Langhe Roero e Monferrato: Cosa Vedere e Fare nel Patrimonio UNESCO 2025

Qualcuno* una volta scrisse: “È una terra che attende e non dice parola”.

E forse è per quel suo attendere silenziosa che una solitaria come me sente un’appartenenza profonda a quel lembo di terra, incastonato tra le colline piemontesi.

Langhe, Roero e Monferrato, che già nel nome possiedono una musicalità raffinata, custodiscono la riservatezza del popolo piemontese e questo ho potuto toccarlo con mano.

Siamo italiane/i e, si sa, l’Italia è il paese dell’accoglienza (ops, forse ultimamente non proprio).

È il paese dell’“aggiungi un posto a tavola”.

Ma ci sono persone che apprezzano l’ospitalità calorosa e ci sono persone che preferiscono un’accoglienza più composta, delicata.

Io, da siciliana atipica che ogni tanto ama rinchiudersi nel suo guscio per riappropriarsi di qualcosa che è solo suo, senza lasciarsi trasportare da quello che la circonda, propendo per il secondo tipo di accoglienza.

Senza ogni ombra di dubbio, i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe, Roero e Monferrato, esprimono al meglio questo genere di ospitalità.

Che tu sia riservata/o come me, o semplicemente amante della bellezza, paesaggistica ed enogastronomica, siediti con un buon bicchiere di vino in mano (per l’occasione direi rigorosamente piemontese) e vieni con me in un viaggio attraverso quello che ormai dal 2014 è uno dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO.

*Articolo aggiornato il 24 ottobre 2025


I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe Roero e Monferrato

Decretati patrimonio dell’UNESCO perché di “Eccezionale Valore Universale”, i paesaggi vitivinicoli del Piemonte si dividono in sei componenti e il nostro tour comincia dal primo di questi: la langa del Barolo.

Le 6 Componenti del Sito UNESCO

1 – La Langa del Barolo: cosa vedere nelle langhe piemontesi

La langa del Barolo è innanzitutto le sue colline, le sue meravigliose viti.

Da sempre credo che la terra sia il vero specchio del suo territorio. Ho visto vitigni rigogliosi in ogni parte d’Italia, da nord a sud, ma qui hanno qualcosa di diverso.

Non so se dipenda dalla struttura del terreno, dal clima o (anzi “e”) dalle mani sapienti di chi le coltiva, ma queste viti alte, verdi come il verde nei disegni dei bambini, sono di una bellezza mozzafiato.

Da non perdere nella componente 1:

E non ci sono solo i vitigni di Nebbiolo, che poi daranno origine al vino piemontese più famoso al mondo, ma:

  • Borghi medievali come Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, La Morra (il “balcone delle Langhe”), Castiglione Falletto.
  • Castelli come quello che di quel vino porta il nome, il Castello di Barolo, che oggi è sede dell’enoteca regionale del Barolo, e da cui è possibile godere la vista di quelle colline e delle sue vigne.


Esperienza consigliata: visita alle cantine storiche con degustazione guidata di diverse annate di Barolo.

Unadonnaalcontrario Langhe, Roero e Monferrato
Tra i vigneti di Barolo. Langhe Piemontesi cosa vedere

2 – Castello di Grinzane Cavour

Siamo ancora nelle Langhe ma questa volta ci spostiamo nella componente 2: il Castello di Grinzane Cavour.

Il castello era di proprietà degli gli zii di Camillo Benso di Cavour, i Clermont-De Tonnerre.

Cavour soggiornò qui dal 1832 al 1849 quando divenne sindaco di Grinzane e seguì personalmente il processo di evoluzione dei vigneti del castello e del vino che producevano.

Cosa vedere nella componente 2:

  • All’interno del castello si trova l’Enoteca Regionale del Piemonte dove troverai le migliori etichette del Piemonte ma anche prodotti tipici come quelli a base di nocciole e tartufo.

E all’esterno?

Un belvedere da togliere il fiato a chiunque.

  • Un vigneto che oggi è patrimonio dell’Unesco, uno dei più grandi d’Europa e, per chi semplicemente non è esperta/o come me, una poesia per gli occhi e per il cuore.
  • Da vedere inoltre il Museo etnografico che racconta la storia e la cultura delle Langhe.


