Langhe Roero e Monferrato: cosa fare e vedere

Langhe Roero e Monferrato: cosa fare e vedere

Qualcuno* una volta scrisse: “È una terra che attende e non dice parola”.

E forse è per quel suo attendere silenziosa che una solitaria come me sente un’appartenenza profonda a quel lembo di terra, incastonato tra le colline piemontesi.

Langhe, Roero e Monferrato, che già nel nome possiedono una musicalità raffinata, custodiscono la riservatezza del popolo piemontese e questo ho potuto toccarlo con mano.

Siamo italiane/i e, si sa, l’Italia è il paese dell’accoglienza (ops, forse ultimamente non proprio).

È il paese dell’“aggiungi un posto a tavola”.

Ma ci sono persone che apprezzano l’ospitalità calorosa e ci sono persone che preferiscono un’accoglienza più composta, delicata.

Io, da siciliana atipica che, come ben sapete, ogni tanto ama rinchiudersi nel suo guscio per riappropriarsi di qualcosa che è solo suo, senza lasciarsi trasportare da quello che la circonda, propendo per il secondo tipo di accoglienza.

Senza ogni ombra di dubbio, i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe, Roero e Monferrato, esprimono al meglio questo genere di ospitalità.

Che siate riservate/i come me, o semplicemente amanti della bellezza, paesaggistica ed enogastronomica, sedetevi con un buon bicchiere di vino in mano (per l’occasione direi rigorosamente piemontese) e venite con me in un viaggio attraverso quello che ormai dal 2014 è uno dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO.

I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe Roero e Monferrato

Decretati patrimonio dell’UNESCO perché di “Eccezionale Valore Universale”, i paesaggi vitivinicoli del Piemonte si dividono in sei componenti e il nostro tour comincia dal primo di questi: la langa del Barolo.

Componente 1: cosa vedere nelle langhe piemontesi

Unadonnaalcontrario Langhe, Roero e Monferrato

La langa del Barolo è innanzitutto le sue colline, le sue meravigliose viti.

Da sempre credo che la terra sia il vero specchio del suo territorio. Ho visto vitigni rigogliosi in ogni parte d’Italia, da nord a sud, ma qui hanno qualcosa di diverso.

Non so se dipenda dalla struttura del terreno, dal clima o (anzi “e”) dalle mani sapienti di chi le coltiva, ma queste viti alte, verdi come il verde nei disegni dei bambini, sono di una bellezza mozzafiato.

E non ci sono solo i vitigni di Nebbiolo, che poi daranno origine al vino piemontese più famoso al mondo, ma borghi medievali e castelli come quello che di quel vino porta il nome, il Castello di Barolo, che oggi è sede dell’enoteca regionale del Barolo, e da cui è possibile godere la vista di quelle colline e delle sue vigne.

Componente 2: il Castello di Grinzane Cavour

Castello di Grinzane Cavour Langhe Roero e Monferrato
Il Castello di Grinzane Cavour

Siamo ancora nelle Langhe ma questa volta ci spostiamo nella componente 2: il Castello di Grinzane Cavour. Il nome, beh, la dice lunga sulla persona che lo acquistò nel 1800 e che, forse lo sapete già, seguì personalmente il processo di evoluzione dei vigneti del castello e del vino che producevano.

All’interno del castello si trova l’Enoteca Regionale del Piemonte dove troverete le migliori etichette del Piemonte ma anche prodotti tipici come quelli a base di nocciole e tartufo.

E all’esterno? Un belvedere da togliere il fiato a chiunque. Un vigneto che oggi è patrimonio dell’Unesco, uno dei più grandi d’Europa e, per chi semplicemente non è esperta/o come me, una poesia per gli occhi e per il cuore.

Componente 3: le colline del Barbaresco

Neive
Neive

Voi direte: “Ma le colline sono tutte uguali!”, ed io vi rispondo: “Non è così”. Noleggiate una macchina o, ancora meglio, una moto e andate verso Barbaresco.

Fermatevi qua e là tra viti e campi di grano.

Raggiungete una delle panchine giganti di Chris Bangle.

Salite su per la collina e ammirate la vista sulla valle da Neive, uno dei borghi più belli d’Italia e bandiera arancione. Godetevi il suo salotto a cielo aperto: Piazza Italia e l’ex Palazzo del Municipio, o Casa dell’Orologio, in stile rococò. Nelle cantine dell’attuale Palazzo del Municipio, Palazzo Borgese si trova la Bottega dei quattro vini di Neive il cui nome racconta che qui si possono degustare e acquistare i quattro vini prodotti in questa zona: Dolcetto, Barbera, Barbaresco e Moscato.

Componente 4: Nizza Monferrato e il Barbera

La componente 4, denominata Nizza Monferrato e Barbera, si trova nell’Alto Monferrato, in provincia di Asti.

