Questo non è un post di belle frasi sulla gentilezza.
Che se siamo tutte/i più gentili, saremmo più felici, etc., etc.
Sebbene condivida questa affermazione e da anni proclami in un lungo e largo quanto la gentilezza abbia un potere più forte delle urla, del rancore, delle lotte, il mio intento qui è un altro.
Voglio dimostrare anche alle menti più scettiche, dati scientifici alla mano, quanto la gentilezza abbia il potere di influire sul nostro equilibrio biologico.
Sto parlando proprio della nostra salute fisica, del campare più a lungo possibile, detto in termini poco aulici.
Io lo penso da molto tempo.
Ma i dati su cui si basava questa credenza erano legati esclusivamente alle mie esperienze personali, a quelle delle mie amiche e delle persone con cui sono entrata in contatto nei miei viaggi (non so perché ma le persone si aprono più facilmente in viaggio, pur non conoscendosi, ma questa è un’altra storia).
Veniamo quindi alla gentilezza, ma soprattutto alla scienza e a ciò che ha dimostrato sulla gentilezza.
Indice dei contenuti:
Gentilezza: significato etimologico
Prima di approfondire cosa dice la scienza sulla gentilezza, guardiamo la sua etimologia.
Origine della parola
La parola gentilezza viene dal latino “gens”.
Il concetto di Gens nell’antica Roma
La Gens nell’antica Roma era una sorta di clan o grande famiglia tra i cui membri c’era un rapporto di protezione, di fratellanza/sorellanza, di condivisione (persino il luogo di sepoltura veniva condiviso). Era qualcosa di più dell’essere educati.
Appartenere alla Gens era un appartenere a uno status “gentile” e, in quanto status, riconoscibile e degno di grande rispetto.

Un libro di scienza sulla gentilezza
Nei miei studi sull’efficacia del comportamento gentile nella vita quotidiana, mi sono imbattuta in un libro che vale davvero la pena conoscere: Biologia della Gentilezza. Le 6 scelte quotidiane per salute, benessere e longevità.
Gli autori e il loro contributo
Il libro è scritto a quattro mani da Immaculata De Vito e Daniel Lumera.
Due parole veloci sugli autori:
- Immaculata De Vito insegna Medicina ed Epidemiologia ad Harvard.
- Daniel Lumera ha ideato il metodo My Life Design® applicato a livello internazionale nelle strutture sanitarie, nelle carceri, nelle scuole.
Il contributo della De Vito come scienziata e quello di Lumera come esperto di benessere e meditazione è supportato da dati, studi e ricerche. Il libro offre così un quadro scientifico e pratico sull’impatto della gentilezza nella vita quotidiana.
Effetto sui telomeri
Uno dei principali campi di studi per cui è conosciuta Immaculata De Vivo è lo studio dei telomeri.
Cosa sono i telomeri
Cito fedelmente: “I telomeri sono strutture del DNA poste alle estremità dei cromosomi con la funzione di proteggere questi ultimi da eventuali danni e mantenere integro il materiale genetico della cellula”.*
I telomeri alla nostra nascita hanno una certa lunghezza e, nel corso del tempo, si accorciano. Più si accorciano, meno riescono a svolgere correttamente la loro funzione.
Fattori che accorciano i telomeri
I telomeri si accorciano:
- se la nostra massa corporea eccede
- se facciamo uso di fumo
- se non ci alimentiamo correttamente
- se non facciamo la giusta attività fisica
- a causa dello stress a cui siamo continuamente sottoposte/i.
Ahimè, il danno cellulare causato dallo stress sui telomeri sembrerebbe irreversibile, rendendo fondamentale la prevenzione e la gestione dello stress nella vita quotidiana.
Perché è importante essere sempre gentile?
La buona notizia è che cambiando stile di vita, avendo cura del nostro corpo e della nostra anima, possiamo rallentare l’accorciamento dei telomeri.
La gentilezza come alleata della salute
Ed ecco che qui interviene la gentilezza.
In Biologia della Gentilezza. Le 6 scelte quotidiane per salute, benessere e longevità, Immaculata De Vito e Daniel Lumera riportano numerosi dati e statistiche che dimostrano quanto la gentilezza agisca a livello cellulare, biologico per l’appunto.
Non sto a citarle perché sono davvero tante ma trovi molta bibliografia anche su Google riguardo queste ricerche.
La gentilezza come strategia evolutiva
Scrivono: “Essere gentili con noi stessi e con gli altri è (…) oltre che una questione biologica di salute, benessere e longevità, anche una strategia evolutiva utile alla sopravvivenza dell’intero genere umano”.*
In altre parole, la scienza ha dimostrato che essere gentili salvaguarda la sopravvivenza dell’essere umano!
Contagio emozionale
Dagli studi emerge anche che nelle persone agisce una sorta di contagio emozionale (lo scrivevo nel mio libro, Safari, in tempi non sospetti che “la felicità è contagiosa”).
