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Litha, il Solstizio d’Estate che inganna il tempo

Litha è tra gli otto Sabbat il più buffo, almeno per me, perché porta con sé una sorta di inganno.

Non a caso Shakespeare ci scrisse su una delle sue commedie più interessanti, Sogno di una Notte di Mezza Estate, in cui miti greci, fate e folletti scompaginano amori e situazioni.

Il Solstizio d’Estate: inizio o fine?

Quando dico che Litha porta con sé un inganno, mi riferisco al fatto che rappresenta l’inizio dell’estate, il massimo momento in cui godere il sole e la bella stagione.

In verità proprio dal giorno di Litha, il più lungo dell’anno, la luce comincia a diminuire dando inizio alla fase calante che culminerà nel solstizio d’inverno, Yule.

L’estate infatti inizia con Beltane, non con Litha.

Litha e la ruota dell’anno

Litha era il nome della dea del grano e del raccolto.

Tutti i Sabbat sono legati al ritmo della natura e questo è il momento dell’anno, chiamato dai Celti anche Mediosaminos, in cui al raccolto si prestava la massima attenzione. Si pensava infatti che da questo raccolto dipendesse l’andamento dei raccolti futuri.

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Il Solstizio del Sole

Il Solstizio d’Estate celebra il Sole nella sua massima potenza.

Solstizio è una parola che deriva dal latino Solstitium (= il fermarsi del sole). In quel giorno infatti il sole si ferma letteralmente alla massima declinazione sopra l’equatore celeste per poi riscendere e riavvicinarsi all’equatore stesso.

Il Solstizio d’Estate è chiamato dai neo-druidi Alban Heruin (= luce della riva), perché in tempi remoti si credeva che la terra si trovasse sopra l’equatore celeste e che, al di sotto, ci fosse l’acqua, per cui il sole in questo momento dell’anno rappresenta l’incontro con l’acqua come fosse sulla riva del mare.

Per questo il Solstizio d’Estate è collegato anche al Segno del Cancro che, guarda caso, ha le due chele, due semicerchi che simboleggiano lo Yin e lo Yan, la materia e lo spirito, l’unione di due opposti, come l’estate e l’inverno.

Litha esprime un tempo che tempo non è, un ribaltare le apparenze. E subito mi torna in mente il bel libro “La realtà non è come ci appare” del fisico italiano, Carlo Rovelli.

Rituali antichi per celebrare Litha

Litha rappresenta il passaggio di testimone dal dio Agrifoglio, re dell’anno calante, al dio della Quercia, sovrano dell’anno crescente.

Le cerimonie riguardo Litha ci parlano di rami di querce bruciati in alti falò, di preghiere e canti in cerchio dedicati al dio Sole che in questo periodo dell’anno regala i raccolti migliori.

Le ceneri poi venivano sparse nei terreni proprio perché propiziatorie.

Nel luogo sacro di Stonehenge in Inghilterra, nel giorno del Solstizio d’Estate, il sole penetra il granito ricco di quarzo creando un forte campo magnetico. Per questo ancora oggi druidi e pagani, ma anche semplici curiosi amanti delle leggende, si ritrovano qui per ammirare lo spettacolo del sole che sorge dietro la Heel Stone.

Cerimonie minori ma non meno importanti si svolgono in altri luoghi del mondo dove sono presenti dolmen e menhir.

Litha e San Giovanni

Durante il periodo di Litha ricorre anche il giorno di San Giovanni (24 giugno) e in questo giorno era tradizione, e in alcuni luoghi lo è ancora oggi, raccogliere l’iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni.

Se ne facevano dei sacchettini da appendere alle porte delle proprie case o da mettere sotto il cuscino in segno di prosperità e buona salute. L’iperico infatti ha moltissime proprietà terapeutiche.

Il che ci riporta subito a coloro che meglio di chiunque altro conoscevano le virtù delle erbe, quelle donne che la cultura di un tempo chiamava streghe.

Nelle leggende si parla di donne nude che si riunivano per danzare e propiziare il raccolto spargendo queste erbe sul terreno seminato.

Litha e Roma Antica

Il solstizio d’estate è collegato anche alla dea Fortuna che veniva celebrata nell’Antica Roma il 24 Giugno.

Il punto d’incontro tra le varie civiltà risiede proprio in questa unione degli opposti.

La dea Fortuna infatti simboleggiava il fuoco e l’acqua, l’elemento maschile e quello femminile che si uniscono per rendere fertile la terra.

Apertura tra due mondi

Questo tema ricorrente dell’unione tra due opposti (Sole/Luna, Fuoco/Acqua, Luce/Buio, Maschile/Femminile) alimentava la credenza che durante Litha le porte dell’aldilà fossero aperte.

Anche il mito di Giano, il dio bifronte, legato ai cicli della natura, simboleggia l’apertura di queste porte.

Giano è colui che vede sia il passato sia il futuro, il dio che protegge l’entrata e l’uscita di porte e ponti custodendone le chiavi.

I due solstizi erano chiamati infatti anche porte. Il Solstizio d’Inverno era la Porta degli Dei, il Solstizio d’Estate la Porta degli Uomini.

Come celebrare Litha oggi

Ci sono tanti modi per celebrare Litha sia che tu sia vicina/o o meno alle credenze pagane.

Io non sono pagana ma ho imparato ad onorare i cicli della natura e ad avvicinarmi il più possibile al ritmo che quel momento imprime nella terra.

Per questo mi piace celebrare gli otto Sabbat nel modo che più si avvicina al mio sentire che è, in linea con Litha, un perfetto equilibrio tra concretezza e spiritualità.

Ecco alcuni esempi di come celebrare Litha:

  • Porta a compimento qualcosa su cui hai lavorato negli ultimi sei mesi. È tempo di raccolta anche per il tuo business e per le tue relazioni.
  • Celebra il raggiungimento dei tuoi risultati. Puoi farlo regalandoti qualcosa, organizzando una cena romantica o un aperitivo con le/i amiche/i.
  • Cammina scalza/o in un parco o, se sei fortunata/o, in un bosco o su una spiaggia.
  • Accendi candele colorate, gialle, azzurre o rosse in casa, in terrazzo o in giardino.
  • Alzati all’alba e goditi il sole che spunta in questo giorno in cui il tempo del sole si arresta. Anche se solo per qualche istante, lo rende magico, non trovi?
  • Metti la musica che ti piace e danza come se nulla esistesse oltre te.

E soprattutto divertiti. Ché divertirti è una delle cose più importanti che puoi fare per nutrire la tua vita e i tuoi sogni.

Buona vita, anima al contrario e, soprattutto, buon Solstizio d’Estate!

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