Ikigai e il senso della vita.
Se ti sei mai chiestə “qual è il mio scopo?”, “perché sono qui?”, “cosa dovrei fare della mia vita?”, allora questo articolo è per te.
L’Ikigai è un concetto giapponese che ti aiuta a trovare la ragione per cui vale la pena alzarsi ogni mattina. Non è filosofia astratta: è un metodo pratico, concreto, che ha aiutato migliaia di persone (me inclusa) a scoprire la propria direzione nella vita.
In questa guida completa ti spiego cos’è l’Ikigai, come funziona il famoso diagramma, e soprattutto come fare gli esercizi pratici per trovare il TUO Ikigai personale.
Ah, questi giapponesi quante ne sanno!
In effetti pratico il Buddismo giapponese da 26 anni e non c’è giorno che non impari qualcosa di nuovo.
E poi c’è quella stranezza del “caso”, ché non esiste nessun caso, ma la vita se ascoltata ti porta sempre nella direzione del cuore.
Per anni sono stata un’anima alla ricerca.
Ho letto, studiato, approfondito.
Ho viaggiato in lungo e in largo. Come Lisa, la protagonista del mio libro, Safari, mi sono sempre sentita “altrove”, alla ricerca del mio posto nel mondo.
Oggi, dopo una quarantena che ha messo alla prova tutte/i noi, posso affermare che finalmente è chiaro, finalmente si è accesa la luce, finalmente conosco la missione della mia vita. Oggi so perché sono a questo mondo.
E guarda caso, proprio quando lo scopro, arriva alle mie orecchie la parola Ikigai.
*articolo aggiornato il 18 dicembre 2025.
Indice dei contenuti:
Ikigai: significato e origine
Che cosa vuol dire Ikigai in giapponese?
Come molte parole giapponesi, anche il termine Ikigai ha più significati: IKI vuol dire “vita”, GAI significa “scopo”.
Potremmo dire che quindi significhi “scopo della vita”, ma Ikigai va più in profondità.
Attinge a un bisogno più forte, alla ragione per cui ti alzi ogni mattina più motivata/o della mattina precedente, a ciò per cui vale la pena vivere, a quella cosa che faresti sempre e comunque anche se domani il mondo cascasse.
In sintesi, Ikigai è:
- La tua ragione di essere
- Ciò che dà significato alla tua esistenza
- Il punto di incontro tra ciò che ami, ciò che sai fare, ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui puoi essere pagato
- Il tuo “perché” profondo
La filosofia di Okinawa e i centenari
Sai cosa mi affascina della cultura nipponica?
I giapponesi sono spirituali ma anche molto concreti. Io sono una che ha bisogno di toccare con mano. Non mi bastano le belle parole.
Un po’ come ti accennavo nell’articolo su materia e spirito, per i giapponesi non esiste la dualità tipica del pensiero occidentale.
Con questa consapevolezza, per gli abitanti di Okinawa, dove la percentuale di centenari è molto alta, Ikigai vuol dire anche:
- Aver cura del proprio corpo e della propria mente: alimentazione sana, movimento quotidiano, meditazione
- Vivere rispettando la comunità: connessioni sociali forti, senso di appartenenza
- Rispettare il proprio ambiente: vivere in armonia con la natura
- Essere felici nel senso più completo del termine: non sopravvivere, ma prosperare.
Dato scientifico interessante: uno studio pubblicato sul Journal of Psychosomatic Research ha dimostrato che le persone con un forte senso di scopo nella vita hanno:
- 23% in meno di rischio di morte prematura
- Minor rischio di malattie cardiovascolari
- Migliore funzione cognitiva con l’età
- Maggiore resistenza allo stress
L’Ikigai non è solo filosofia orientale. È scienza che conferma ciò che i giapponesi sanno da secoli.
Ikigai e Felicità: perché è importante trovare il proprio scopo
Il potere di avere uno scopo nella vita
Ehi, lo so che quando uso il termine “felicità” ti strabuzzano gli occhi.
A noi europee/i, figlie/i della cultura illuminista, quella parola sembra un po’ ridicola. Preferiamo usare “serenità”, perché la felicità, dai, diciamolo, è un’utopia, è un ideale a cui non si può arrivare mai. Così in fondo ci hanno insegnato.
Cosa è la felicità oltre la serenità
Forse ti sembrerà un po’ forte quello che sto per dire ma io penso si tratti di codardia.
