La grande possibilità della pagina bianca

La grande possibilità della pagina bianca

Forse (o forse no, ma non importa 😉 ) avrete notato che la settimana scorsa non ho scritto nulla.

Le ultime settimane sono state complicate e ricche di ostacoli di vario genere. Ancora oggi ho un paio di cosette da affrontare che non mi fanno star tranquilla.

Così mi sono ritrovata scarica, senza motivazione e decisamente stanca.

Ho deciso che era meglio prendermi una pausa perché creare contenuti richiede attenzione ed io in quel momento non ne avevo un briciolo.

Non che l’abbia deciso a cuor leggero, e nemmeno in un giorno.

Guardavo quella pagina bianca ogni giorno e non sapevo come riempirla.

Naturalmente mi sono sentita in colpa perché, diciamocelo, ce l’hanno insegnato da tutta la vita che “o fai oppure sei una cacchetta”.

Ma poi ho guardato e riguardato quella pagina bianca.

E mi ci sono specchiata dentro.

Ho rivisto quella bambina che voleva conquistare il mondo. Le ho toccato le cicatrici, rimarginate ma ben visibili. Ho sfiorato il suo dolore. Ho rivissuto i suoi successi. L’ho guardata mentre cresceva, mentre sbatteva la testa contro muri insormontabili, mentre ne superava alcuni e veniva buttata giù da altri. Ne ho assaporato le sfaccettature.

 

SFACCETTATURE CHE NON CONTRASTANO

 

Coraggiosa e piena di paure.

Forte e ricca di debolezze.

Determinata e piena di insicurezze.

Termini apparentemente in contrasto. Ma siamo proprio sicure/i che sia così?

Una volta pensavo che ci fossero solo il nero e il bianco, che se eri così, potevi solo essere così. Oggi credo nel nostro essere multiple/i, nel nostro essere infinite/i, nelle nostre possibilità.

SI PUÒ ESSERE FORTI E AVERE DELLE FRAGILITÀ INTERIORI, ANCHE GRANDI.

Questo non ci rende meno forti, ci rende solo umane/i.

Da qualche tempo, lo sapete bene, sono stufa marcia delle definizioni. Siamo definite in famiglia, sul lavoro, nel mercato. E per questo ogni tanto chiudo un occhio pur di non fare sempre quella contro tutto e contro tutti.

Ma nel profondo amo le potenzialità di ognuna/o di noi e mi piace imparare da questo, mi piace ampliare le mie possibilità attraverso le possibilità delle altre persone.

Se non faccio così, pian pianino mi chiudo in me stessa e mi ammalo, nel verso senso della parola.

Così QUELLA PAGINA BIANCA MI HA PROPOSTO UNA DIREZIONE NUOVA.

Ho cominciato a riempirla di disegni, immagini, parole e ne è venuto fuori la mia lavagna del prossimo futuro.

L’ESPERIMENTO DELLA PAGINA BIANCA

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La mia pagina bianca

Ecco perché oggi voglio proporvi un gioco.

Non è una cosa che ho imparato da un libro né qualcun altro me ne aveva mai parlato. Perciò è un esperimento che mi piacerebbe fare insieme.

Prendete un bel quaderno e apritelo su una pagina bianca.

Non scrivete nulla. Guardatela e lasciatela lì.

Ogni giorno per almeno una settimana dategli un occhio ma non fate nulla. Solo guardatela, per tutto il tempo che vorrete, tre secondi, un minuto o dieci.

Dopo una settimana fateci su quello che desiderate: incollate immagini, scrivete frasi, aggiungete paillettes e tutto quello che secondo voi vi rappresenta.

FATELO SENZA PENSARE TROPPO. DI GETTO.

E alla fine guardate quella pagina non più bianca cosa è diventata.

Non vi mostro la mia perché non voglio condizionarvi e perché credo possa essere una di quelle cose che possiamo tranquillamente tenerci per noi:

LA NOSTRA INTIMA PAGINA BIANCA.

Fatemi solo sapere se l’avete fatto e come vi siete sentite/i.

È un esperimento da cui vorrei trarre testimonianze.

Chissà che non possa essere utile a mostrarci la strada da percorrere nei momenti di nebbia del nostro cuore.

ENJOY!

19 thoughts on “La grande possibilità della pagina bianca

  1. Mi piace un sacco la tua intro a questo articolo. La sindrome da pagina bianca o il blocco dello scrittore come tutti dicono… capita anche a me. Per gg sono capace di scrivere a raffica e poi boom in un lampo più niente! Riempire una pagina bianca è come decidere di ripartire da zero. Bellissima idea

  2. Mi becchi in un momento di tale fragilità, che solo leggere di questa tua iniziativa già mi emoziona e ho gli occhi lucidi. E allora mi dico “che sega”: invece l’emotività è anche una forza. Almeno se ben direzionata. Ci proverò. :*

    1. In effetti è un esperimento anche per me perché non me lo ha suggerito nessuno, me lo sono proprio inventato, però ne è venuta fuori una pagina piena di idee che ancora non so bene come e se mettere giù e realizzare 🙂 Chissà che ne viene fuori!
      Ps. Sul fatto che l’emotività sia una forza, sfondi una porta apertissima

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