Curiosità: Qui si svolge ogni anno la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, che richiama collezionisti da tutto il mondo. La 95ª edizione si svolge dall’11 ottobre all’8 dicembre 2025, quando Alba diventa la capitale mondiale del tartufo.

"Il Castello di Grinzane Cavour circondato da vigneti, con architettura medievale in mattoni rossi e torre merlata nelle Langhe Roero e Monferrato"
Cosa vedere nelle langhe piemontesi: Il Castello di Grinzane Cavour

3 – Le colline del Barbaresco

Tu dirai: “Ma le colline sono tutte uguali!”, e io ti rispondo: “Non è così”.

Noleggia una macchina o, ancora meglio, una moto e vai verso Barbaresco.

Itinerario consigliato nella componente 3:

  • Fermati qua e là tra viti e campi di grano.
  • Raggiungi una delle panchine giganti di Chris Bangle.
  • Sali su per la collina e ammira la vista sulla valle da Neive, uno dei borghi più belli d’Italia e bandiera arancione.
  • Goditi il suo salotto a cielo aperto: Piazza Italia e l’ex Palazzo del Municipio, o Casa dell’Orologio, in stile rococò.
  • Nelle cantine dell’attuale Palazzo del Municipio, Palazzo Borgese si trova la Bottega dei quattro vini di Neive il cui nome racconta che qui si possono degustare e acquistare i quattro vini prodotti in questa zona: Dolcetto, Barbera, Barbaresco e Moscato.
"Borgo medievale di Neive con case in pietra color ocra, situato su una collina circondata da vigneti autunnali”
Neive – Patrimonio Unesco Piemonte

4 – Nizza Monferrato e il Barbera

La componente 4, denominata Nizza Monferrato e Barbera, si trova nell’Alto Monferrato, in provincia di Asti.

Da visitare nella componente 4:

  • Museo delle Contadinerie e delle Stampe Antiche Bersano per fare un tuffo nel passato e nella cultura contadina legata al vino di questa terra… che c’è sempre da imparare da chi è venuto prima di noi.
  • Nizza Monferrato: centro storico con il Foro Boario che ospita esposizioni ed eventi culturali.
  • Cantine: molte aziende offrono visite guidate alla scoperta del Barbera e delle sue diverse espressioni (Barbera d’Asti DOCG, Nizza DOCG).


Periodo migliore: Settembre-ottobre per la vendemmia, quando le colline si tingono di colori caldi.

5 – Canelli e l’Asti spumante

Ma il Piemonte non è solo vini rossi, fermi e corposi. C’è di più!

E anche in questo caso siamo di fronte a tradizione, sperimentazione ed eccellenza.

La componente 5 è il regno del metodo classico, di quel vino spumante a cui si dedicano persone “appassionate”, oltre che esperte.

Esperienze imperdibili nella componente 5:

  • Le cantine di questa zona sono chiamate “Cattedrali Sotterranee”, con le volte e i mattoni a vista, e sono letteralmente scavate sotto le colline.
  • Ho visitato personalmente una di queste, la cantina Contratto, scavata nella marna, sotto la collina di Castello Gancia, dove c’è un’attenzione al dettaglio, al particolare che la rende orgoglio nazionale, e dove per ottenere una buona bottiglia di spumante si attende fino a sette anni perché la maggior parte delle azioni vengono fatte in maniera manuale.
  • Museo del Vino di Canelli: per approfondire la storia dello spumante piemontese.


Imperdibile: assistere alla “remuage” manuale, l’arte di ruotare le bottiglie per raccogliere i sedimenti. Mauro Ferrero è un maestro in questa tecnica secolare.

"Interno della Cantina Contratto  con volte a botta in tufo, illuminate da luci soffuse, e bottiglie di spumante metodo classico in affinamento”
La cantina Contratto con le volte e i mattoni a vista

6 – Monferrato degli Infernot

Il nostro itinerario nel territorio delle Langhe, Roero e Monferrato si conclude con la componente 6: il Monferrato degli Infernot.

E cosa sarà quello strano nome, “infernot”?


"Interno di un infernot scavato nella Pietra da Cantoni, con volta a botte, pareti in arenaria e bottiglie di vino conservate in nicchie nelle Langhe Roero e Monferrato"
Monferrato cosa vedere: Infernot a Rosignano

Cosa sono gli Infernot:

Gli infernot sono delle strutture che si trovano sotto le abitazioni.