Piuttosto che avere il coraggio di rischiare, di andare verso i nostri desideri, piuttosto che prenderci la responsabilità di quello che ci succede, preferiamo dare la colpa alle circostanze.
Perché magari siamo nate/i in una famiglia povera, perché non abbiamo avuto le possibilità o le porte aperte che hanno avuto altre persone, perché la sfiga ci ha preso di mira, e così via.
Posso dirti una cosa?
Io non ho avuto alcun aiuto dalla vita, anzi direi che la vita ce l’ha messa proprio tutta per farmi gli sgambetti, da quando sono nata a oggi, ma ho imparato che se voglio davvero qualcosa, quelle maledette porte chiuse le sfondo pur di andare dall’altra parte.
La felicità non è assenza di problemi.
La felicità è sapere perché affronti quei problemi.
E questo è esattamente ciò che l’Ikigai ti dà: un perché così forte che ti fa alzare anche quando tutto sembra crollare.
Se vuoi approfondire questo argomento, puoi leggere il mio articolo: Felicità, ma che cos’è questa benedetta felicità?
Cosa è il metodo Ikigai?
Il diagramma Ikigai: le 4 componenti fondamentali
Lasciamo perdere un attimo le porte chiuse e torniamo al termine Ikigai.
Immagino ti starai chiedendo: “Ma se ‘sti giapponesi sono così concreti, magari c’è un modo pratico per scoprire questo benedetto scopo della vita?”.
E ti sei fattə la domanda giusta.
Come funziona il diagramma Ikigai
Innanzitutto visto che, come dicevamo prima, tutti gli aspetti della vita sono importanti, anche l’Ikigai deve necessariamente prenderli in considerazione tutti.
Ti mostro qui di seguito il diagramma di Ikigai.

Come vedi, è composto da 4 parti. L’intersezione di queste 4 parti è il tuo Ikigai.
Guarda che ti sento mentre obietti: “Ma dai, Noemi, ti pare che tutto possa ridursi a un diagramma? Allora secoli di menti votate alla filosofia a cosa sarebbero servite?”.
No, non credo che basti un diagramma ovviamente.
Ma posso dirti che ci sono parecchi studi scientifici che confermano che alzarsi la mattina con uno scopo riduce drasticamente il tasso di malattie fisiche e mentali.
Perciò che ne dici di dargli una possibilità? In fondo è gratis.
Le 4 componenti di Ikigai spiegate ne dettaglio
Vediamo una ad una le 4 componenti dell’Ikigai:
- Le Passioni: quello che più ami fare nella vita.
- La Missione: quello che è utile al mondo in cui viviamo.
- La Vocazione: il tuo talento, quello che sai fare meglio.
- La Professione: il lavoro per cui essere pagato.
1° componente dell’Ikigai: le Passioni
Quando compili il campo delle Passioni, chiediti cosa davvero ami fare, cosa ti motiva più di ogni altra.
Domande guida:
- Cosa faresti anche se nessuno ti pagasse?
- Di cosa parli con entusiasmo per ore?
- Cosa ti faceva felice quando eri bambinə?
- Quando il tempo vola, cosa stai facendo?
- Cosa ti assorbe completamente fino a dimenticare di mangiare?
Prova a ricordare cosa ti rendeva felice quando eri piccola/o, non solo adesso. E, please, non fare entrare in questa sfera i soldi.
Un po’ come quando abbiamo parlato dei 101 desideri, non pensare ai soldi ma esclusivamente alla cosa che ti piace fare.
Perché il primo pensiero che ti verrà in mente sarà: “Eh, vabbè, ma se non lavoro quella cosa lì non me la posso permettere”. E credimi se ti dico che è uno dei pensieri che più ha limitato la mia vita.
Pensa piuttosto: “Se non avessi nessun problema di soldi, cosa mi piacerebbe fare adesso, in questo istante?”.
Esempi concreti di Passioni:
- Scrivere storie
- Aiutare le persone a risolvere problemi
- Creare con le mani (cucina, arte, artigianato)
- Insegnare e condividere conoscenza
- Stare a contatto con la natura
- Organizzare e sistemare le cose
- Fare sport o movimento
- Viaggiare ed esplorare culture diverse
2° componente: la Missione
Veniamo alla Missione.
Questo è il momento di pensare a come puoi contribuire a rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore.
