La tecnica dei 101 desideri di Igor Sibaldi spiegata dalle neuroscienze

La tecnica dei 101 desideri spiegata passo dopo passo.

Parlare di desideri e di felicità su queste pagine non è inusuale. Spesso questa parola, felicità, viene trattata come un’utopia irraggiungibile raccontata nelle favole.

Invece io ci credo fermamente. Ho visto con i miei occhi la vita delle persone cambiare quando hanno dato voce a ciò che il loro essere più profondo desiderava davvero.

Ecco perché oggi ti racconto cos’è la tecnica dei 101 desideri, un esercizio che faccio ogni anno, teorizzato da Igor Sibaldi e mutuato da un’antica pratica del buddismo tibetano, ma che puoi iniziare oggi stesso se senti il bisogno di raddrizzare la rotta.

Se mi segui, sai che sono una persona pragmatica e “al contrario”: non troverai mai su questo blog fuffa new-age sulla legge dell’attrazione o santoni che ti dicono di vibrare alla frequenza dell’universo stando sul divano.

Se ho deciso di aggiornare questa guida è perché questa tecnica non è magia. È neuro-hacking allo stato puro. Un esercizio di precisione chirurgica per riprogrammare il tuo cervello e costringerlo a vedere le opportunità che oggi la tua mente conscia ti sta nascondendo.

Scopriamo come funziona, le 10 regole per scriverli e cosa succede alla tua biologia quando applichi questo metodo.

*articolo aggiornato a maggio 2026

Quaderno con scritta 101 desideri di Igor Sibaldi, tecnica di riprogrammazione del RAS attraverso neuroscienze
101 desideri esempi

Come nascono i desideri?

Per desiderare, come spiega Igor Sibaldi, è fondamentale allontanarsi persino da sé, allontanarsi dalle paure, dai problemi, dai limiti e da tutto quello che queste cose presuppongono: sensi di colpa, frustrazioni, impedimenti… come quando dormi.

È proprio al risveglio, infatti, tra la fase del sonno e quella della veglia che si desidera nel migliore dei modi. In quel momento non si è ancora innescata la ragione della mente e siamo libere/i da molti punti di vista. Se hai cominciato a scrivere Le pagine del mattino, lo avrai sperimentato senz’altro.

Un’altra cosa fondamentale è “essere semplici”. Non serve infatti perdersi nei cavilli della mente. Basta solo chiedersi: questa cosa mi dà gioia? Mi piace? Quel piacere sarà la vera guida per desiderare.

La Neurobiologia del desiderio: perché la tecnica funziona davvero

Per capire perché questa tecnica ha una potenza devastante, dobbiamo spegnere per un attimo l’esoterismo e accendere le neuroscienze. Nel tuo tronco encefalico esiste un guardiano silenzioso chiamato RAS (Reticular Activating System – Sistema di Attivazione Reticolare).

Il RAS è il filtro della tua attenzione: ogni secondo viene bombardato da milioni di stimoli ambientali, ma ne lascia passare solo una manciata, ovvero quelli che considera “utili” per te. Se sei convintə che il mondo sia un posto faticoso e che non avrai mai successo, il tuo RAS filtrerà la realtà per mostrarti solo prove che confermano questa tesi.

Quando ti siedi a scrivere 101 desideri seguendo le regole di Sibaldi, stai facendo un hard reset del tuo RAS. Gli stai dando coordinate nuove, precise e biologiche. Gli stai dicendo: “Da oggi, questo è ciò che conta per me. Trova il modo di farmelo vedere”.

Perché 101 desideri?

Forse ti sei chiestə: perché proprio 101?

Il numero 101 ha a che fare con gli insegnamenti spirituali e, si dice che la sua vibrazione attiri quello che fa bene alle nostre vite. Sarà vero? L’unico modo per scoprirlo è sperimentarlo. Perciò, mettiamoci all’opera.

Per iniziare ti servono due quaderni: uno di brutta copia e uno di bella copia (sceglilo bello, che ti piaccia toccarlo e guardarlo, perché la neuroestetica parte anche dagli oggetti di uso quotidiano).

Ecco le regole d’oro per formulare i tuoi desideri.

