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Puno, Lago Titicaca, Isole Uros: cosa fare e vedere

Puno non è stata l’ultima tappa del mio viaggio nella terra degli Inca.

Se ve ne parlo solo oggi, al termine di questo lungo racconto peruviano, è per un motivo.

Voglio raccontarvelo perché credo che un viaggio sia innanzitutto un’esperienza di vita e che, se siete tra queste pagine e non su una guida turistica, è anche perché volete conoscere gli aspetti emotivi del viaggio, non solo quelli pratici.

A Puno ho avuto una crisi e, per quel che mi riguarda, una crisi ha due possibili conseguenze: può buttarmi giù (il che avrebbe voluto dire tornare in Italia) oppure essere l’inizio di una grande svolta (= continuare il viaggio più forte e felice di prima).

Mi spiego meglio.

Sono arrivata a Puno da Arequipa e già durante la strada ho iniziato a non sentirmi molto bene.

Non sapevo ancora, sebbene lo sospettassi, che si trattasse di mal di altitudine* ma soprattutto non sapevo che roba brutta fosse.

Appena messo piede in albergo, ho cominciato ad avere violente vertigini, un mal di testa mai provato in vita mia e difficoltà a respirare.

Per fortuna gli alberghi nelle Ande, sono forniti di bombole d’ossigeno e così ho iniziato a farmene “un paio di dosi (scusate l’ironia, ma preferisco sdrammatizzare)”.

L’ossigeno, ahimè, non è bastato e ho dovuto chiamare un medico locale che mi ha fatto un’iniezione, mi ha prescritto dei medicinali ma soprattutto mi ha tranquillizzata. Potevo continuare il mio viaggio, e così ho fatto.

Cosa vedere a Puno

Uros Lago Titicaca
I volti sorridenti che mi hanno accolto alle Uros

Di solito quando si parla di Lago Titicaca, si accenna a Puno come luogo di partenza dei vari tour per il lago e per le isole Uros.

Puno, in verità, è una cittadina che merita una visita e che ti riporta immediatamente indietro nel tempo. Il suo centro storico è un pullulare di palazzi storici e di monumenti, come la Cattedrale e la Basilica Menor, che si dipartono dalla piazza principale della città. Sono certa che, se mi avete seguito in questo viaggio in Perù, avrete già indovinato il nome di questa piazza: ovviamente Plaza De Armas.

Dove dormire a Puno

Inoltre, a meno che non optiate per dormire sulle isole Uros, Puno sarà anche il luogo dove alloggerete. Anche in questo caso, come vi ho consigliato per Lima, vi suggerisco uno degli alberghi della catena peruviana Casa Andina. Quello dove ho soggiornato io è il Casa Andina Standard e devo davvero ringraziare di cuore tutto il personale per essersi letteralmente occupato di me durante la mia crisi con il mal di montagna.

Lago Titicaca

Barche Isole Uros Lago Titicaca
Puno cosa vedere: le caratteristiche barche degli Uros

Ed eccoci al re di questa parte di Perù. Come potrebbe non avere scettro e corona visto che il lago Titicaca è il più alto lago navigabile al mondo? Sì, perché dovete sapere che si trova ad un’altitudine di ben 3812 mt sul livello del mare e a quel mare, parola di una siciliana doc, somiglia parecchio per via della sua ampiezza, più di 8000 chilometri quadrati, e delle sue acque azzurrissime e trasparenti.

Il lago Titicaca, al confine tra Perù e Bolivia, è il risultato dell’unione di due laghi: il Lago Mayor a nord e il Lago Menor a Sud, collegati dallo stretto di Tiquina.

Cosa vedere sul lago Titicaca

Una delle cose più interessanti da vedere sul Lago Titicaca sono le sue numerose isole.

Tra queste, la Isla del Sol e la Isla de La luna appartengono alla parte boliviana del lago. Ma qui si parla di Perù e perciò vi racconterò la mia esperienza alle isole Uros.

Isole Uros: le isole galleggianti

Uros capanna
Una capanna realizzata con la totora alle isole Uros: Puno Perù

Per arrivare alle isole Uros da Puno potete concordare un tour nelle mille agenzie turistiche che troverete in città, tutte praticamente allo stesso prezzo e senza differenze sostanziali di alcun genere.

La prima tappa del tour sarà, lo confesso, parecchio turistica. Gli abitanti di una delle isole vi accoglieranno in abiti tipici con danze e canti, vi racconteranno come sono scandite le loro giornate, lontane da ogni comodità occidentale (a parte i pannelli solari e qualche tv) e vi proporranno di acquistare i loro manufatti.