Domande guida:
- Quale problema nel mondo ti fa arrabbiare o ti spezza il cuore?
- Se potessi cambiare una cosa nella società, quale sarebbe?
- Chi vorresti aiutare?
- Quale eredità vuoi lasciare?
- Cosa vorresti che dicessero di te al tuo funerale?
E ricordati che non è che bisogna fare chissà quali grandi cose per migliorare il mondo.
Non si tratta di vincere il Nobel per la pace (non è escluso ovviamente).
Parti da te, da quello che sai fare tu e solo tu perché in questa terra siamo tutte/i uniche e unici e il tuo valore non può essere messo in discussione in nessun caso. Certamente non qui, tra noi anime al contrario.
Esempi concreti di Missioni:
- Rendere l’educazione accessibile a tutti
- Ridurre l’inquinamento ambientale
- Aiutare le persone a trovare il loro scopo
- Preservare tradizioni culturali
- Migliorare la salute mentale delle persone
- Dare voce a chi non ce l’ha
- Creare bellezza in un mondo caotico
- Proteggere gli animali
3° componente: la Vocazione
Terza componente: la Vocazione.
Qui la domanda da farti è: in cosa sono davvero bravə?
- Cosa ti viene naturale che agli altri costa fatica?
- Per cosa le persone ti chiedono aiuto?
- Quali complimenti ricevi più spesso?
- In cosa sei miglioratə con l’esperienza?
- Quale capacità hai sviluppato nel tempo?
Scrivi tutti i tuoi talenti.
Non devono necessariamente coincidere con le cose che ami fare, perché potresti amare qualcosa in cui non sei proprio capace, ma hai un talento innato in qualcosa in cui tuo cugino è una pippa. Non ho nulla contro tuo cugino naturalmente, lui sarà più bravo di te in qualcos’altro.
Importante! I talenti possono essere:
- Competenze tecniche: programmare, disegnare, cucinare, scrivere
- Competenze relazionali: ascoltare, mediare, motivare, vendere
- Competenze organizzative: pianificare, coordinare, gestire progetti
- Competenze creative: immaginare soluzioni, innovare, vedere possibilità.
Esempi concreti di Vocazioni:
- Comunicare concetti complessi in modo semplice
- Creare armonia visiva (design, fotografia)
- Risolvere problemi tecnici
- Costruire relazioni autentiche
- Vedere opportunità dove altri vedono ostacoli
- Organizzare sistemi efficienti
- Ascoltare profondamente le persone
4° componente: la Professione
Infine la cosa per cui puoi essere pagatə, o forse lo sei già, il lavoro che ti permette di guadagnare i soldi necessari alla vita quotidiana.
Domande guida:
- Per cosa le persone sono disposte a pagare?
- Quale problema risolvi che ha un valore economico?
- Quale servizio/prodotto puoi offrire?
- Esiste un mercato per quello che sai fare?
- Come potrebbero incrociarsi le tue competenze con un bisogno reale del mercato?
Spesso vediamo i soldi come una cosa brutta e cattiva, lontana dalla spiritualità ma ti assicuro che anche questa è una bella credenza limitante.
I soldi sono energia di scambio. Servono per vivere. E puoi guadagnarli facendo ciò che ami, serve solo trovare il modo giusto.
Esempi concreti di Professioni:
- Consulente (in qualsiasi campo tu sia esperto)
- Creatrice di contenuti (blog, video, corsi)
- Artigiana/o (prodotti fatti a mano)
- Insegnante/formatrice
- Terapeuta o coach
- Designer o artista
- Organizzatrice di eventi
- Traduttrice o interprete

Gli errori più comuni quando cerchi il tuo Ikigai
Errore 1: pensare che debba essere da subito quello e solo quello
La verità? L’Ikigai si rivela nel tempo, non in un pomeriggio.
Il diagramma è un punto di partenza, non il punto di arrivo. È normale che all’inizio sia confuso, parziale, o che cambi nel tempo man mano che evolvi.
Cosa fare invece: considera il tuo primo Ikigai come una “versione 1.0”. Lo aggiornerai, lo affinerai, cambierai idea. Tutto questo è parte del processo.
Errore 2: credere che l’età sia un limite
Come vedi, io ci ho messo parecchio tempo e in questo tempo non ho fatto altro che pensare che ero già troppo vecchia. Lo ero a 20 anni, a 30, lo ero a 40 e intanto il tempo passava.
