Amicizia con la “a”

Amicizia con la “a”

L’altro giorno ero in attesa dal medico, di quelle attese che sai quando cominciano e mai quando finiscono. Di solito mi porto da leggere così mi rimetto in pari con le letture arretrate, ma qualche volta capita che le mie orecchie vengano distratte da altro.

– “Guarda, le donne so’ le peggio” –

– “Uh, lascia sta’ che a mia figlia quella str….. che ha in ufficio gli ha fatto le scarpe”-

Non so voi ma io pensavo che questa roba della “rivalità tra donne” fosse ormai superata.

A quanto pare, invece, no!

E mi scontro ancora con donne che “rubano” i mariti alle amiche, o la promozione al lavoro.

alt=post-amicizia-foto-2

Ammettendo anche che questi mariti siano cerebrolesi, esseri umani passivi perché “si fanno rubare”, che sinceramente, non so voi, ma che senso ha stare con un uomo così… tralasciando l’uso di quella frase (“gli ha fatto le scarpe”) che mai fu tanto ironica usata tra due donne… mi sono incuriosita all’argomento e così ho cominciato a documentarmi.

Sulla rivalità tra donne si trova davvero una lunga letteratura, pagine e pagine di psicologia. Si sa che alla fine la psicologia ti riporta al rapporto con mamma e papà ma ogni scuola di pensiero ha aggiunto particolari interessanti a questo tipo di studi. E devo dirvi che, grazie a questa ricerca, sono riuscita ad approfondire degli aspetti di me che non avevo ancora preso in considerazione.

Ora, io non sono una psicologa, quindi non toccherò l’argomento da quel punto di vista.

Qui vi parlo come sempre da donna della strada.

Per lo meno cerco di guardare a questi aspetti della natura umana con le mie esperienze quotidiane.

Ecco perché ammetto che sono una di quelle ex-ragazze che ha disprezzato velatamente le donne e la femminilità per molti anni. Una di quelle che idolatrava gli uomini, che cercava sempre un insegnante uomo come punto di riferimento, che portava i pantaloni nella coppia.

Mi ricordo però un momento cruciale, un momento in cui mi si è accesa la famosa lampadina.

CLICK!

In un istante ho rivissuto tanti episodi della mia vita, dall’infanzia in avanti e mi sono resa conto che le persone che mi avevano causato più sofferenza fino ad allora erano stati uomini e quelle che invece mi avevano sostenuto e apprezzato di più erano state donne.

Non voglio generalizzare, naturalmente. Ho un padre meraviglioso, tra i miei migliori amici ci sono tanti maschi, non ho mai amato il femminismo puro né la festa della donna. Ma non posso non constatare che da quel momento, da quel click, si è aperta una porta dentro di me e da quella porta sono entrate una dopo l’altra delle donne meravigliose, quelle che io chiamo le mie sorelle di vita.

Non sorelle biologiche ma amiche delle quali oggi non potrei più fare a meno. Sono donne, tutte diverse tra loro, diverse da me, di ogni età, con vite totalmente differenti, ma è come se da quel giorno io non avessi più guardato lo strato esterno. Sono riuscita a vedere l’essenza e loro hanno fatto lo stesso con me. Così ci siamo riconosciute.

Non si tratta di amicizie morbose, di quelle che ti devi chiamare sempre. A volte capita che non ci si veda/senta per mesi e mesi. Ma quel legame c’è e rimane lì, indipendentemente dalle vite che facciamo.

alt=foto-amicizia-2
Mia figlia con la sua sorella di vita

La parola “amicizia” finisce con la “a”, l’articolo che la precede è “la”. È insomma una parola declinata al femminile.

Non dico che non si ci sia questo bisogno di confrontarsi con l’altra (che poi se ci fate caso, molte delle qualità e dei comportamenti che vediamo nell’altra persona, le ritroviamo anche in noi, seppur nascoste o smussate).

Ma credo che la nostra arma più potente sia quella di valorizzarci.

Di mettere la luce verso il talento mio e dell’altra persona, di guardare prima dentro di me se c’è qualcosa che mi risuona e che quindi solo io posso cambiare.

E poi, se proprio quella persona continua ad essere negativa e conflittuale, va bene anche lasciarla andare.

Insomma non ce l’ha mica prescritto il medico che dobbiamo stare insieme!

Anzi la maggior parte delle volte è proprio disarmarsi davanti ad una persona così che porta risultati migliori.

 

E voi che ne pensate? Avete esperienze a riguardo?

Rispondi