Una delle cose più interessanti da conoscere è di cosa sono fatte le isole flottanti (islas flotantes). Sono proprio gli abitanti delle isole che le costruiscono utilizzando le canne di totora, una pianta tipica che fa parte persino della loro alimentazione quotidiana e con cui loro costruiscono anche le barche super colorate dalla prua a forma di puma.

Camminare sulla tortora ha un non so che di buffo perché ti sembra di sprofondare.

Le isole Uros che, per rimanere stabili sono ancorate sul fondo del lago, possono essere spostate come fossero delle vere e proprie zattere ma è importante che la manutenzione sia costante perché, essendo a contatto con l’acqua, si usurano facilmente.

L’arcipelago delle isole Uros, circa 70, fa parte dal 1978 della Riserva Nazionale Titicaca.

Gli Uros del Lago Titicaca: alcune curiosità

In verità quelli che oggi abitano le isole Uros non sono degli Uros puri, una popolazione pre-Inca originaria del Lago Uro-Uro in Bolivia, che si rifugiò sul Lago Titicaca a causa delle violente invasioni Inca.

Si dice che l’ultima superstite degli Uros sia passata a miglior vita negli anni ’70. La popolazione che abita oggi le isole Uros è di etnia aymara.

Di solito in ogni isola vive una famiglia, ma nelle isole più grandi ci sono grandi famiglie allargate che beneficiano di strutture come una chiesa e qualche negozietto.

Isola di Taquile

Isola Taquile Puno Lago Titicaca
Una donna che si dedica al suo gregge sull’isola di Taquile: Perù Puno

Quando sono arrivata a Taquile, mi è sembrato quasi di essere in un’isola del mediterraneo. La sensazione si è rafforzata ancora di più dopo i 40 minuti di cammino in salita per raggiungere la piazza principale dell’isola. Sì, ok, l’altitudine non la rende simile ad un’isola di mare e sicuramente il fiatone te lo ricorda continuamente ma il panorama dall’alto è incredibilmente “marino”.

Mi raccomando: usate la crema solare e il cappello perché qui il sole è davvero molto forte e, quando vi ritroverete sulla piazza, non troverete facilmente punti d’ombra.

A Taquile ho assistito al lavoro di tessitura, minuzioso ma soprattutto con un preciso significato culturale. Un esempio? Il cappello degli uomini sposati è di colore rosso e quelli che sono ancora celibi dovranno saper tessere bene perché le giovani fanciulle osserveranno i loro lavori prima di decidere se sposarli o meno.

Tra l’altro “Taquile e la sua Arte Tessile” è stata inserita dall’Unesco nel 2005 tra i Patrimoni orali ed immateriali dell’Umanità.

Non vi racconto altro perché personalmente credo che il bello del viaggio sia il dialogo con le persone locali. Perciò vi invito a scoprire il resto chiedendo direttamente a loro.

Fate una cosa se potete: staccatevi dal gruppo (rispettando ovviamente orari e appuntamenti) e vagate. Forse vi imbatterete in uno dei siti archeologici Pre-Inca di cui Taquile è ricca o forse in una bimba che vi offre un rametto di muna o ancora in una delle donne che badano al gregge. Come dite? Non sapete la lingua? Non ha importanza. Sono certa che riuscirete a comprendervi.

Taquile ha un altro primato, motivo di vanto per i peruviani: è stato uno degli ultimi luoghi del Perù ad arrendersi ai conquistadores spagnoli.

Isola di Amantanì

C’è la possibilità, come vi accennavo prima, di soggiornare alle Isole Uros, ospiti di una famiglia locale, e l’isola di Amantanì con le sue belle montagne, Pachatata e Pachamama, di solito è quella prescelta.

Amantanì conta circa 4000 abitanti e qui, come anche nelle altre isole principali, le attività prevalenti degli abitanti sono la tessitura, la pesca, la pastorizia e l’agricoltura.

I misteri del Lago Titicaca

Dite un po’ voi che mi conoscete bene, avrei potuto non farmi ammaliare dai misteri che avvolgono il Lago Titicaca?

Il mistero più grande riguarda proprio le sue acque così cristalline, fenomeno davvero strano visto che si tratta di acque lacustri.

La leggenda narra che, da questo lago, nei pressi della Isla del Sol, sia nata la civiltà Inca.