La verità? Non c’è un’età giusta per scoprire il proprio Ikigai.
Ci sono persone che lo trovano a 25 anni. Altre a 50. Altre a 70.
Ray Kroc aveva 52 anni quando ha fondato McDonald’s.
Vera Wang è diventata stilista a 40 anni.
Laura Ingalls Wilder ha pubblicato il primo libro a 65 anni.
Cosa fare invece: l’importante è vivere con l’intenzione di scoprirlo. Quello fa la vera differenza.
Errore 3: confondere Ikigai con “lavoro dei sogni”
La verità? L’Ikigai non è necessariamente un lavoro.
Può essere un mix di attività: un lavoro che ti sostiene economicamente, un progetto personale che nutre la tua missione, hobby che alimentano la tua passione.
Non devi per forza “monetizzare tutto”. A volte alcune passioni vanno tenute pure, senza pensare all’aspetto economico.
Cosa fare invece: pensa all’Ikigai come a un ecosistema di attività che insieme danno significato alla tua vita, non come a un singolo lavoro perfetto.
Errore 4: non considerare il fattore economico
La verità? La spiritualità e i soldi non sono nemici.
Uno degli errori più grandi è pensare che l’Ikigai debba essere completamente slegato dal denaro, come se il denaro fosse “impuro”.
I soldi sono energia. Servono per vivere. E puoi guadagnarli facendo ciò che ami, se trovi il modo giusto di offrire valore.
Cosa fare invece: includi onestamente il fattore economico nel tuo Ikigai. Chiediti: “Come posso sostenere me stessa/o facendo questo?” Non è essere materialisti, è essere realisti.
Come applicare l’Ikigai nella vita quotidiana
Conta solo l’intenzione.
Può sembrare troppo semplice, lo so, e magari ancora non sei pronta/o a scoprire il tuo scopo della vita.
Spesso per la paura di andare avanti, ci autosabotiamo.
A volte a fregarci è la stanchezza o l’alienazione della vita che conduciamo: il lavoro, la famiglia, la casa, la mancanza di tempo.
Ma se non ci proviamo, la vita ci scapperà di mano e, non darci questa possibilità, credo sia il torto più grande che possiamo infliggerci.
Le ferite si risanano, le paure si affrontano, quello che conta davvero è la nostra intenzione.
È l’intenzione a motivarci ad agire, a trovare la nostra strada.
Piccoli passi verso il tuo Ikigai
Non devi stravolgere la tua vita da un giorno all’altro. L’Ikigai si coltiva con piccole azioni quotidiane.
Azioni concrete che puoi fare da subito:
Se hai identificato una PASSIONE ma non la pratichi:
- Dedicale 30 minuti a settimana (solo 30!)
- Iscriviti a un corso online
- Trova una community di persone con la stessa passione
- Falla anche se “non hai tempo” – il tempo si trova per ciò che conta
Se hai identificato una MISSIONE ma non agisci:
- Fai volontariato una volta al mese
- Dona a un’organizzazione che lavora su quella causa
- Parla della causa sui social o con amici
- Firma petizioni, partecipa a eventi
- Anche piccoli gesti contano
Se hai identificato una VOCAZIONE ma non la usi:
- Offri pro-bono le tue competenze a qualcuno che ne ha bisogno
- Insegna quella skill a qualcun altro
- Crea un piccolo progetto personale che la usa
- Cerca opportunità di lavoro che la richiedano
Se hai identificato una potenziale PROFESSIONE:
- Inizia come side project
- Testa l’idea con piccoli clienti
- Crea un MVP (minimum viable product)
- Non lasciare il lavoro finché non è sostenibile
- Ma INIZIA. Anche in piccolo.
L’importanza dell’intenzione
Ti posso assicurare che tutto quello che ho vissuto, le esperienze che ho fatto, le azioni che ho intrapreso, spesso criticate dalle altre persone (famiglia in primis), sono state dei tasselli fondamentali nel percorso che mi ha portato fin qui.
E sai una cosa? Ho la consapevolezza che non è finita.
Perché la vita non è un percorso lineare.
Ho ancora mille cose da imparare, centinaia di esperienze da sperimentare e, immagino, anche tante altre porte chiuse da sfondare.