Potremmo paragonarle alle odierne cantine, ma queste sono realizzate con un’arenaria, tipica proprio di questa parte del Piemonte: la Pietra da Cantoni.

La temperatura che grazie a questa pietra si crea, in ogni stagione, è ancora oggi perfetta per la conservazione del vino.

"Chiesa romanica di San Michele a Moleto con facciata in pietra, posizionata su una collina con vista panoramica sulle colline del Monferrato”
La chiesa di San Michele a Moleto

Cosa vedere nel Monferrato Casalese oltre gli Infernot:

In questa zona del Monferrato ci sono delle chicche che non puoi assolutamente perderti, come:

  • Moleto e la sua chiesa romanica di San Michele che guarda le colline del Monferrato.
  • O come Olivola, il paese più piccolo del Monferrato Casalese, con poco più di 100 abitanti e un altro belvedere meditativo, quello che si gode dalla Chiesa di San Pietro e Paolo.
  • Se ami la pittura, fermati a Rosignano Monferrato, patria di Angelo Morbelli, uno dei massimi esponenti del divisionismo italiano. A Rosignano troverai degli infernot degni davvero di visita.
  • E infine, ma solo per cronologia, la base: Casale Monferrato che non è solo il suo Duomo, dedicato a Sant’Evasio, di epoca medioevale, o la Chiesa di Santa Caterina dallo stile barocco. È anche il profumo che sentirai in ogni parte di Casale e che ti condurrà al civico 17 di Via Lanza, dove oggi come nel 1878, la famiglia Portinaro prepara i Krumiri Rossi, ancora rigorosamente a mano, con uova, farina di grano tenero, zucchero, burro, vanillina e tanta, infinita pazienza.

"Confezione tradizionale di Krumiri Rossi, biscotti artigianali dalla forma ondulata caratteristica, prodotti a Casale Monferrato dal 1878"
I Krumiri Rossi

Cosa rende unico questo territorio

Paesaggio: Colline dolci coperte da vigneti ordinati come opere d’arte, punteggiate da borghi medievali, castelli e chiese romaniche. I filari di vite disegnano geometrie perfette che cambiano colore con le stagioni.

Enogastronomia: Questa è la patria di alcuni dei vini più prestigiosi al mondo – Barolo, Barbaresco, Barbera, Moscato d’Asti – e di eccellenze come il tartufo bianco d’Alba e la nocciola del Piemonte IGP.

Autenticità: A differenza di altre destinazioni turistiche, qui l’accoglienza è discreta, rispettosa. Il turismo è relativamente recente e il territorio ha mantenuto la sua autenticità, riservando sorprese a chi sa cercare oltre le mete più battute.

Sostenibilità: Il 2025 vede l’avvio di un nuovo piano di gestione UNESCO che pone al centro la tutela del paesaggio, il consumo consapevole e il coinvolgimento delle comunità locali.

Le Panchine Giganti (Big Bench)

Una delle attrazioni più Instagram-friendly ma anche più poetiche del territorio: le Big Bench del designer americano Chris Bangle.

Il progetto: Nato nel 2010 a Clavesana (dove vive il creatore), il Big Bench Community Project ha installato quasi 420 panchine giganti certificate, principalmente in Piemonte ma ormai diffuse in tutto il mondo.

La filosofia: “Tornare bambini riscoprendo il paesaggio”. Seduti a due metri d’altezza, si ha una prospettiva diversa sul mondo, invitando alla contemplazione e alla meraviglia.

Dove trovarle nelle Langhe:

  • Monforte d’Alba: panchina viola e panchina rosa (punto di partenza ideale, qui si ritira il “Passaporto delle Panchine”)
  • Neive: con vista sui vigneti di Barbaresco
  • Clavesana: la Big Bench #1 rossa (la prima in assoluto) e quella blu
  • Dogliani: azzurra e rossa nel centro storico
  • Farigliano: viola in Borgata Gombe
  • Vezza d’Alba: raggiungibile con passeggiata tra i vigneti

Mappa ufficiale e passaporto: Visita bigbenchcommunityproject.org per la mappa interattiva e scoprire dove timbrare il passaporto.

Consiglio: Visitale durante la settimana o in orari non centrali per godertele con calma, senza folla.

