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Arequipa, la Ciudad Blanca del Perù

Arequipa, “Villa Hermosa” la definì il suo fondatore Garcí Manuel de Carbajal ed hermosa (=splendida) lo è davvero la città bianca del Perù.

Il suo candore lo si deve alla pietra vulcanica, sillar, con cui sono costruiti gli edifici e, lasciatemelo dire, alla sua gente che candida lo è davvero, nei modi come nella sua spiritualità.

Ancora oggi le montagne sono considerate sacre e questo rispetto nei confronti della natura, che aleggia tra le strade di Arequipa, lo si percepisce chiaramente.

Circondata da tre vulcani, Misti, Chachani e Picchu Picchu, Arequipa è la porta d’ingresso verso le Ande ed è anche il luogo che vi permetterà di abituarvi all’altitudine (se volete saperne di più sul mal di montagna, ho raccontato la mia esperienza personale nel post dedicato a come organizzare un viaggio in Perù).

Nel 2000 è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco e, nonostante sia la seconda città del Perù, la sensazione è di girare per un delizioso paese di montagna con i balconi fioriti e l’accoglienza sorridente della gente ad ogni angolo.

5 cose da vedere ad Arequipa

Cattedrale di Arequipa
La cattedrale di Arequipa

1 – Plaza de Armas e la Cattedrale di Arequipa

Plaza de Armas rappresenta il vero salotto cittadino. Nel passato era importante perché dedicata alle parate militari e, ahimè, anche alle esecuzioni.

Oggi è il luogo dove le persone si ritrovano la domenica o la sera dopo il lavoro. Ed è un vero spaccato della popolazione locale.

La sua Cattedrale è senz’altro il pezzo forte di Arequipa. Fondata nel 1540, dal 1583 ha subìto parecchi danni a causa dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche fino alla ricostruzione del 1844. Neppure l’ultimo terremoto del 2001 l’ha risparmiata. La cosa singolare di questa magnifica Basilica in stile neo-rinascimentale è la sua facciata molto lunga che copre l’intero lato di Plaza de Armas.

2 – La Chiesa della Compagnia del Gesù

Iglesia compania de jesus
La Chiesa della Compagnia di Gesù

Sempre in Plaza De Armas, con alle spalle la Cattedrale, guardando a sinistra, troverete la Iglesia de la compania de Jesus, costruita dai Gesuiti nel 1595 e splendido esempio di come il barocco spagnolo si fonde con quello andino.

C’è anche un po’ di Italia nel suo prezioso altare dorato perché il dipinto della madonna con il bambino è di Bernardo Bitti.

Personalmente quello che mi ha conquistato di più di questa chiesa sono i suoi tre chiostri, uno piccolo, uno medio e uno grande, tutti diversi tra loro e davvero incantevoli. In uno dei tre, sotto i portici, troverete anche dei negozietti di artigianato locale in cui potrete fare un po’ di shopping.

3 – Juanita, la nina de los hielos

La storia di Juanita, per certi versi difficile da digerire, mi è stata più chiara quando ho visitato il Machu Picchu e la guida mi ha raccontato di come giovani donne della nobiltà studiavano per 4 anni in scuole a loro dedicate per poi essere sacrificate alle Apu, le divinità di montagna.

Per la famiglia questo sacrificio era motivo di grande onore. Alla piccola vittima, chiamata capacocha, veniva offerta la chica, una bevanda che la assopiva e che le permetteva di non soffrire nel momento della morte.

Juanita è chiamata anche “fanciulla dei ghiacci” perché è stata ritrovata completamente congelata tra i ghiacci del Nevado Ampato nel 1955. Ancora oggi è in ottime condizioni e potete vederla nel Museo Santuarios Andino ad Arequipa, per l’appunto. So che forse la storia di Juanita sembra un racconto macabro ma la sua scoperta nelle pressoché perfette condizioni in cui è stata ritrovata, rappresenta una preziosa testimonianza della cultura Inca e della storia del Perù.

4 – Il Monastero de Santa Catalina

Monastero di Santa Catalina Arequipa
Il cortile che ho amato di più al monastero di Santa Catalina… ovvio, è del mio colore preferito!

Un monastero che è un luogo per le donne e che non ha nulla di lugubre o triste, anzi è il colore la sua qualità più evidente.

Fondato da Doña María de Guzmán, una vedova ricca e senza figli, il monastero di Santa Catalina ad Arequipa era destinato esclusivamente alle donne delle classi sociali più alte che pagavano una vera e propria dote perché le loro figlie potessero essere accolte qui.