L’intenzione di cercare il tuo Ikigai è già metà del viaggio
Quando imposti l’intenzione, il tuo cervello inizia automaticamente a:
- Notare opportunità che prima ignoravi
- Fare connessioni che prima non vedevi
- Attrarre persone e situazioni allineate
- Prendere decisioni più consapevoli
Non serve avere tutto chiaro. Serve solo iniziare.
Libri su Ikigai: risorse per approfondire
Se vuoi approfondire il concetto di Ikigai, ti consiglio questi libri*:
- Bettina Lemke, Ikigai. Il metodo giapponese: Trovare il senso della vita per essere felici.
Il libro che consiglio sempre per iniziare. Pratico, chiaro, con esercizi guidati. - Ikigai: The Japanese Secret to a Long and Happy Life di Héctor García e Francesc Miralles.
Il libro che ha reso popolare l’Ikigai in Occidente. Più narrativo, racconta le storie dei centenari di Okinawa. - The Little Book of Ikigai di Ken Mogi.
Breve, denso, profondo. Per chi vuole capire l’aspetto filosofico oltre a quello pratico.
Non rinunciare al tuo Ikigai
Quando mi sento giù di corda, guardo i docufilm sulla natura e, ogni volta che osservo la vita di un animale o di una pianta, mi rendo conto di quanto sia complicata la sua corsa alla sopravvivenza.
Nel suo cammino incontra tanti ostacoli, si deve difendere da tanti pericoli ma niente di tutto questo rovina l’incredibile, meraviglioso incanto del volo dell’aquila reale, del galoppo di un purosangue, delle traversate dei delfini.
La tua vita è unica e io ti auguro di essere felice, non serenə o contentə, FELICE.
Non rinunciare mai a chi sei veramente.
Per niente e nessuno al mondo. Pensa allo spreco di tutto questo valore.
Lascia che il mondo osservi la tua meravigliosa galoppata, il tuo incredibile volo in picchiata, le tue nuotate in mare aperto.
Lascia che io li osservi perché ricordati:
Non smetterò mai di tifare per te!
Hai fatto l’esercizio dell’Ikigai? Raccontami nei commenti: qual è stata la tua scoperta più grande? Cosa ti ha sorpreso di più nel processo?
Se questo articolo ti è stato utile, condividilo con chi sta ancora cercando il proprio scopo. Potrebbe essere esattamente ciò di cui ha bisogno oggi.
E se vuoi approfondire il tuo percorso di crescita personale, esplora gli altri articoli del blog o scopri come posso aiutarti nei miei percorsi:
- Da Crisalide a Farfalla, per chi preferisce il lavoro 1:1
- The WHEEL, per chi preferisce la condivisione e il supporto del gruppo.
P.S. Il tuo Ikigai esiste. Non è un’utopia. Non è riservato a pochi fortunati. È lì, dentro di te, che aspetta solo di essere scoperto. E io sono qui a tifare per te mentre lo cerchi.
*i link a questi libri sono link affiliate. Questo vuol dire che se tu acquisti da questi link, io ricevo una piccolissima percentuale che va a supportare il mio lavoro completamente gratuito su questo blog. Grazie!


Semplicemente GRAZIE DI CUORE!
Questo artucolo arriva al momento giusto!
Un abbraccio.
Ne sono davvero felice! Un abbraccio anche a te.
Bellissima condivisione!
Ti ringrazio. È un discorso lungo che ha molte sfaccettature ma cerco di portare il mio punto di vista, basato sulle mie esperienze personali.
È veramente molto interessante! Ho una passione forte per la cultura orientale e ho apprezzato il tuo approfondimento! Buona giornata!
Buona giornata a te 🙂
Commento sparito, che nervi. Qual è il senso, qui? Comunque… Il mio percorso di crescita spirituale mi porta sempre più vicina a te. Aggiungerei una cosa: la mission non è qualcosa che vedi precisa e intera. Si scopre passo passo. Per contro, la direzione invece è questa di passione e talenti. E poi ci vuole il tuo coraggio, sento la tua grinta. Pensa un mondo dove ognuno fa quello che ama. Perché per me… questo è lo scopo del mondo.
È proprio questo che intendo: pensa un mondo in cui le persone sono felici e consapevoli del dono che possono offrire agli altri? E posso dirti che sono abbastanza certa che non sia un’utopia, una di quelle cose tipo reginette di bellezza che parlano di “pace nel mondo”. Penso davvero che sia fattibile se ogni persona diventa consapevole di ciò che è.