Come funziona il contagio della gentilezza
È scientificamente provato che questo tipo di contagio agisce fino a tre gradi di separazione.
La gentilezza che mostri a una persona può influenzare chi le sta intorno e chi è a contatto con quella persona.
Cosa significa essere una persona gentile?
Cosa vuol dire questo in pratica?
Gentilezza come effetto domino
Che se io sono gentile con te che lavori con me, con te che vivi con me, con te da cui compro la frutta, tu propagherai quel comportamento gentile (e il benessere ad essa connesso) con chi lavora con te, con chi vive con te.
E loro contageranno altri, e quegli altri altri ancora.
In altre parole, essere gentili non è solo un gesto personale, ma un vero e proprio motore di benessere collettivo.
Che meraviglioso modo di usare la parola contagio!
Pericoli dello stress
Il tempo che impieghiamo, o forse dovrei dire perdiamo, in continue litigate per cose spesso non importanti, a mantenere il rancore verso una situazione passata o una persona che ci ha fatto del male…
Il tempo usato per costruire muri tra le nazioni, per creare motivi (di solito economici) per giustificare una guerra…
Beh, tutto questo, in piccolo e in grande, non fa che aumentare il nostro livello di stress creando una situazione di stress cronico a livello mondiale.
Lo stress collettivo
Il mio stress si somma al tuo e a quello di chi abbiamo intorno, ognuno per tre gradi di separazione fino ad arrivare a ogni persona di questo pianeta.
Risultato?
Questo super stress mondiale va a rovinare proprio i preziosi telomeri di cui disponiamo, rendendo sempre più vulnerabile lo stato di salute di tutte/i noi.
Filosofia della gentilezza
La prossima volta che penserai che mostrare cortesia e altruismo sia una cosa inutile, ricorda che ci sono dati scientifici a supporto del suo impatto positivo.
Litigare meno e fare di più
E forse litigheremo un po’ meno, forse faremo anche solo un atto di gentilezza in più, verso chi amiamo o verso una persona sconosciuta, forse saluteremo chi incontra il nostro sguardo per strada o aiuteremo la vicina che non può fare la spesa.
Essere gentili come scelta quotidiana
Insomma tutte/i noi disponiamo di creatività e della possibilità di scelta: ogni giorno io, tu, possiamo decidere se essere gentili oppure no.
Se avere cura della nostra salute o no.
Se vivere più a lungo e meglio oppure no.
Un aneddoto di vita vera
Ho chiesto il permesso di raccontare pubblicamente questo aneddoto alla protagonista che l’ha vissuto, una delle mie più care amiche.
Lo farò comunque in modo anonimo per rispettare la privacy delle persone coinvolte.
Lo faccio per mostrarti quanto la gentilezza possa essere diffusa e praticata con consapevolezza.
In un incontro con la psicologa che segue il figlio, la terapeuta esprime questa opinione:
“Suo figlio si è ammalato anche per il fatto che è un ragazzo troppo gentile e questa gentilezza arriva da lei. Spesso la gentilezza è vista come un atto di sottomissione e soprattutto è simbolo di bassa autostima”.
La gentilezza come atto d’amore verso se stessi e gli altri
La mia amica in un primo momento ha incassato il colpo, soffrendone chiaramente, ma poi ha sentito il bisogno di chiarire il suo punto di vista:
“È vero, forse in un primo momento la gentilezza può sembrare un atto di sottomissione, ma nel momento in cui si elabora e si cresce come essere umano, la gentilezza può diventare una scelta di vita. Ogni giorno ci confrontiamo con un mondo aggressivo e forse è quell’atteggiamento che dimostra bassa autostima, visto che pone le persone in posizione difensiva.
Io ho scelto di essere una persona gentile e l’ho fatto come atto d’amore verso me stessa e verso il prossimo. La gentilezza per me è un valore aggiunto che mi ha premiato nella vita. Non vedo per quale motivo per mio figlio debba essere un problema, anzi sono certa che la sua gentilezza premierà anche la sua vita.
Perciò posso ascoltare il suo punto di vista ma non permetterò a nessuno di sminuire quello che per me è stata una scelta fatta sulla mia pelle, sulla mia esperienza di vita”.
La psicologa l’ha ringraziata.
E io sono orgogliosa della mia amica.
Riflessione
Questo aneddoto ci ricorda che la gentilezza non deve essere confusa con debolezza. È possibile essere gentili senza perdere forza o autostima, e imparare a trasmettere questo valore con equilibrio.
Prova a fare un piccolo gesto gentile oggi: un complimento sincero, un aiuto inatteso, un sorriso. Osserva come cambia la tua giornata e quella di chi ti circonda. La gentilezza, come qualsiasi muscolo, va allenata!
*Tutte le citazioni sono riportate fedelmente da libro Biologia della Gentilezza. Le 6 scelte quotidiane per salute, benessere e longevità, Immaculata De Vito e Daniel Lumera, Ed. Mondadori. Il link al libro è un link affiliate.

