Huacachina, l’oasi d’America nel deserto del Perù

Huacachina, l’oasi d’America nel deserto del Perù

Stazione dei bus di Ica.

Un caldo afoso mi investe in pieno. C’è un taxi ad aspettarmi. Il Perù mi ha abituata ad un traffico pazzesco, ma sembra che qui lo sia più che altrove.

Dai finestrini dell’auto scorgo negozi, centri commerciali, persone ad ogni angolo.

Poi d’un tratto, nel giro di pochi minuti, la bolgia cittadina sfuma. E al mio fianco non c’è più cemento ma solo ed esclusivamente, sabbia.

Piano, piano quella sabbia si fa dune, e le dune diventano sempre più alte.

Non è la prima volta che mi stupisco dell’eterogeneità del paesaggio peruviano ma mai come adesso realizzo che, a pochi chilometri dall’oceano Pacifico, esiste incredibilmente un vero deserto con un’oasi altrettanto straordinaria, e adesso mi ci ritrovo dentro.

Sto parlando di Huacachina.

Huacachina, miti e leggende

Tubular deserto di Atacama

C’era una volta una principessa (ogni paese ha la sua storia di principesse, eh, eh!) che stava sostando davanti una piccola pozza d’acqua. Ahimè, in questa storia c’è anche un cattivo (quando mai non c’è?!), un cacciatore dalle intenzioni non esattamente valorose. Si narra che la principessa, in fuga dall’uomo, trasformò la piccola pozza in un lago e col mantello che indossava creò le dune di sabbia. Qualcuno dice che ancora oggi viva nella sua oasi con le fattezze di una sirena.

Ma questa non è l’unica leggenda legata all’oasi di Huacachina: si racconta infatti che fosse il luogo di incontro di due giovani amanti prossimi al matrimonio. Purtroppo il ragazzo morì prima che realizzassero la loro unione e la ragazza, scossa dalla tragedia, si rifugiò qui a piangere. Pianse così tanto che le sue lacrime formarono un’oasi.

In verità Huacachina, considerata la più importante e bella oasi d’America ha avuto origine dalle abbondanti acque della falda sotterranea ma, che resti tra noi, le leggende hanno decisamente più fascino.

Da oasi a meta turistica

Immersa nel deserto di Atacama in Perù, l’oasi di Huacachina è stata negli anni ‘40 e ‘50 luogo di villeggiatura delle famiglie peruviane benestanti che qui venivano per fare il bagno e per beneficiare delle proprietà terapeutiche dell’acqua.

Abbandonata fino agli anni ’90, fu solo allora che si aprì al turismo e, in brevissimo tempo, diventò una delle mete più ambite del turismo di massa peruviano. Questo mi preme dirlo perché la mia impressione, nonostante l’evidente bellezza del posto, è stata proprio quella di trovarmi nel classico luogo turistico.

I pochi abitanti di Huacachina, più o meno un centinaio, vivono esclusivamente grazie alle attività legate al deserto e alla laguna che ha proprietà termali, adatte soprattutto a chi ha problemi reumatici e respiratori.

Ahimè, nel tempo il livello delle acque si è notevolmente abbassato e oggi la laguna viene alimentata in maniera artificiale. Essendo una delle poche oasi naturali delle Americhe, la preservazione risulta assolutamente prioritaria.

Huacachina: informazioni utili

Tour, escursioni e attività sportive

Tubular deserto Huacachina
Il buggy o tubular nel bel mezzo del deserto di Huacachina

Non c’è dubbio che qui le attività sportive siano legate al deserto.

Tra le cose da fare a Huacachina c’è senz’altro il sandboarding, un cugino del più noto snowboarding, da fare tra le dune del deserto, rigorosamente sdraiate/i a pancia in giù su una vera e propria tavola da surf.

E non potrete fare sandboarding senza prima provare l’ebrezza del tour sui buggy (qui li chiamano anche tubular), dei piccoli fuoristrada con a proteggervi solo le cinture di sicurezza. Eh, sì, perché sappiatelo, gli autisti faranno di tutto per farvi urlare a squarciagola. Non saprete a che santo votarvi per la paura di ribaltarvi perché “loro” si divertiranno a fare testa coda tra le dune e a precipitarsi alla massima velocità dal loro apice a valle. Un’esperienza degna delle più alte montagne russe che abbiate mai fatto in vita vostra. Però vi assicuro che vi divertirete da matte/i!