È una città nella città, questo luogo tutto al femminile. Più di 20000 mq che si snodano tra cortili colorati d’azzurro e porpora, piazze (unici luoghi dove poter conversare la domenica), stanze e piccoli appartamenti diversi in base alla classe sociale della suora che li abitava. Alcune monache avevano delle vere e proprie suite con più stanze e domestiche.

Dal 15 agosto 1970 il monastero è stato aperto al pubblico ma ancora oggi conserva una parte dove vivono le suore di clausura.

5 – Yanahuara

San Giovanni Battista Yanahaura
La facciata della chiesa di San Giovanni Battista Yanahaura

Il quartiere di Yanahuara è uno di quei luoghi che non potete assolutamente perdere. Un po’ perché è defilato rispetto al centro storico, un po’ perché dai suoi archi potrete ammirare un panorama unico sui tetti della città, un po’ perché qui ci sono ancora le vecchie case costruite in sillar, la famosa pietra vulcanica bianca che dà il nome di ciudad blanca ad Arequipa.

Una delle cose più interessanti di questo sobborgo è la chiesa di San Giovanni Battista perché la facciata rivela moltissimo della storia andina. Se andrete a guardare con attenzione, infatti, scoverete, tra le figure legate alla colonizzazione spagnola, i simboli Inca, come il condor e la cantuta, il fiore sacro degli Inca e fiore nazionale del Perù.

Dove dormire ad Arequipa

Camera Costana 702 Arequipa
Una delle belle stanze al Costana 702

Proprio a Yanahuara, in una vietta tra scalini e ciottoli si trova il Costana 702, un nuovissimo boutique hotel con poche camere, una più bella dell’altra, arredate con amore e cura da Ricardo e dalla sua mamma Gladis. Voi sapete quanto io ami il rapporto umano, in generale e ancor di più nei viaggi, e qui non ho dubbi nel dirvi che la prima cosa di cui vi accorgerete è l’accoglienza calda e “dolce”.

Sì, dolce perché ci sono donne che quella dolcezza ce l’hanno innata e Gladis è senz’altro una di queste donne. Vi accoglierà con il suo sorriso, i suoi splendidi capelli ben pettinati, il suo grembiulino perfetto e vi mostrerà i tre vulcani che proteggono Arequipa, Misti, Chachani e Picchu Picchu, ben visibili dalla terrazza della colazione.

Se sceglierete questo delizioso boutique hotel ad Arequipa, per favore, salutate per me Ricardo e Gladis.

Dove mangiare ad Arequipa

Alla fine di una giornata in giro, non è mai facile scegliere un posto dove mangiare local e di qualità in una città che non conosci per nulla. In questo caso è meglio chiedere ai locali, no?

E così su consiglio di una arequipena mi sono ritrovata da Victoria, Picanteria Democratica, su Calle San Francisco, e qui ho provato la carne di alpaca. Buonissima! Ma se volete provare altro, c’è del buon pesce di fiume, la quinoa e tanti altri piatti completamente local.

Se avete domande e curiosità su Arequipa, scrivete tutto nei commenti qui sotto. Mi fa piacere potervi essere utile se state programmando un viaggio in Perù.

*In collaborazione con PromPerù e Chaskiventura

Ultima modifica by unadonnaalcontrario

6 pensieri su “Arequipa, la Ciudad Blanca del Perù

  1. Mi hai riportato ad Arequipa, grazie! Ho adorato il monastero di Santa Catalina e i suoi colori, mentre non sapevo la storia di Juanita né di questo rito alquanto macabro. Povere bimbe. Ma poi tu pensa alla gioia dei genitori che allevano una figlia col solo scopo di farla sacrificare!

    1. In verità spiegato dalla guida appare meno macabro di quanto possiamo pensare noi occidentali. Le ragazze potevano anche rifiutare di essere sacrificate, non erano costrette, ma per loro rappresentava quasi un onore. Certo, non è semplice da accettare, ma bisognerebbe calarsi nella realtà di quell’epoca per farlo.

  2. Questa è proprio uno di quei luoghi che vorrei vedere. Ho “studiato” molte cose sul Perù per lavoro ultimamente e vorrei tornarci, passando proprio da Arequipa. Com’è andata con l’altitudine?

  3. Ho seguito il tuo viaggio in Perù attraverso Instagram e, se già avevo voglia di visitare questo paese, dopo i tuoi racconti ho voglia di prenotare un volo al più presto! Spero che il 2020 mi porti proprio un viaggio in Perù!

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