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Credenze limitanti sui soldi: scardiniamole insieme!

Vade retro slogan tipo “7 regole per diventare ricchi e felici” e formule magiche che, applicate alla lettera, attiveranno il fantasmagorico potere dell’attrazione.

Da tempo mi è venuta a noia di ‘sta roba qua.

Siccome so bene quanto possa fare male l’argomento soldi perché l’ho provato sulla mia pelle, ho un certo rispetto di te che stai leggendo queste righe e probabilmente conosci bene questa stessa sofferenza.

Ti va quindi di rifletterci insieme e magari venire a capo di queste credenze limitanti sui soldi che tanto restringono le nostre vite?

Da dove vengono le credenze limitanti sui soldi

Tempo fa scrissi un articolo sull’importanza delle Good News e credo che, anche in questa faccenda delle convinzioni sui soldi, i media abbiano una grossa fetta di responsabilità.

I mezzi di comunicazione puntano l’accento sulla crisi economica, ci fanno credere che solo le persone disoneste sono ricche, o peggio che tutte queste persone sono ladre.

Che i soldi siano brutti e cattivi è un’illusione della nostra mente.

Esattamente come altre credenze limitanti sui soldi, sono spesso frutto di esperienze infantili, dinamiche imparate dai nostri genitori, da chi abbiamo voluto a fianco nel corso degli anni.

Dinamiche che spesso inconsciamente abbiamo fatto nostre e che hanno condizionato la nostra vita. Magari fin da piccole/i abbiamo vissuto una vita di sacrifici, mancanza di denaro, e crediamo che non possa esserci qualcosa di diverso per noi.

È frutto, non colpa.

I nostri genitori hanno probabilmente fatto del loro meglio con i mezzi di cui disponevano. Ma noi siamo noi, non dobbiamo per forza protrarre il loro atteggiamento o, come direbbe il Buddismo, il loro karma.

Ti faccio una domanda.

Ti è mai capitato di parlare di soldi con un amico e darti fastidio da sola/o? Quasi come se ce l’avessi addosso l’odore della povertà, nel tono della voce, nel modo di atteggiarti?

Beh, a me sì e non mi è piaciuto per niente.

Credenze limitanti sui soldi = false convinzioni

credenze limitanti sui soldi

Ci sono frasi che riecheggiano nella mia mente e che mi fanno soffrire continuamente.

Frasi come “Non posso permettermelo”, “Comprare cose belle è futile”, “Non sono capace di fare soldi”.

Aspetta perché ne ho altre esilaranti: “I soldi rovinano la coppia”, “Essere ricco non va bene se esistono persone povere”, “Non sarò mai in grado di avere una vita economicamente realizzata”. Forse le hai sentite anche tu.

Beh, sappi che sono tutte false convinzioni.

La verità è che spesso ce la raccontiamo, ci diciamo che noi no, non abbiamo paura di affrontare l’argomento, che noi non abbiamo alcuna convinzione limitante sul denaro, che a noi va bene così perché “che mi frega di diventare ricco”. Mica stiamo a pensare sempre ai soldi!

Eppure se crediamo così, in fondo, in fondo, qualche problemino con i soldi ce l’abbiamo.

Che ne dici allora di vedere insieme quali sono le più comuni credenze limitanti sui soldi per prenderne consapevolezza e sradicarle dalla nostra vita una volta per tutte?

1 – I ricchi sono brutti, cattivi e disonesti

Una persona non è qualcosa o qualcuno in base ai soldi che ha.

Non è che diventare ricca o ricco ti farà diventare automaticamente disonesta/o se non lo sei.

I soldi sono solo un mezzo.

Sta a te decidere come utilizzarli e per cosa. Con i soldi ci puoi comprare armi, ma puoi anche costruire ospedali.

Essere ricche/i non vuol dire venire meno ai nostri valori e scendere a compromessi.

Questa convinzione è frutto di interpretazioni sbagliate del messaggio religioso che fanno credere che, per essere umili, bisogna essere necessariamente povere/i, accontentarci del minimo indispensabile. Altrimenti risulteremmo avide/i, egoiste/i.

E vai di auto-boicottaggio sulla tua realizzazione personale ed economica.

Lo dico a chiare lettere: essere povere/i non ci rende superiori ai ricchi, non ci rende persone migliori.

Ci rende solo povere/i.

2 – I soldi non fanno la felicità

Certamente è così!

Puoi essere ricca/o quanto vuoi ma, se sei infelice dentro o se perdi una persona cara per malattia, i soldi possono ben poco.

È anche vero che i soldi possono aiutarti a far trascorrere meglio gli ultimi mesi di vita a quella persona e, senza arrivare a situazioni così al limite, ti concedono una vita più serena.

