON CI TRATTATE ALLA PARI, PROBABILMENTE NOI STESSE NON CI TRATTIAMO ALLA PARI, MA CI STIAMO LAVORANDO DA TROPPO TEMPO ED È ORA CHE COME NOI CI METTIAMO IN DISCUSSIONE, LO FACCIATE ANCHE VOI.

Adesso, io dico a voi, uomini alcontrario, in cui credo con ogni briciolo di me stessa:

DIFFONDETEVI, CONTAGIATEVI, PERCHÉ IL MONDO HA BISOGNO DI VOI.

Io ho bisogno di voi per andare avanti.

 

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3 thoughts on “Lettera agli Uominialcontrario

  1. Noemi, mi metti in difficoltà: cosa si risponde a un articolo così?
    Mah, intanto ti dico che con me sfondi una porta aperta: ho sempre sostenuto non esistano lavori da uomo e lavori da donna, differenze nelle capacità commerciali o a stirare una camicia. Scrissi tanto tempo fa un articolo che risultò un po’ contestato, nel quale puntavo proprio il dito sui pregiudizi di genere, ma le contestazioni non le ricevetti dagli uomini, bensì solo da donne. Le donne che si sono scelte un compagno che cercava una cuoca o una cameriera una baby sitter invece che una compagna. Quelle coppie che di parità di solito ne hanno proprio poca e che rispondono a quelle dinamiche che denunci tu qui sopra. Penso (ma è solo un’opinione data da una sensazione e non avvalorata da dati misurabili) che gli uomini peggiori siano stati e siano tuttora creati da donne che li hanno cresciuti male. Proprio quelle donne che si occupano solo di crescere ed educare i propri figli perché “è il compito della mamma” e ne tirano fuori degli individui che di rispetto per sé stessi e per l’altra metà del cielo ne hanno poco o niente e sono guidati da pregiudizi e arroganza nelle proprie azioni e nel proprio comportamento. E poi che dirti, che io non lo so se sono così “al contrario” come auspichi tu, mi piacerebbe, ci provo, ma non mi pare di essere così in gamba come dovrei.

    1. Io credo che tu abbia assolutamente ragione. Guardo certe madri ancora oggi che rovinano i figli, ma credo anche che ci siano molti uomini che si accomodano in questo comportamento delle loro madri o compagne. C’è ancora da lavorare ed è utile l’impegno di tutti. In questo io credo sempre

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