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Resilienza. Cos’è e cosa vuol dire essere resilienti

Non so se ci hai fatto caso ma ci sono periodi in cui alcuni termini che, fino a qualche giorno prima non avevi mai sentito, diventano di moda.

E tutt’a un tratto, ne parla chiunque.

Credo sia successa la stessa cosa con il concetto di resilienza.

Forse per questo, fino ad oggi, non te ne avevo parlato.

Storco sempre il naso davanti ad argomenti inflazionati.

Ma questo non vuol dire che Noemi dalla curiosità innata non si sia informata negli anni e che capita quel momento della vita che proprio quella parolina torna utile.

Perciò oggi ti racconto cos’è la resilienza per gli esperti e cosa rappresenta per me, nella vita quotidiana, che poi credo sia l’unica cosa che in questa sede ci interessi. O no?

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La natura è resiliente

La resilienza in ingegneria

Partiamo dalla sua definizione pratica.

In ingegneria si definisce resilienza la proprietà che permette ai corpi di ritornare alla forma originaria dopo essere stati sottoposti a deformazioni di varia natura.

La resilienza in psicologia

Dal punto di vista psicologico la resilienza è la capacità di affrontare in modo costruttivo eventi di natura traumatica ritornando alla condizione di prima migliorate/i.

Quindi le persone resilienti sono coloro che, di fronte a una situazione difficile, che le mette alla prova, riescono a cogliere l’aspetto positivo e a utilizzare quella condizione negativa per crescere come esseri umani.

Resistenza o resilienza?

Resilienza non è resistenza. L’etimologia stessa delle due parole ci aiuta a capire il perché.

Resilienza deriva dal latino resilire cioè rimbalzare.

Resistenza da resistere, composto da re = indietro e sistere = fermare.

Resilire presuppone un andare oltre. Resistere è più un respingere.

Resilienza non è sentirsi impotenti ma decidere di affrontare le sfide della vita come una grande opportunità.

Come essere resilienti?

Qualche volta pensiamo che la resilienza vada cercata da qualche parte fuori di noi. Ma a quanto pare non è così.

Sembra infatti che la resilienza sia innata in ogni persona e che vada semplicemente attivata. Ora, so che quel “semplicemente” non è affatto semplice in alcune circostanze. E soprattutto non è immediato.

Ci sono tante cose che vanno viste. C’è il nostro passato, la possibilità che da bambine/i non ci abbiano protetto. C’è il nostro vissuto: relazioni andate male, delusioni da parte di persone in cui credevamo, perdita di persone care. Insomma lo sappiamo bene, la vita non è una passeggiata in pianura ma è fatta di paesaggi vari e di climi altrettanto vari.

Ci sono primavere dove il nostro corpo e la nostra mente fioriscono e creano nuove possibilità.

Ci sono estati dove raccogliamo i frutti del nostro percorso e godiamo del calore del sole.

Ci sono autunni in cui scaldiamo i nostri dolori con l’aiuto di persone fidate.

Ci sono inverni in cui la tormenta di neve sembra infinita e il freddo travolge ogni speranza.

Ad ogni stagione corrispondono emozioni diverse. Costruzioni diverse. Perché tutto è utile. L’ottimismo dell’estate, l’autostima della primavera, la saggezza dell’autunno, la paura dell’inverno.

Essere resilienti significa essere disponibili a cambiare, a mettersi in gioco, a modificare la propria strada tra quei vari paesaggi.

Resilienza e amici preziosi

Ci sono pochissime persone di cui mi fido cecamente in questa fase della mia vita. Da poco ho preso l’ennesima mazzata in fatto di fiducia.

Per me l’onestà è un valore imprescindibile. Sono del parere che la verità sia l’unica opzione.

Chi dice bugie, velate dall’ipocrita “per il tuo bene”, dovrebbe ricordarsi che non è nessuno per sapere cos’è il nostro bene.

Il nostro bene lo stabiliamo noi al massimo. Nessun altro.

Nei momenti critici avere persone di cui fidarsi totalmente è fondamentale. Perciò scegli bene la persona con cui confidarti ma sceglila. Il suo supporto sarà parte della tua forza in questo percorso di resilienza.

