LEI VIAGGIA DA SOLA

LEI VIAGGIA DA SOLA

Sono giorni che l’autunno bussa alla porta e lo fa con scrosci di pioggia. Freddo gelido una mattina e caldo umido la mattina dopo. Roba che il cambio di stagione non so ancora se farlo o no.

Questo è il momento per me di mettere nuova legna sul fuoco, e di solito la mia legna preferita è progettare un nuovo viaggio. Se mi seguite già da un po’, saprete già che a questo blog l’argomento “viaggio” è molto caro, per non parlare del viaggio in solitaria (ci ho scritto pure un libro 😉 ).

Forse per questo, forse perché l’ammiro molto, forse perché non riesco a resistere alla sua riccia chioma scarlatta, ho voluto fortemente intervistare la donna che ha fatto del viaggiare da soli la sua strada della vita, passando dal lavoro di psicologa a quella di travel-coach.

Lei si chiama Francesca Di Pietro, ha visitato 66 paesi, ha scritto un libro che risponde a molte domande sul viaggio in solitaria. Il tutto con una gran dose di ironia effervescente che, come sapete, è l’ingrediente magico per la vita di noi, animealcontrario.

[widgets_on_pages id=”Viaggiare da soli”]

Godetevi l’intervista, entrate nel mondo di Francesca e tenetevi libere/i per i suoi progetti futuri.

Enjoy!

alt=post-n69-lei viaggia da sola
Francesca a Broken Sea (Nusa Penida)

1- Per rompere il ghiaccio, ci racconti chi è Francesca?

Wow! Quante ore hai perché ti risponda? Francesca è una ragazza molto riflessiva, o forse dovrei dire che si fa tante “pippe mentali” ed è per questo che sono brava a spezzettare, analizzare, meta leggere tutto! E ne ho fatto un lavoro.

2- Com’è che, ad un certo punto della tua vita, hai deciso di fare un salto quantico trasformando la tua professione di psicologa in travel coach?

Ho ascoltato quello che mi dicevano tutti: “devi fare la psicologa dei viaggi”. Ecco l’ho fatto! Prima mi occupavo di formazione comportamentale dell’adulto, diciamo che continuo a farlo. Ma ho cambiato il luogo ed invece che rendere una persona migliore nel lavoro mi piace pensare che la rendo migliore nella vita.

3- A proposito, cos’è un travel coach e perché può fare la differenza nell’organizzazione di un viaggio in solitaria?

Il travel coaching è una metodologia che trasforma il viaggio in un processo di crescita. Quando viaggiamo da soli è tutto amplificato, ogni sensazione e ogni emozione è più forte. Noi siamo nudi e come tali più propensi al cambiamento perché non abbiamo appigli, porti o alibi ai quali appoggiarci.

4- Se ti fa piacere, raccontaci quella storia di tua nonna che attraversò le Ande nel 1911 e del tuo legame con questo evento.

Certo che te lo racconto, ci ho anche scritto un post! La storia parte dai miei capelli, io sono rossa, la mia famiglia è molto mediterranea. Sono nata a Napoli ed ero diciamo l’unica rossa, il che non ti rende l’adolescenza una cosa facile. Quando da bambina chiesi come mai io non assomigliavo ai miei genitori e a differenza di loro ero molto chiara, mi risposero che avevo preso dalla Nonna Nina, che poi sarebbe la mia bisnonna. Così mi sono appassionata alla storia e ho iniziato a chiedere informazioni a quelli che l’avevano conosciuta. Risulta che io abbia preso di lei tante cose, che ci muoviamo uguale, che abbiamo lo stesso approccio alla vita e le stesse manie. Lei nel 1911 è andata sulle Ande con il marito a cavallo per 4 anni. Così 100 anni dopo ho fatto lo stesso, non a cavallo e senza marito, ma con lei nel cuore.

5- Sono curiosa. Cos’hai in progetto per i prossimi mesi?

Praticamente devo fare più giri adesso che sono di base a Roma che quando sono in viaggio. Dal 25 al 27 Novembre sarò all’ Eremito per il mio workshop sul travel coaching. È l’8° edizione e ho già tantissime prenotazioni. Poi credo che per capodanno volerò in Sudafrica per la 3° volta consecutiva. Purtroppo ho promesso che avrei voluto vedere il paese in estate e io mantengo sempre le promesse! Lì sto organizzando una cosa davvero nuova per febbraio. Ho disegnato un’esperienza in cui si vede una parte del paese e si fa volontariato, è una mia idea, ho coinvolto persone che ho conosciuto in questi anni, quindi una cosa del tutto unica.

 

E adesso non vi resta che curiosare sul sito di Francesca. Chissà che magari non vi venga voglia di partecipare ad uno dei suoi workshop, o di progettare il vostro primo viaggio in solitaria.

Ps. Date un occhio alle ragioni per viaggiare da soli. Sono certa che vi convincerà.

La mia preferita è la 26. Ops, lapsus freudiano, la 25 😉

[widgets_on_pages id=”Viaggiare da soli”]

 

Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sul tuo social preferito. Mi faresti un grande regalo. GRAZIE!

Rispondi