Incertezza della vita

Incertezza della vita: come trasformarla in positivo

Mai come in questo momento storico siamo letteralmente travolte/i dall’incertezza della vita. A causa della pandemia da Corona Virus molte/i di noi si sono ritrovate/i senza lavoro o con lo stipendio “congelato”. 

Non c’è solo l’incertezza del lavoro ovviamente. C’è soprattutto l’incertezza di vivere, nel senso letterale del termine, in particolare per chi è stato colpito dalla malattia o ha un familiare in ospedale e non sa se potrà rivederlo, riabbracciarlo e fargli sentire il suo affetto.

Questa è la cosa che mi fa soffrire di più in assoluto. A chi è in questa situazione mando tutte le mie preghiere e un abbraccio fortissimo. So che è davvero poco ma mi auguro che il mio sostegno vi arrivi aldilà della distanza fisica ed emotiva.

Non sappiamo ancora cosa succederà nelle prossime settimane, come evolverà il Covid-19 ma c’è una cosa che mi sento di dire: dare la responsabilità a qualcosa o a qualcuno di esterno non placherà la nostra sete di certezze.

Incertezza della vita: cos’è?

E sapete perché? Perché l’incertezza è quella sensazione destabilizzante, quella condizione di dubbio intenso che non capiamo e che ci fa estremamente paura.

Come esseri umani tendiamo a tenere tutto sotto controllo e, se qualcosa sfugge a quel controllo (il fidanzato ci lascia di punto in bianco, il datore di lavoro ci licenzia senza preavviso, una persona cara muore improvvisamente), andiamo in tilt.

Siamo confuse/i, ci arrabattiamo per cercare risposte e soluzioni ovunque, elaboriamo strategie per poi renderci conto che tutto questo non serve a nulla se non a ben poco. A questo punto arriva la frustrazione, il senso di impotenza e via con la lamentela (che ogni tanto fa bene ma, quando è troppa, rischia di essere deleteria).

Allora come fare a fronteggiare l’incertezza della vita?

Unadonnaalcontrario incertezza della vita

Come affrontare l’incertezza della vita

Io non sono una psicologa quindi non mi metterò a darvi consigli da tuttologa del momento.

Posso solo raccontarvi come affronto io l’incertezza della vita visto che nella mia esistenza è stata una compagna, non gradita, ma estremamente presente. A partire dall’incertezza del lavoro e quindi dello stipendio perché non ho mai avuto un lavoro fisso e immagino che altre libere e liberi professionisti all’ascolto potrebbero dire la loro sull’argomento.

Non nego che ci siano momenti in cui il senso di incertezza mi travolge e mi sento scivolare nel pozzo della disperazione. Evidentemente non sono un robot. Sono un essere umano.

Ma non sono certo la prima a notare che la vita è piena di incertezze.

Primo passo: osservare e accettare

Quando so che sto sprofondando nel baratro, sento come un alert dentro di me. Mi fermo, respiro piano e a lungo e mi dico: “Ok, c’è questa cosa. Mi fa paura. È il momento di guardarla in faccia e, perché no, accoglierla visto che è mia, non di qualcun altro”.

Questo è il primo passo: osservare e accettare la sensazione di incertezza.

Non devi cambiare né rimuovere nulla. Non c’è niente da colpevolizzare. La sensazione di essere sospesi è forte? Va bene così.

Secondo passo: non fare nulla!

Quando si è in una condizione emotivamente fragile, si ha la tendenza a trovare soluzioni. Il problema è che le soluzioni trovate in quei momenti sono velate da emozioni come la paura, la sfiducia, l’impulsività. E non so voi ma io, quando faccio le cose in questo modo, creo solo tanti buchi nell’acqua. Guidata dalla paura prendo esclusivamente decisioni sbagliate.

E se non è la paura, è la mancanza di sonno, l’ansia impellente, lo stress.

Allora ho imparato che in questi casi è meglio prendersi una pausa, un break in cui non fare assolutamente nulla. Perché altrimenti a guidarci saranno queste emozioni senza che noi ne siamo davvero consapevoli. Del resto la vita si vive nell’incertezza e questa cosa non cambierà qui e ora mentre me ne sento travolta.

Terzo passo: la consapevolezza che tutto cambia

Vi ricordate quando abbiamo parlato di fisica quantistica? A quanto pare tutto nella vita cambia, in continuazione, niente rimane fermo, persino le cellule del nostro corpo si rinnovano ed ogni tot siamo nuove/i di zecca.

E allora la domanda è: perché la nostra condizione di questo momento non dovrebbe obbedire alle regole dell’universo, della scienza? Niente è definitivamente certo. In fondo noi non sappiamo nulla nemmeno della morte. Possiamo fare supposizioni, si studia la scienza della mente, c’è chi crede nel paradiso come il Cristianesimo, chi nella reincarnazione come il Buddismo, ma la verità è che non ne sappiamo nulla con “certezza”.

E allora?

E forse allora ci conviene ribaltare la prospettiva, cambiare punto di vista.

Noi non possiamo né potremo mai controllare tutto e, se riuscissimo a vedere questa cosa come una grande opportunità, ci renderemmo conto che è una figata pazzesca. Potremmo lasciare che la vita ci sorprenda e lasciare aperta la porta a qualcosa che forse non avevamo mai pensato per noi, qualcosa che forse, chissà, potrebbe renderci anche più felici.

Usiamo questo tempo per prenderci cura di noi, per prenderci cura persino della sensazione di incertezza.

Siamo connessi, ora più che mai

C’è una cosa che mi aiuta molto in questo periodo e sapete qual è?

Tu, voi!

Sì perché forse mai come adesso, qui e ora, siamo connesse/i. Siamo insieme a vivere queste sensazioni e insieme le possiamo trasformare e possiamo usarle come benzina per il cambiamento.

Dopo questo periodaccio, saremo migliori. Su questo non ho dubbi. No, non sto dicendo che tutte le persone al mondo diventeranno buone e belle. Ci sarà qualcuno che preferirà acuire i propri difetti ma per la maggior parte di noi verrà fuori una metamorfosi spettacolare.

E cavolo me le immagino già le nostre ali super colorate che volteggeranno tra i fiori di primavera.

Che ne dite di librarci in aria insieme?

Vi lascio con due frasi sull’incertezza di gente che ne sapeva più di me:

“L’incertezza è la condizione perfetta per incitare l’uomo a scoprire le proprie possibilità”. Erich Fromm.

“La vita umana è un esperimento dall’esito incerto”. Carl Gustav Jung.

Io le trovo molto incoraggianti. E voi?

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