Un piccolo consiglio: portatevi un foulard o una bandana da legarvi intorno al viso e indossate gli occhiali da sole. Al termine del tour, vi ritroverete sabbia ovunque e, quando dico ovunque, voglio dire proprio ovunque. Almeno in questo modo proteggerete occhi, naso e bocca.

Per fare qualcosa di più “tranquillo” e, perché no, romantico, potrete noleggiare un pedalò e godervi la tranquillità della laguna.

Dormire a Huacachina

Essendo molto vicina a Ica, per risparmiare qualcosina sul vostro budget, potete anche decidere di non pernottare a Huacachina e raggiungerla direttamente in giornata. Ma se volete vivere in pieno l’atmosfera del deserto, come ho voluto fare io, avrete l’imbarazzo della scelta tra alberghi e ostelli, alcuni anche con piscina.

Io ho optato per l’Hotel Mossone che si affaccia proprio sulla laguna: il cortile sembra uscito da uno degli episodi di Zorro.

Uno dei benefit dell’hotel Mossone è l’aperitivo di benvenuto a base di Pisco Sour, il cocktail tipico del Perù. In verità sembra che il Pisco Sour sia stato inventato da, Victor Morris, un americano trasferitosi in Perù, che creò il famoso cocktail nazionale nel suo Morris Bar a Lima. Io posso solo testimoniare che è tanto buono!

Unadonnaalcontrario Oasi di Huacachina

Come arrivare a Huacachina

Per arrivare a Huacahina, bisogna dapprima raggiungere Ica. Di solito si arriva a Ica dopo aver visitato le Isole Ballestas, prendendo un autobus da Paracas della durata di circa 1 ora e mezza. Se non prevedete una tappa alle Ballestas, potete prendere il bus direttamente da Lima (questa volta impiegherete circa 4 ore e mezzo).

Una cosa è certa: i viaggi on the road in Perù sono un’esperienza mistica. I paesaggi si susseguono con una diversità e una bellezza impossibile da descrivere con le parole.

Vi consiglio di preparare una playlist con la vostra musica da viaggio preferita, indossare le cuffiette e immergervi, anima e corpo, in un momento che non dimenticherete mai.

Una volta arrivate/i ad Ica, l’unico modo per raggiungere Huacachina è il taxi. Ma anche il taxi qui rimane un mezzo molto economico.

Quando andare a Huacachina

Io sono andata a fine novembre. Non ho patito il caldo e inoltre la sera, come in ogni deserto che si rispetti, c’è l’escursione termica, per cui fa anche un bel freschino. Le guide e le agenzie turistiche di solito consigliano la stagione che va da Marzo a Novembre perché fa meno caldo.

Per quanto riguarda la durata del vostro soggiorno, vi basteranno un paio di giorni per godervi al meglio l’esperienza dell’oasi del deserto più famosa d’America. Di più sarebbe superfluo e togliereste tempo ad altri luoghi meravigliosi che vi aspettano andando verso sud. A pochi chilometri da Ica infatti si trovano le linee di Nazca e, ancora più a sud, Arequipa e Cusco, punti di partenza per luoghi iconici come Vinicunca e Machu Picchu.

Un viaggio in Perù è davvero un’avventura straordinaria. So che c’è tanto da vedere ma, compatibilmente con i giorni a vostra disposizione e soprattutto l’indole del vostro cuore, scegliete le tappe che fanno più per voi e godetevi un viaggio unico al mondo.

Ultima modifica by unadonnaalcontrario

8 thoughts on “Huacachina, l’oasi d’America nel deserto del Perù

  1. Fare sandboarding in un luogo così spettacolare deve essere un’emozione incredibile. Mi associo a chi vorrebbe essere li e sorseggiare un Pisco Sour!

  2. Bellissimo!! Il deserto!! E’ una cosa che mi manca – ho visto quello del Mojave, ma nulla a che vedere con le foto che sto guardando!

    1. Ah, vedi… io invece quello di Mojave non l’ho visto e sinceramente non lo conoscevo. Adesso vado a sbirciare su google 🙂

  3. Che spettacolo! Non ho mai visto nulla di simile in vita mia! Fa molto caldo? Hai visto anche famiglie con bambini in visita?

    1. Come scrivo anche nell’articolo, non ho patito affatto il caldo. Si stava bene. E sì, è assolutamente un posto adatto ai bambini. Si divertiranno da matti nel deserto 🙂

  4. Questo post mi è davvero piaciuto molto! Non so se per come è scritto, per la leggenda, per la sensazione di sentirmi sabbia ovunque o per provare invidia per non riuscire, in questo momento, a gustarmi il Pisco davanti alla laguna.

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