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Violenza psicologica: dobbiamo parlarne.

Non uso quasi mai il verbo “dovere” nei miei testi, nella vita in generale preferisco il verbo “potere”, ma quando si tratta di violenza psicologica, mi accorgo che si fa fatica ad affrontarla e, a volte, è necessario qualcuno che ti sproni dicendo: “devi” parlarne.

E così, oggi, io sento di doverne parlare, non perché voglio insegnarti qualcosa.

L’intento è che la mia esperienza possa esserti di conforto, una luce se stai attraversando un momento buio e soprattutto una dolce spinta ad uscire da quel buio.

C’è una cosa importante che ci tengo a dire.

Tutte/i possiamo subire violenza psicologica!

Non solo le persone ritenute deboli (che poi mi chiedo: ritenute da chi?).

Anche perché nella vita tutte/i attraversiamo momenti in cui siamo più forti e altri in cui siamo più deboli. Questo lo dico perché per prima io, che sono considerata forte da chi mi conosce, ho subito più volte attacchi di violenza psicologica.

Stop alla violenza psicologica

Attacco frontale alla violenza psicologica

Scrivo quindi con difficoltà, perché nessuno ama parlare di cose tanto dolorose.

Ma ogni volta che mi sono aperta, ho visto radunarsi intorno a me molte anime belle che pensavano di non esserlo, che si sono sentite in colpa per colpe che non avevano. Anime che hanno avuto il coraggio di uscire dal loro dolore, aprirsi e affrontarlo.

E sia chiaro, non ci si libera dalle cicatrici della violenza psicologica!

Ma quelle cicatrici possono diventare un grandissimo punto di forza del nostro carattere, un’enorme leva per la nostra autostima e un sostegno per chi non è ancora riuscita/o a fare la nostra stessa esperienza.

La violenza psicologica è da vigliacchi

Solo i vigliacchi possono esercitare violenza, sia fisica, sia verbale, sia psicologica. Solo chi non è in grado di risolversi le sue cose. Chi preferisce buttare sugli altri la sua schifezza interiore invece di affrontarla.

Allora parti da questo e ricordatelo ogni volta che sentirai la puzza di quella violenza.

E sì, si tratta di puzza e, con il tempo, diventerai così brava/o ad annusarla che non la subirai più.

La sentirai quando qualcuno tenterà di sminuirti, sul lavoro, in famiglia.

La sentirai quando quel modo si ripeterà più volte e, guarda caso, dalla stessa persona o dallo stesso tipo di persone.

Riuscirai a percepirla nella sensazione di essere controllata/o, di essere accusata/o, di essere attaccata/o senza spiegartene il motivo.

Stare in silenzio sarà la tua prima scelta, eclissarti, metterti nell’angolo. Penserai che sia una soluzione ma ti accorgerai presto che non lo è.

Ecco perché “dobbiamo” parlarne.

La violenza psicologica è subdola

La violenza psicologica è subdola perché, a differenza di quella fisica, non lascia segni visibili e si infiltra nella tua testa, pian, piano, strisciando come una serpe tra i tuoi pensieri, facendoti credere qualcosa che non è realtà.

Chi esercita questo tipo di violenza è una persona con grossi problemi. È importante che tu lo sappia, che tu faccia tuo questo assunto.

Non è mia intenzione indicare queste persone come mostri: avere un problema, anche grande, non vuol dire essere dei mostri, ma i problemi vanno affrontati, non gettati addosso agli altri.

Tutte/i possiamo cambiare se lo vogliamo e agiamo per cambiare.

Ho una cosa importante da dirti

Adesso però concentriamoci su di noi. Immagina di avermi davanti a te perché ho una cosa importante da dirti e voglio dirtela come se ti stessi guardando negli occhi.

Ogni volta che ti ritroverai vittima di una violenza psicologica, per favore, stampati in testa queste mie parole:

Tu non sei pazza/o, tu senti.

Io sono come te. E ti credo. E ti abbraccio.

Non lasciare che le parole di quegli altri ti entrino dentro.

Fa violenza psicologica chi non è in grado di affrontare il suo buio e lo riversa su di te.

Tu non sei debole. Tu sei sensibile e quella sensibilità è la tua forza.

Loro mentono. Tu no.

Loro non dialogano. Tu sì.

Loro usano sotterfugi scorretti. Tu no.

Loro non sono in grado di affrontare il loro buco nero e per questo puntano tutti i riflettori sul tuo (l’ho già detto ma ribadirlo è meglio).

Loro ti diranno che lo fanno per il tuo bene. Non credergli. Il tuo bene lo decidi tu, non qualcun altro.

Sappi che non devi diventare come loro. Non devi cambiare. Non devi urlare se qualcuno ti urla. Non devi maltrattare se qualcuno ti maltratta.

Resta la bella persona che sei. Resta onesta/o, pulita/o.

Concentrati su di te

C’è una legge più grande, quella che regola l’universo, è una legge che vede tutto e che a ogni causa restituisce un effetto. E questa legge si attiva quando inizi a concentrarti su di te, quando il tuo benessere psico-fisico diventa la tua priorità, quando comprendi che fare felice te è la condizione fondamentale per far felice anche chi ti sta a fianco, persino chi ti ha fatto del male.

Ci credo profondamente in questa legge perché l’ho vista funzionare sulla mia vita.

Il più grande regalo che mi ha fatto chi mi ha inflitto violenza psicologica è stato farmi rendermi conto di chi sono io, di credere ancora di più in me stessa e di vedere la purezza del mio animo.

Sono caduta e mi sono alzata con le mie stesse mani, con le mie stesse ferite.

E la rabbia ha lasciato spazio a una ritrovata autostima.

Per favore, se non ce la fai da sola/o, chiedi aiuto per tirare fuori la forza da dentro di te e ribaltare la situazione. La terapia, le vere amicizie sono preziose e chiedere aiuto ad un esperto e a chi ti ama non è debolezza, è un grande atto di coraggio.

La violenza psicologica è un reato e nessuno al mondo la deve accettare, per sé e per chi ha intorno.

La tua vita è preziosa. Non lasciare che nessuno al mondo ti lasci credere che non è così.

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