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Le 10 regole dei 101 desideri (e il loro perché biologico)

1. La formula iniziale deve essere sempre “Io voglio”

Ogni desiderio deve iniziare tassativamente con “Io voglio…”. Non usare mai “Io desidero”, “Mi piacerebbe” o “Spero”.

  • Il perché neurobiologico: “Io voglio” è un comando neuro-linguistico diretto. Attiva immediatamente la corteccia prefrontale e dichiara al cervello che sei tu il soggetto attivo dell’azione, non un osservatore passivo in attesa di un miracolo.

2. Non usare mai la parola “Non” e niente negazioni

Non puoi scrivere “Io voglio non essere più stressatə”. Scrivi ciò che vuoi al positivo: “Io voglio una quotidianità calma e focalizzata”.

  • Il perché neurobiologico: il nostro cervello inconscio non elabora il “NON” a livello di immagini neurali. Se ti dico “Non pensare a un elefante rosa”, la tua mente deve prima visualizzare l’elefante rosa per poi tentare di cancellarlo. Focalizzarsi sulla negazione mantiene attiva l’amigdala e lo stato di allerta.

3. Massimo 14 parole per desiderio

Ogni frase deve essere breve, secca, comprensiva dell’incipit “Io voglio”.

  • Il perché neurobiologico: quattordici parole corrispondono alla capacità media della memoria di lavoro a breve termine sotto un’unica emissione di fiato. È la lunghezza perfetta affinché il comando sia memorizzato dal cervello senza creare sovraccarico cognitivo.

4. Non chiedere soldi

Non puoi chiedere tre milioni di euro o l’aumento di stipendio. Chiedi l’uso che faresti di quel denaro. Vuoi una macchina nuova? Scrivi: “Io voglio una (Marca e Modello) di colore nero” o “Io voglio fare un viaggio di tre settimane in Giappone”.

  • Il perché neurobiologico: il denaro in sé è un concetto astratto per il cervello. Focalizzarsi sul “mezzo” (i soldi) spesso attiva l’ansia da scarsità e i blocchi del tuo sistema nervoso. Focalizzarsi sul risultato finale reale (il viaggio, la macchina, la casa) attiva invece il circuito della dopamina, che genera motivazione biologica all’azione.

5. Non fare paragoni e non chiedere per altri

Non puoi scrivere “Io voglio essere stimatə come il mio capo” o “Io voglio che il mio partner trovi lavoro”. Il desiderio deve riguardare solo te e non deve calpestare la libertà di nessuno.

  • Il perché neurobiologico: il cervello non può mappare l’energia o le reazioni chimiche di un’altra persona. Chiedere per altri sposta il locus of control all’esterno, depotenziando la tua efficacia neurologica. Inoltre, i paragoni attivano i circuiti cerebrali dell’invidia e dell’inadeguatezza, alzando i livelli di cortisolo.

6. Evita i diminutivi

Niente “casetta”, “macchinina”, “lavoricchio”. Se vuoi una casa, vuoi una casa. Abbi il coraggio di occupare spazio.

7. Non chiedere storie d’amore con persone specifiche

Non puoi scrivere “Io voglio sposarmi con (Nome e Cognome)”. Puoi scrivere “Io voglio una relazione d’amore profonda, reciproca e stimolante con un uomo/una donna”. Lascia che sia la biologia a fare gli incontri, non costringere la mente dentro una prigione di attaccamento.

8. Sii specificə ma evita i dettagli superflui

Chiedi cose verificabili. Se vuoi un lavoro nuovo, definisci il settore o l’emozione che ti dà, ma non scrivere l’indirizzo dell’ufficio. Lascia al tuo Sistema di Attivazione Reticolare il margine per sorprenderti.

9. Devono essere esattamente 101 desideri

Non uno di meno, non uno di più. All’inizio ti sembrerà facile, arriverai a 20 o 30 attingendo ai desideri “standard” (la casa, i viaggi, i vestiti). Poi arriverà la crisi. Dovrai scavare a fondo per raggiungere i 101.

  • Il perché neurobiologico: quando finisci i desideri superficiali dettati dai condizionamenti sociali, la tua mente razionale va in tilt. È proprio lì che avviene la magia: per arrivare a 101 sei costrettə ad attingere al tuo inconscio profonde e autentiche necessità biologiche che avevi rimosso per paura o vergogna.