Sorridi

Quanto è difficile mantenere il senso dell’umorismo quando tutto ci crolla addosso? Tanto!

Tu però ascolta questa donnaalcontrario e prova a sorridere. Fallo anche forzatamente le prime volte. Dopo un po’ ti verrà più naturale.

Guarda un film comico. Attorniati di persone che ti aiutano a ritrovare quel sorriso.

Quel briciolo di buon umore ti aiuterà a staccare dal problema e a vederlo con la giusta distanza, senza giudizio.

Sii ottimista

Questo potrebbe sembrarti uno slogan pubblicitario ma quando parlo di ottimismo non intendo pensare che gli asini volino.

Intendo un osservare la realtà anche in base ai tuoi successi passati. Perché io e te lo sappiamo che ci sono stati, che hai già affrontato situazioni difficili e che hai portato a casa tanti bei risultati. Guarda quelli, scrivili, rileggili. Fanne la tua forza quando penserai alla catastrofe.

Sii ottimista nella realtà dei fatti che tu e solo tu hai raggiunto.

Accetta il cambiamento

Lo so che a volte è dura accettare un cambiamento, soprattutto se non lo volevi e ti è arrivato addosso all’improvviso.

Fa male, fa stramaledettamente male.

Ma a volte accettare è l’unica soluzione per ripartire.

Stare ferme/i non aiuta. Bisogna agire.

Mettiti nella condizione di pensare che non sai dove ti porterà quel cambiamento. La strada può sembrare brulla e senza uscite ma potrebbe condurti verso una splendida nuova realtà che mai avresti immaginato.

Attività fisiche e spirituali

I latini dicevano mens sana in corpore sano e avevano ragione.

Non lasciarti andare nei momenti bui. Curati, anzi fallo ancora di più.

Fai sport, fai yoga e meditazione. Se credi nella preghiera, potenziala ancora di più. Prenditi del tempo per il tuo corpo e la tua mente. Leggi, crea, osserva.

Trova il modo di coccolarti, anche se quello sarà l’ultimo dei tuoi pensieri. Non è il momento di ascoltarli quei pensieri.

La cura di te racchiude una potenza incredibile e solo tu puoi attivarla. Fallo per favore.

Realizza i tuoi sogni

Ti sento: “Come, Noemi io sto una cacchetta e tu mi dici di realizzare i miei sogni?”. Sì, ti sto dicendo proprio questo.

Ora più che mai punta tutte le tue energie sui tuoi desideri più grandi, sulle tue passioni.

Utilizza tutta quella negatività dentro di te per farne un carburante ad alta performance.

Persino i sentimenti negativi come la rabbia e la frustrazione possono trasformarsi in energia positiva se rivolti verso qualcosa di valore. E i tuoi desideri, ogni tuo desiderio, ha un immenso valore.

Chiedi aiuto

E se ti accorgi che non basta, che non ce la fai, chiedi aiuto.

Non sei debole quando chiedi aiuto. Anzi, chiedere aiuto vuol dire essere forti, essere saggi e vedere un barlume di luce dove la luce non c’è.

Perciò chiama l’amica/o preziosa/o di cui abbiamo parlato prima e, se necessario, contatta una/un terapeuta.

Scrivimi

Sì, scrivimi, in un commento qui sotto, in un’email, perché io so come ti senti, ti capisco e so che ce la puoi fare, che sei più forte di quello che credi.

Se per caso te lo fossi dimenticato, te lo ricordo al volo:

Io tifo per te, sempre!

2 pensieri su “Resilienza. Cos’è e cosa vuol dire essere resilienti

  1. Ho letto tutto e dici proprio bene..A volte bisogna chiedere aiuto..gli amici..più dei parenti..che possono essere più di parte possono esserci vicini e darci stare bene nei vari inciampi della vita..

    1. Sì, credo che chiedere aiuto dimostri una maturità che ancora oggi vedo in pochi. Grazie per aver condiviso il tuo punto di vista 🙂

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