Quando Visitare le Langhe Roero e Monferrato: Periodo Migliore


Ogni stagione ha il suo fascino, ma alcuni periodi sono particolarmente speciali:

Autunno (Settembre-Novembre)

Il periodo più magico per visitare Langhe, Roero e Monferrato:

  • Colori: I vigneti esplodono in tonalità di giallo, rosso e arancione
  • Eventi: Fiera del Tartufo (ottobre-dicembre), vendemmia, sagre
  • Clima: Temperature miti, ideali per camminate e visite
  • Prodotti: Tartufo bianco, nocciole, funghi, castagne
  • Contro: Alta affluenza turistica, prezzi più alti, necessità di prenotare con anticipo.

Primavera (Aprile-Giugno)

  • Paesaggio: Vigneti in fiore, colline verdi
  • Clima: Piacevole, con giornate lunghe
  • Eventi: Cantine Aperte, Vinum Alba (maggio)
  • Contro: Possibili piogge in aprile.

Estate (Luglio-Agosto)

  • Pro: Clima caldo, ideale per cene all’aperto e serate nei borghi
  • Eventi: Sagre di paese, concerti estivi
  • Contro: Temperature elevate sulle colline, alcuni operatori in ferie.

Inverno (Dicembre-Febbraio)

  • Atmosfera: Paesaggio innevato, atmosfera raccolta
  • Eventi: Mercatini di Natale, degustazioni in cantina al caldo
  • Gastronomia: Piatti della tradizione piemontese (brasato, bagna cauda)
  • Contro: Molte strutture chiuse, clima freddo.

Consiglio personale: Se cerchi autenticità senza folla, scegli maggio-giugno o settembre (prima della Fiera del Tartufo).

Informazioni Pratiche per visitare Langhe Roero e Monferrato

Come arrivare nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte

In auto:

  • Da Torino: 50-70 km (1 ora circa) via A6 o A21
  • Da Milano: 150 km (1h 45min) via A21
  • Da Genova: 100 km (1h 30min) via A6

In treno:

  • Stazioni principali: Alba (Cuneo), Asti, Alessandria
  • Da Torino: treni regionali frequenti
  • Da Milano: via Torino o Asti (2-2,5 ore)

In aereo:

  • Aeroporto di Torino-Caselle (50 km)
  • Aeroporto di Milano Malpensa (180 km)
  • Aeroporto di Genova (120 km)

Quanto tempo dedicare

  • Weekend (2-3 giorni): Concentrati su 2-3 componenti UNESCO + 1 esperienza (cantina o Big Bench).
  • Settimana (5-7 giorni): Tutte le 6 componenti + esperienze + Fiera del Tartufo.
  • Tour breve (1 giorno): Scegli una zona (Barolo o Barbaresco) + borgo + cantina.

Siti utili da consultare

Conclusioni: un territorio da vivere, non solo da visitare

Finisce qui questo viaggio nella terra di Cesare Pavese, tra i paesi più belli delle Langhe piemontesi e del Monferrato, tra castelli, colline e cantine.

Un viaggio fatto con discrezione, quella discrezione che appartiene un tempo, come oggi, al popolo che abita questa terra e che regala intimità a chi decide di trasferirsi qui o di visitarla.

Buona poesia a te!

*Cesare Pavese


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6 commenti su “Langhe Roero e Monferrato: Cosa Vedere e Fare nel Patrimonio UNESCO 2025”

  1. Sono piemontese (anche se da anni vivo nelle Marche) e sai che non conosco bene queste zone del Piemonte? Mi piacerebbe visitarle per bene, magari quando torno su a trovare i parenti. Sarebbe bello farci un salto secondo me in autunno con i colori accesi dei vigneti. Grazie per i suggerimenti!

  2. Silvia - The Food Traveler

    Che bello, sei stata dalle mie parti! Io abito nel Roero, tra Bra e Pocapaglia, non so se hai avuto l’occasione di passare tra queste due cittadine. Comunque hai ragione, le colline non sono per niente tutte uguali, e le colline di questa zona trovo che siano bellissime, ma io sono di parte 😉
    Mi fa molto piacere che ti sia piaciuta questa zona, sono orgogliosa

    1. unadonnaalcontrario

      Fai bene ad esserne orgogliosa. È una terra meravigliosa. Purtroppo non sono passata dalle tue parti. Sarà una bella scusa per tornarci!

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