10. Non mostrare la lista a nessuno

Questo quaderno è il tuo Safe Space sensoriale. Nessuno deve leggerlo, giudicarlo o commentarlo. Le tante sinapsi hanno bisogno di protezione per ristrutturarsi senza l’interferenza del giudizio altrui.

La pratica: come metterli in azione

Prenditi due o tre settimane per scrivere la brutta copia sul primo quaderno. Prenditi il tuo tempo. Ricorda che il piacere reale e la gioia immediata che provi nel pensare a quella cosa saranno la tua unica e vera bussola.

Una volta trovati i 101 desideri perfetti, copiali in bella copia sul secondo quaderno.

Cosa fare dopo? Rileggi la lista una volta al giorno, senza ansia, come se stessi leggendo la lista della spesa di cose che sai già che arriveranno a casa. Quando un desiderio si realizza (e ti assicuro che succede), cancellalo con una riga e inserisci un desiderio nuovo alla fine della lista per mantenere il numero fisso a 101.

Riprogramma la tua mente con Da Crisalide a Farfalla

Scrivere i 101 desideri è il primo, fondamentale passo per mappare ciò che vuoi davvero. Ma per trasformare quelle parole in realtà e attivare una vera metamorfosi, serve un lavoro profondo di sblocco emotivo e di regolazione del tuo sistema nervoso.

Se senti che le paure, i sensi di colpa o i vecchi condizionamenti stanno bloccando il tuo potenziale, scopri Da Crisalide a Farfalla, il mio percorso 1:1 di crescita personale.

Insieme, unendo la biologia, la neurobiologia e strumenti pratici di evoluzione, faremo spazio dentro di te. Scioglieremo i nodi che ti tengono ancora nel bozzolo per darti la forza, la chiarezza e l’energia biologica necessarie a realizzare ogni singolo “Io voglio” della tua lista.


Riformulare la vita

Igor Sibaldi dice:

“Formulare de-sideri è riformulare la vita”.

Ed è questo su cui sento di voler puntare.

Che tu creda alla vita eterna, alla reincarnazione, al paradiso oppure al nulla dopo la morte, questa è l’unica vita di cui abbiamo un ricordo, l’unica che possiamo vivere appieno, che possiamo modificare grazie ai nostri pensieri e alle nostre azioni.

Allora non è meglio riformularla seguendo quello che la nostra anima più profonda desidera?

Chiediti oggi, con totale onestà al contrario: se non avessi paura del giudizio o del fallimento, qual è il primo “Io voglio” che scriveresti su quel quaderno?

Lascia un commento qui sotto e iniziamo a riprogrammare le tue sinapsi insieme.

62 commenti su “La tecnica dei 101 desideri di Igor Sibaldi spiegata dalle neuroscienze”

    1. unadonnaalcontrario

      Nella mia personale esperienza, se è davvero un desiderio di felicità, non scontenta nessuno, anzi fa felici, nella vita profonda, tutte/i 🙂

  1. Oggi sono finito su youtube a guardare il video di igor sibaldi…
    Poi ho scritto tecnica dei 101 desideri su google…
    Sono arrivato qui…

    Io ho il nome di Alessio ed ero alla reception al Residence Fellini quando sei venuta al TTG ad Ottobre.

    La coincidenza mi ha portato un sorriso incontenibile.

    Grazie del sorriso e buona giornata 🙂 🙂 🙂

    1. unadonnaalcontrario

      Ciao Alessio, mi ricordo benissimo di te e della tua gentilezza infinita. Benvenuto nelle pagine che non credono al caso 😀 Mi fa davvero piacere averti qui

  2. Non ho ancora fatto l’elenco dei buoni propositi del 2020 e la lista dei 101 desideri mi sembra un buon esercizio. Desiderare è importante perchè ti insegna a sognare e a mettere in pratica.

  3. Molto interessante! Mi interesso alla crescita personale sin dall’adolescenza, e sarò felice di sperimentare anche questo metodo di cui parli.

