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Samhain e le origini di Halloween

Prima di Halloween, prima del 2 Novembre, c’era Samhain.

Eppure, dì’ la verità… avevi mai sentito parlare di questa strana parola celtica?

Samhain rappresenta l’inizio del nuovo anno per i Celti e, direi, anche per la natura.

È quel momento in cui si chiude un ciclo e ne inizia uno nuovo.

Il sabbat del terzo e ultimo raccolto, quello che offre i frutti più dolci in vista dell’inverno che sta per arrivare. Pensa alle castagne, ai kaki, alla zucca.

Metaforicamente questo è il momento in cui la natura muore per accogliere le energie della terra e poi rinascere in primavera. Per questo Samhain è considerato anche la festa dei morti.

Sotto la luce azzurra delle Pleiadi, che proprio da questo momento diventano più visibili all’occhio umano, inizia ufficialmente l’inverno.

Cosa vuol dire Samhain?

Se ti stai chiedendo qual è il significato di Samhain e come si pronuncia, sappi che il termine Samhain deriva da samhuinn (= summer’s end = fine d’estate) e la pronuncia esatta è Sow-in

Ancora oggi è una festa molto sentita in Irlanda e, nei territori di Hill of Ward e Hill of Tara, si celebra con alti falò e grandi feste come il Puca Festival.

Le origini di Samhain

Come tutti i sabbat della ruota dell’anno, anche Samhain è strettamentelegato al momento temporale in cui si colloca.

La stagione estiva si può definitivamente dire conclusa. Iniziano i primi freddi. C’è tempo per le ultime semine che poi daranno vita ai germogli di primavera, a Imbolc. I pastori portano le greggi e le mandrie in luoghi riparati dove trascorrere i mesi invernali. E qualche secolo fa, anche gli uomini e le donne si accingevano a trascorrere il periodo invernale nelle loro case.

Per i Celti era un momento speciale da celebrare e lo facevano con ben tre giorni di festeggiamenti.

Si accendevano grandi falò, ci si vestiva in modo che forse a noi sembrerebbe bizzarro oggi ma la verità è che la vestizione aveva un significato molto particolare, come quello di trascendere le separazioni, uomo/donna, spirito/essere umano, divisioni che solo il corpo umano conferisce all’anima.

Con l’arrivo del Cristianesimo, la Chiesa cercò di cristianizzare questa festa perché aveva compreso quanto forte fosse sentita dalla popolazione irlandese. Per questo nacquero la festa di Ognissanti il 1° novembre e la commemorazione dei morti il 2 novembre.

Coccinella a Samhain

Le origini di Halloween

La parola “Halloween” deriva dall’irlandese “Hallow E’en”, dove Hallow sta per Santo e E’en per Eve = la vigilia del giorno dei Santi.

Si credeva infatti che alla vigilia del 31 ottobre si aprisse un varco tra l’aldiquà e l’aldilà in cui si potesse comunicare con i propri cari defunti.

Quando, dopo la carestia che colpì l’Irlanda nell’800, molti irlandesi emigrarono negli Stati Uniti, queste persone così legate alle loro tradizioni cercarono di rimanerne fedeli anche oltre oceano.

In questa nuova terra così diversa dalla loro trovarono dei frutti perfetti per una tradizione a loro cara, il culto di Jack-o’-lantern: un uomo che fece di una rapa una lanterna per farsi luce nell’oscurità della morte.

Quei frutti perfetti, molto più semplici da intagliare delle europeissime rape, erano le zucche.

Cosa fare per Samhain?

Come sempre, mi piace riportare queste antiche tradizioni nella nostra quotidianità di oggi, perché tutto evolve ma resta fedele lo spirito di fondo.

Samhain rappresenta la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo: la morte e la rinascita insieme.

In un mondo dove la morte viene vista solo come qualcosa da evitare e di cui non parlare (ché sennò porta sfiga), Samhain rappresenta una visione diversa e, a parer mio, più utile di quella di natura superstiziosa.

La morte è simbolo di trasformazione, di una rivoluzione profonda, dentro e fuori di noi.

La fine della luce e l’inizio del buio.

Il momento migliore per dialogare con la nostra parte più intima.

Come celebrare Samhain

E allora vediamo cosa possiamo fare noi esseri umani del XXI secolo, durante i giorni di Samhain, per celebrare questa nostra parte più intima.

  • Prima di tutto, una bella pulizia. Lasciamo andare ciò che non fa più per noi. Dentro e fuori.
  • Per il dentro: liberati di vecchie abitudini che sai non farti più bene o che non ti servono più, non sono più adatte a chi sei oggi.
  • Per il fuori: visto che è tempo di cambio di stagione, liberati di ciò che non fa più per te anche a livello estetico, per esempio un vestito in cui non ti riconosci più. Idem per la tua casa. Fai una pulizia profonda di ogni stanza e stabilisci anche in questo caso se ci sono oggetti che è arrivato il momento di dar via. Io per esempio ho eliminato una statuetta che mi dava letteralmente disgusto, ma da parecchio, eppure l’ho lasciata lì per anni. Insomma liberiamo spazio per accogliere il nuovo.
  • Samhain è un tempo per riposare e rallentare. Guarda la natura che sa come fare e prova ad emularla nella tua vita.
  • Stai con te stessa/o. Ascoltati. Medita. Fai un viaggio nella profondità di te stessa/o perché nessun periodo è perfetto come questo per andare in profondità (ricordati il seme che viene piantato nella terra).
  • Accendi una candela nei colori di Samhain (rosso, arancio, bianco e nero) e dedica quel fuoco a una persona che non c’è più fisicamente ma che è sempre presente nel tuo cuore.
  • Intaglia una zucca insieme al/la tuo/a partner o alle tue e tuoi figli, mettendo dentro una candela da lasciare accesa sul davanzale della finestra.
  • Metti per iscritto (nero su bianco) le cose e le persone che vuoi non facciano più parte della tua vita e poi brucia quel foglio. È un gesto catartico ma ti assicuro che ci si sente più leggere/i dopo.

Cosa si mangia a Samhain?

Un’ultima nota la lascio per il cibo.

Gli irlandesi festeggiano Samhain con un bel banchetto a base di colcannon, un piatto a base di cavolo, purè e cipolla. Innaffiano il tutto con vino, birra e sidro di mele.

Ora, per noi italiane/i il colcannon forse è un piatto un po’ pesantuccio.

A me piace fare il risotto con la zucca e le castagne al forno.

Credo che alla fine quel che conti è celebrare il momento con piatti che hanno come ingredienti frutta e verdura di questa stagione.


E adesso raccontami. Festeggerai Samhain? E se sì, come?

Scrivimelo in un commento.

Sarà un po’ come festeggiarlo insieme!

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