Ti assicuro ma, se sei qui lo sai già, che non avere disponibilità di denaro, rende le persone tristi e depresse perché l’unica preoccupazione sarà come arrivare a fine mese.

Questo non è forse infelicità?

3 – Le persone ricche hanno avuto fortuna

Mi dispiace, questa non l’accetto.

Certo che la fortuna aiuta.

Aiuta a trovarsi nel posto giusto al momento giusto, ma poi se vuoi davvero creare qualcosa che produce e attrae denaro, beh, lì ci vuole impegno e lavoro.

La mia idea è che questa convinzione nasconda una paura più grande: quella di stare bene economicamente.

Forse rimanere povere/i è più semplice. È qualcosa che conosciamo già e in fondo ce la siamo sempre cavata. È la nostra famosa comfort-zone dalla quale sembra proprio un’impresa schiodarci.

4 – Non me lo merito

Questa è dura, te lo dico perché la conosco bene.

Ha a che fare con la mancanza d’amore per se stesse/i.

Perché dovresti meritarti di attrarre denaro se la vita ti ha fatto chiaramente capire che per te non ce n’è? Per gli altri sì, per carità, ma per te no? Che per te la vita è solo sacrificio e non puoi permetterti di rilassarti un attimo e goderti le cose belle?

Non è così.

Lo so che fa male, credimi, ma noi, io e te, abbiamo il diritto e anche il dovere di levarci di dosso il puzzo della povertà.

Siamo persone di valore che possono utilizzare questo valore per creare un mondo migliore. E non possiamo farlo se abbiamo continuamente in groppa la zavorra della scarsità, se la nostra testa è impegnata a pensare a come campare ogni mese.

E non basta ripetersi a pappagallo affermazioni positive del tipo “Io adesso mi amo, sono una donna (o un uomo) meravigliosa e otterrò grandi benefici”. L’ambiente è solo lo specchio di qualcosa che si cela dentro di noi, perciò possiamo anche dirlo miliardi di volte a parole, ma se le cose dentro non cambiano, non cambieranno nemmeno fuori.

Un’altra cosa. Anche pensare di diventare ricche/i solo per fare bene agli altri, non è corretto perché questo pensiero separa te dagli altri come se gli altri sì e tu no, come se tutti al mondo se lo meritano ma tu no.

Tocca davvero scardinare qualcosa di molto profondo, stanarlo e ribaltarlo.

Concentrati piuttosto sui tuoi talenti, sulle tue qualità e scrivile, scrivile tutte per rileggertele quando te ne sarai dimenticata/o, il che accade anche solo dopo qualche minuto.

Scardiniamo le convinzioni limitanti sui soldi

Prova a seguirmi un attimo.

Non è il denaro ad essere importante di per sé.

Focalizzati su quello che il denaro ti permetterebbe di fare. Pensa a quanto bene potresti fare con la mentalità dell’abbondanza.

Vuoi sapere quando ho iniziato a cambiare le mie convinzioni sul denaro?

Una volta, assolutamente per caso, mi sono ritrovata a leggere un articolo.

Parlava di un milionario indiano (purtroppo non ricordo più il suo nome) che ha aperto una scuola d’eccellenza in India per bambine e bambini delle caste più povere, abbandonate/i in quanto malate/i o orfane/i.

Una scuola che, avvalendosi di insegnanti super qualificati, pagati molto bene, grazie ad un’istruzione a 5 stelle, crea un futuro per queste/i ragazze/i che altrimenti finirebbero per strada a vivere di stenti.

Non si tratta tanto di elargire soldi in beneficenza o di mera filantropia, per quanto queste due azioni siano meritevoli di stima e gratitudine.

Si tratta di formare gli individui di domani attraverso l’educazione.

In quel momento ho pensato: è questo in cui credo anch’io.

È questo che voglio fare anch’io.

Per questo è mia responsabilità diventare ricca.

Voglio creare opportunità per chi non ce l’ha, perché io so come ci sente, sole/i e abbandonate/i ad un destino che non ci supporta. Io voglio usare i soldi per questo.

E ci sto lavorando perché le mie credenze limitanti sui soldi sono ostinate, infime. Ma sono determinata ad andare avanti e a non fermarmi finché non avrò realizzato il mio desiderio, cambiando profondamente il mio modo di pensare e di percepire i soldi.

Non dipende dalla crisi economica. Ti assicuro che il mercato del lusso non va mai in crisi e questo vuol dire che i soldi circolano e che sono pure tanti. Sta a noi afferrarli.

Abbiamo il diritto di darci una nuova possibilità, di liberarci da quei meccanismi di resistenza che ci tengono legate/i a catene inutili.

Abbiamo il fottuto diritto di essere felici e di realizzare i nostri desideri.

E non mi stancherò mai di lottare per questo, per i miei sogni, per i tuoi sogni.

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