  4. Una cosa che non conoscevo. Voglio provarla subito! Chissà che io non riesca a realizzarne davvero qualcuno. E se anche così non fosse avrò almeno capito cosa desidero realmente…

  5. Buongiorno..io ho dei dubbi sui desideri che non aono meramente materiali..ad esempio..”io voglio che i miei pensieri siano positivi” o “io voglio saper gestire bene le mie emozioni e sentimenti” sono troppo astratti secondo voi? Grazie

    1. unadonnaalcontrario

      Secondo Sibaldi, bisogna scrivere desideri specifici, non vaghi. Forse “voglio che i miei pensieri siano positivi” è un po’ vago ma, diciamo che anche io sto sperimentando e non sono in grado di dare consigli. Sono una di voi 🙂

    1. unadonnaalcontrario

      A me personalmente aiuta a lasciar andare, a tirare fuori senza giudizio… che la vita così mi sorprende di più 🙂

    1. unadonnaalcontrario

      Lo capisco benissimo ma questa tecnica non costa nulla e puoi farla quando ti pare. Che ne dici di provarci? Magari ti aiuta a guardare dentro di te.

  6. Mentre leggevo ho cominciato a fare il mio elenco, ma non sono riuscita nemmeno ad arrivare a venti. Ora dovrò impegnarmi davvero per arrivare a 101. Ma ci riuscirò. Io voglio scrivere altri 100 desideri (oltre a questo).

  7. Che bello! Io ci credo a questa cosa perché un po’ la adotto, anche se non con queste modalità, è i mie desideri importanti fin qui si sono anche realizzati, ne ho altri e quindi comincerò seguendo i tuoi suggerimenti

    1. unadonnaalcontrario

      Credimi, nemmeno io. Ma credo che lo scopo non sia tanto arrivare a 101 quanto quello di esercitarsi a tirare fuori i propri desideri, focalizzarli e in maniera più semplice di quel che crediamo, realizzarli. Tentar non nuoce.

  8. Questo Esercizio me l’aveva fatto fare il mio maestro di yoga un po’ di tempo fa a metto che non sono mai riuscita ad arrivare a 101 desideri

    1. unadonnaalcontrario

      Considera che io arrivo a 70/80 max. Ma quello che conta, o almeno credo, è scriverli, non appena ti vengono in mente. A volte me ne arrivano alcuni che non scrivo subito e me li dimentico nel giro di qualche secondo.

  9. Purtroppo non ho mai iniziato le pagine del mattino, c’ho provato una volta e non riesco; la mattina non funziono ahahah Ma l’idea della lista dei desideri da mettere nero su bianco mi intriga molto!

    1. unadonnaalcontrario

      Ti capisco benissimo perchè anch’io la mattina faccio fatica a carburare, ma non demordere. Vedrai che prima o poi, scatta qualcosa dentro. E la lista dei desideri può essere un buon inizio. Basta tenerti il quaderno sul comodino e scriverne uno ogni volta che ti viene in mente.

  10. Ogni giorno scrivo la mia “to do”, per non dimenticarmi di fare questo e quello.
    A volte siamo così impegnati a fare cose, a correre, a rispettare scadenze, che ci dimentichiamo dei nostri sogni. Voglio provare questa tecnica ed iniziare le mie giornate sognando!
    Grazie per questo illuminante post.
    Un saluto
    Lemu Rina

    1. unadonnaalcontrario

      Grazie a te per iniziare a desiderare. in fondo lo scopo d questo mio articolo è proprio quello di risvegliare desideri di felicità in noi. Perciò grazie di cuore e buone realizzazioni!

  11. stamattina ho riletto i (solo per ora) 26 desideri che ho scritto ieri e mi è venuto da ridere, un po’ mi sento scema per le cose che ho scritto, ma mi sono fatta ridere da sola e questa è già una gran cosa!

    1. unadonnaalcontrario

      Diceva Cenerentola: “I sgni son desideri chiusi in fondo l cuor”. Perciò se li de-sideri e se sono giusti per la tua vita, dovrebbero realizzarsi.

  12. Particolare questa tecnica non ne avevo mai sentito parlare. Il Buddismo in generale mi ha sempre affascinata, ho passato un periodo anche a praticarlo e mi sentivo meglio. Poi ho smesso senza un perchè. Ora mi hai riacceso la lampadina, proverò la tecnica dei 100 desideri! Grazie e buona giornata

    1. unadonnaalcontrario

      Sono felice di aver risvegliato il tuo spirito di ricerca. La cosa che più mi interessa è la felicità di ognuna/o di noi perchè più siamo ad essere felici, più il nostro sarà un mondo migliore dove vivere.