Qui vi consiglio di visitare il Museo delle Contadinerie e delle Stampe Antiche Bersano per fare un tuffo nel passato e nella cultura contadina legata al vino di questa terra… che c’è sempre da imparare da chi è venuto prima di noi.

Componente 5: Canelli e l’Asti spumante

Cantina Contratto Metodo classico
La cantina Contratto con le volte e i mattoni a vista

Ma il Piemonte non è solo vini rossi, fermi e corposi. C’è di più! E anche in questo caso siamo di fronte a tradizione, sperimentazione ed eccellenza.

La componente 5 è il regno del metodo classico, di quel vino spumante a cui si dedicano persone “appassionate”, oltre che esperte.

Le cantine di questa zona sono chiamate “Cattedrali Sotterranee”, con le volte e i mattoni a vista, e sono letteralmente scavate sotto le colline.

Ho visitato personalmente una di queste, la cantina Contratto, scavata nella marna, sotto la collina di Castello Gancia, dove c’è un’attenzione al dettaglio, al particolare che la rende orgoglio nazionale, e dove per ottenere una buona bottiglia di spumante si attende fino a 7 anni perché la maggior parte delle azioni vengono fatte in maniera manuale: provate a digitare Mauro Ferrero su Youtube e guardate cosa è in grado di fare con le sue mani.

Componente 6: Cosa vedere nel Monferrato Casalese

Infernot Rosignano Langhe Roero e Monferrato
Infernot a Rosignano

Il nostro itinerario nel territorio delle Langhe, Roero e Monferrato si conclude con la componente 6: il Monferrato degli Infernot.

E cosa sarà quello strano nome, “infernot”?

Gli infernot sono delle strutture che si trovano sotto le abitazioni. Potremmo paragonarle alle odierne cantine, ma queste sono realizzate con un’arenaria, tipica proprio di questa parte del Piemonte: la Pietra da Cantoni. La temperatura che grazie a questa pietra si crea, in ogni stagione, è ancora oggi perfetta per la conservazione del vino.

In questa zona del Monferrato ci sono delle chicche che non dovete assolutamente perdervi, come Moleto e la sua chiesa romanica di San Michele che guarda le colline del Monferrato.

Chiesa San Michele a Moleto Langhe Roero e Monferrato
La chiesa di San Michele a Moleto

O come Olivola, il paese più piccolo del Monferrato Casalese, con poco più di 100 abitanti e un altro belvedere meditativo, quello che si gode dalla Chiesa di San Pietro e Paolo.

Se amate la pittura, fermatevi a Rosignano Monferrato, patria di Angelo Morbelli, uno dei massimi esponenti del divisionismo italiano. A Rosignano troverete degli infernot degni davvero di visita.

E infine, ma solo per cronologia, la base: Casale Monferrato che non è solo il suo Duomo, dedicato a Sant’Evasio, di epoca medioevale, o la Chiesa di Santa Caterina dallo stile barocco.

È anche il profumo che sentirete in ogni parte di Casale e che vi condurrà al civico 17 di Via Lanza, dove oggi come nel 1878, la famiglia Portinaro prepara i Krumiri Rossi, ancora rigorosamente a mano, con uova, farina di grano tenero, zucchero, burro, vanillina e tanta, infinita pazienza.

Krumiri Rossi di Casale Monferrato
I Krumiri Rossi

Finisce qui questo viaggio nella terra di Cesare Pavese, tra i paesi più belli delle Langhe piemontesi e del Monferrato, tra castelli, colline e cantine. Un viaggio fatto con discrezione, quella discrezione che appartiene un tempo, come oggi, al popolo che abita questa terra e che regala intimità a chi decide di trasferirsi qui o di visitarla.

Buona poesia a tutte/i!

*Cesare Pavese

Per tutte le info aggiornate, vi lascio il link al sito ufficiale dell’Ente Turismo Langhe, Roero e Monferrato

6 thoughts on “Langhe Roero e Monferrato: cosa fare e vedere

  1. Sono piemontese (anche se da anni vivo nelle Marche) e sai che non conosco bene queste zone del Piemonte? Mi piacerebbe visitarle per bene, magari quando torno su a trovare i parenti. Sarebbe bello farci un salto secondo me in autunno con i colori accesi dei vigneti. Grazie per i suggerimenti!

  2. Che bello, sei stata dalle mie parti! Io abito nel Roero, tra Bra e Pocapaglia, non so se hai avuto l’occasione di passare tra queste due cittadine. Comunque hai ragione, le colline non sono per niente tutte uguali, e le colline di questa zona trovo che siano bellissime, ma io sono di parte 😉
    Mi fa molto piacere che ti sia piaciuta questa zona, sono orgogliosa

    1. Fai bene ad esserne orgogliosa. È una terra meravigliosa. Purtroppo non sono passata dalle tue parti. Sarà una bella scusa per tornarci!

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