Si dice che Apu Qullana Awki creò qui un ecosistema perfetto che donò agli uomini perché lo abitassero con l’unica raccomandazione di non salire sulla montagna sacra, suo rifugio personale. E secondo voi, che fecero gli uomini? Ovviamente infransero questa regola e scalarono la montagna. La punizione di Apu Qullana Awki fu impietosa. Inviò infatti un branco di puma (in lingua aymara Titi significa gatto/puma e Kaka, pietra) che sterminarono la popolazione. Il dio Sole, Inti, colpito da questa tragedia, pianse per quaranta giorni e quaranta notti e le sue lacrime (= acqua dolce) formarono un lago dentro il quale i puma annegarono.

Si racconta anche che il lago Titicaca nasconda un enorme tesoro, gettato nelle acque profonde dagli Inca per proteggerlo dagli invasori spagnoli. E ogni volta che dal lago emerge un oggetto antico, il mistero si infittisce.

Cosa mangiare a Puno e sul Lago Titicaca

Cosa mangiare a Puno
La buonissima zuppa di quinoa di Taquile

A Taquile sono stata ospite di una famiglia che ha cucinato per il mio gruppo le pietanze tipiche delle isole Uros. Una delle cose più buone al mondo, ovviamente per me, è la zuppa di quinoa (la quinoa tra l’altro è uno degli alimenti migliori che madre natura ci ha dato: non contiene glutine, è fonte di proteine, fibre e carboidrati). Buonissima anche la Trucha (la trota) con le verdure o con le patate.

Quanti giorni al Lago Titicaca

Per la mia personale esperienza sono sufficienti un paio di giorni da dedicare a Puno e alle escursioni sul lago Titicaca ma chiaramente decidete in base all’itinerario che avete programmato e in base al vostro personale modo di viaggiare.

Come arrivare a Puno

Ci sono vari modi per arrivare a Puno. Io sono arrivata da Arequipa via terra, e da Puno ho proseguito poi per Cusco ma si può arrivare anche dalla Bolivia partendo da Kasani.

*Il mal d’altitudine non è assolutamente da trascurare. A me è andata bene ma ci sono persone che possono stare davvero male. Consultate sempre il vostro medico per sapere se potete o meno affrontare certe altezze. Ho parlato diffusamente di mal di altitudine con tutti i consigli utili nell’articolo su Come organizzare un viaggio in Perù.

10 pensieri su “Puno, Lago Titicaca, Isole Uros: cosa fare e vedere

  1. Uno dei miei dubbi sul Perù è proprio come riuscirei, ora, a tollerare l’altitudine. A vent’anni e qualcosa non mi accadde nulla. Ora potrebbe essere diverso.

    1. Forse potresti provare a fare un po’ di allenamento in altura dalle nostre parti. Anche se le nostre montagne non hanno quelle altitudini, l’allenamento è l’arma più forte per affrontare al meglio le montagne del Perù e, comunque, ci sono persone che non hanno alcun tipo di problemi. Io li ho avuti ma poi il viaggio è andato bene.

      1. Non sapevo dipendesse dalla genetica. Comunque io sono salita di quota con gradualità e sono stata male lo stesso. Non so se è perché sono una donna di mare 🙂

  2. Antonella bellissimo il racconto di ques’isola , mi fa sorridere che queste donne scelgono i loro uomini guardando il cappello e non tutto il resto.
    Forse, alla fine, la semplicità salverà il nostro mondo!

    PS avevi problemi di salute lievi già in Italia? Ho sempre pensato a questa meta, ma non so come reagirebbe il mio fisico sono leggermete anemica .

    1. Voglio immaginare che non scelgano gli uomini solo per il colore del cappello 😀 ma a quanto pare, conta 😉
      Io sono un soggetto sano, quindi no, non avevo problemi di alcuna natura in partenza, ma magari tu non avrai nulla, dipende da persona a persona. E comunque la cosa migliore è rivolgersi al proprio medico di fiducia. in ogni caso voglio tranquillizzarti, perché io ho avuto dei problemi che poi si sono risolti totalmente 🙂

  3. Davvero un bel viaggio e questa tappa al lago con le sue isole mi sembra interessantissima! Peccato che in alcuni punti sia stata un’escursione un po’ troppo turistica: a volte non si può scindere questi aspetti da quelli più autentici

    1. Sa, me lo sono chiesta anch’io ma poi mi sono detta che, se per loro è l’unica maniera di far sopravvivere la loro cultura e le loro usanze, forse bisogna anche comprendere certe dinamiche.

  4. Che viaggio meraviglioso hai fatto. Grazie di averlo condiviso. Anche se non ci andrò mai (l’altitudine mi causa dei problemi di salute), è un po’ come si fossi stata lì con te.

    1. Allora sono davvero felice di averti portato con me in questi luoghi, anche solo leggendo e sognando attraverso le foto. Grazie per aver viaggiato con me 🙂

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