  13. credo che questa sia una tecnica molto intima. Il dover scrivere, rileggere, seguire alcune “regole” nello scrivere. Porta inevitabilmente a conoscerci meglio e a capire veramente cosa vogliamo. Dico sempre che vorrei provare ma poi per un motivo o per l’altro la giornata mi vola via dalle mani e finisco per non farlo. Sono post che fanno riflettere molto però, grazie come sempre!

    1. unadonnaalcontrario

      Guarda che poi quando inizi, non smetti più. ti basta tenerti il quadernino vicino e, quando ti viene in mente un “Io voglio”, lo scrivi subito. Vedrai che ci metti meno di quanto pensi. La testa spesso cerca di boicottarci 😉

  14. Mi piace questa tecnica dei desideri, ma mi chiedevo… nel momento in cui non dovessero realizzarsi, non sarebbe scoraggiante continuare a rileggerli?

    1. unadonnaalcontrario

      L’ideale è che tu non ci metta pathos nel rileggerli. Io ne ho alcuni di due anni fa che non si sono realizzati. Qualche volta non ti interessano più e li cancelli tu stessa, altre volte se quel desiderio lo desideri ancora, lo tieni lì finchè non lo realizzi.

  15. Che bello! Voglio provare. Mi piace il tweet:” Formulare desideri é riformulare la vita”, rende davvero l’idea! E anche quando scrivi di non chiedere per gli altri, perché non sappiamo cosa vogliano nel loro intimo…
    Comunque domani inizio a scrivere 🙂

    1. unadonnaalcontrario

      La frase è di Igor Sibaldi e ha colpito subito anche me quando l’ho letta. Lui dice che è più semplice di quanto si possa pensare. Tocca sperimentare!

  16. Avevo letto di Igor Sibaldi e volevo andare ad un suo seminario poi non ci sono riuscita, ma scrivere i desideri è un attimo, ne ho talmente tanti che diventa una vera lista. Se solo se ne avverano la metà val la pena tentare!

    1. unadonnaalcontrario

      Sai che mi sembra che proprio in questo periodo ci sia un seminario sui 101 desideri? In ogni caso scrivere non costa nulla. Ci si può provare 🙂

  17. Buongiorno e buona domenica. Voglio solo dirvi una domanda e’ poi la lascio andare.
    Ecco:
    Dopo aver scritto i nostri desideri, questi vanno poi dimenticati ( c’e’.. lasciati andare) oppure dobbiamo sempre pensarli con tutte le nostre forze?.

    La prego di rispondere presto, grz e buona domenica ancora.

    1. unadonnaalcontrario

      Buongiorno Federica, grazie mille per il tuo commento. Igor Sibaldi dice di rileggerli ogni mattina senza poi pensarci su durante la giornata. Io ti confesso che qualche volta mi scordo di rileggerli ma credo che sia utile farlo tutte le mattine, un po’ come imprimerle nella nostra vita profonda. Buona domenica a te!

        1. Io però non riesco a non pensare al mio desiderio purchè e’ uno solo. Ho un disperatissimo bisogno di cambiare la mia vita. Non vorrei dirlo ma, non c’e la faccio piu’ !. :(((((

          1. unadonnaalcontrario

            Momenti come quello che stai vivendo tu possono essere un vero inizio di cambiamento. A me hanno sempre detto che la disperazione è una motivazione più forte di qualunque altra cosa. Io tifo per te.

        2. unadonnaalcontrario

          Questo purtroppo non lo so. Dipende da persona a persona, da desiderio a desiderio. Io personalmente credo che quelli che si realizzano presto sono quelli che davvero fanno bene alle nostre vite.

          1. Ho un’altra domanda però:
            E’ vero che il nostro desiderio non può funzionare se pensiamo negativo?.
            Ad esempio.. se i nostri genitori si sono arrabbiati con noi, oppure e’ successo una cosa che a noi non e’ piaciuta, non dobbiamo arrabbiarci?

          2. unadonnaalcontrario

            Cara Federica, sono domande molto intime e credo che sarebbe indelicato da parte mia anche solo poter pensare di darti una risposta. Io però ho imparato una cosa, soprattutto grazie al Buddismo, che si realizzano velocemente i desideri che fanno bene a te e al tuo ambiente. Siamo tutti connessi, non si può essere felici solo io o solo tu. Si può essere felici insieme.

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