Sbagliare è un’occasione: come trasformare l’errore in consapevolezza

In sintesi: l’alchimia dell’errore

  • Oltre il perfezionismo: perché voler essere perfette/i ci rende, paradossalmente, inadeguate/i.
  • Neuroplasticità: il cervello impara e si evolve attraverso il feedback dell’errore.
  • Storie di “sbagli” magici: come l’adozione, un libro autoprodotto e un giro del mondo hanno riscritto la mia vita.
  • Il tocco della Counselor: accogliere le proprie cicatrici per smettere di averne paura.

*articolo aggiornato a febbraio 2026

La gabbia del “non mi è stato mai concesso di sbagliare”

Non mi è stato mai concesso di sbagliare.

Prima dalla vita, dalle circostanze in cui ero nata. C’era già troppo di sbagliato, troppa gente che sbagliava. Io non potevo. Poi da me stessa. Avevo imparato così. Dovevo essere perfetta, tranquilla, non dare problemi.

Non che servisse a vivere bene, anzi.

La trappola del perfezionismo

Ma il perfezionismo è una trappola. Essere perfettə ti fa sembrare estremamente inadeguata.

Perché non si può essere perfette/i. A volerlo essere troppo, da qualche parte “sbordi”. Fai gaffes, lasci che non ci sia filtro tra ciò che pensi e ciò che dici. In fondo sei una sincerə, onestə fino al midollo, non sei capace di dire bugie e, quando ci provi, duri dieci secondi al massimo sbuffando impietosamente in una risata isterica.

Io ‘na povera matta!

La pillola della Counselor: nel Counseling chiamiamo questo meccanismo “il sabotatore interno”. È quella voce che ci chiede perfezione per proteggerci dal giudizio, ma che finisce per soffocare la nostra autenticità. Sbagliare, in realtà, è l’unico modo per lasciare che la nostra vera natura emerga, anche attraverso una risata isterica o una gaffe.

Dalla bambina “dark” alla donna a colori: la mia storia

C’è stata una versione di me silenziosa, cinica, una piccola Alice nel paese delle meraviglie in versione dark. Ero la “pecorella nera” solo perché non ero come loro. Mi rifugiavo tra i miei padri intellettuali, Pessoa e Bukowski, cercando di capire perché il mondo mi sembrasse così stretto.

Sbagliare è una grande opportunità

Poi è arrivato il Buddismo, e con lui la consapevolezza che quello che pensavo era “casa”. Alice ha svestito i panni neri e si è riempita di rosso, viola e azzurro. E sai una cosa? Ho ricominciato a giocare e, finalmente, a sbagliare in grande.

C. Bambina felice alla ruota del parco dopo aver superato la paura di sbagliare

I miei “sbagli” più grandi (che hanno guarito la mia anima)

Oggi, come Counselor, guardo a quelli che il mondo chiamava errori e vedo solo tappe fondamentali del mio cambio di rotta:

  • L’adozione: mi dicevano che mi stavo precludendo un’esperienza. Io ho ascoltato il cuore e sono diventata la mamma che dovevo essere.
  • Safari, il mio libro: autopubblicarlo sembrava un errore folle. È stato l’inizio di una pioggia di recensioni meravigliose e di connessioni umane incredibili.
  • Il giro del mondo (RWT): “Parti da sola? Con una bambina?”. Quello “sbaglio” gigantesco ha creato memorie indelebili e ha guarito il mio corpo e la mia anima.

Il punto di vista delle neuroscienze: quando usciamo dai binari tracciati dagli altri, il nostro cervello attiva nuove aree prefrontali. L’errore “voluto”, ovvero la scelta coraggiosa che gli altri non capiscono, è il motore della neuroplasticità. Stiamo letteralmente insegnando alle nostre sinapsi che siamo libere/i.

Donna al contrario al mare Arenella riflette su crescita personale e cambiamento di vita

Cosa vuol dire davvero “ho sbagliato”?

Ma non sarà che forse questo non è sbagliare?

Che in fondo tutti sbagliano nella vita, fanno scelte sbagliate o che più semplicemente sbagliando s’impara qualcosa di più?

Forse è seguire il proprio istinto. È andare nella direzione del cuore. Che forse solo lì c’è scritto cosa va bene per noi e soltanto per noi?

Che siamo nate/i per qualcosa, per fare un percorso tutto nostro, unico, che non deve per forza seguire il pensiero della massa, anche di chi ci ama e che pensa al nostro bene?

E in fondo chi lo sa davvero qual è il nostro bene? A volte nemmeno noi, almeno non la nostra testa.

Perciò, sì, sbagliare è stata una grande occasione!

L’occasione migliore per sperimentare.

E forse mi va di sbagliare ancora e portare le mie cicatrici a scoprire nuove meravigliose scoperte.

Ché la vita è solo questa (anche se credo nella reincarnazione), è solo questa quella che mi ricordo, che vivo, che respiro, e siccome non so quanto durerà, voglio poter sbagliare ancora.

Ancora, ancora e ancora.


FAQ: capire e trasformare l’errore

Perché ho sempre paura di sbagliare?

La paura di sbagliare nasce spesso dal perfezionismo appreso nell’ambiente familiare o dalle pressioni della società. A livello profondo, il nostro cervello associa l’errore a un pericolo sociale o a un fallimento della nostra identità, attivando una risposta di ansia preventiva che ci tiene immobili nel “bozzolo”.

Come superare la paura di sbagliare?

Il primo passo è cambiare prospettiva: riconosci che l’errore è neuroplasticità in azione. Il cervello impara e si evolve proprio attraverso il feedback, anche quello negativo. Ogni sbaglio non è una sentenza, ma un’opportunità di ricablare i tuoi schemi mentali e scoprire nuove soluzioni.

Gli errori possono essere positivi?

Assolutamente sì. Gli errori sono il motore della crescita personale. Senza la possibilità di sbagliare, non esisterebbe la sperimentazione. Fallire ci permette di scoprire strade che non avremmo mai considerato e di costruire una resilienza autentica, quella forza che nasce proprio dalle nostre cicatrici.

Verso la tua trasformazione: i tuoi sbagli come orgoglio

Se senti che i tuoi “sbagli” ti pesano sulle spalle invece di essere le tue ali, nel mio percorso Da Crisalide a Farfalla lavoriamo proprio su questo: trasformare il senso di colpa in consapevolezza e il fallimento in un nuovo battito d’ali.


E tu? Qual è stato il tuo “meraviglioso sbaglio”? Quello che ti ha insegnato chi sei veramente?

Raccontamelo nei commenti o, se preferisci, scrivimi in privato. Non siamo sole/i in questo mondo fatato di sbagli.

Buona vita e buoni errori, anima al contrario!

26 commenti su “Sbagliare è un’occasione: come trasformare l’errore in consapevolezza”

  1. Mi piace il fatto che definisci “sbagli” delle scelte di vita che avevi tutto il diritto di fare. E adoro il fatto che ne vai orgogliosa! Secondo me, le scelte migliori sono proprio quelle fatte in barba a chi dice che invece non le dovresti fare!
    Il mio meraviglioso “sbaglio” è stato andare a convivere con un uomo che conoscevo da neanche un anno. Non contenta, ho aggravato il mio errore accettando di sposarlo, cosa che farò il prossimo maggio.
    Ci sono un sacco di altri “errori” che vorrei fare, che sogno di fare da così tanti anni, ma ho sempre paura di fare il passo. Ma so che lo posso fare. Dovrò solo chiudere gli occhi e… andare!

  2. Beh, complimenti per i tuoi sbagli! A me sembrano davvero splendidi, nonostante tutto. Se hai fatto delle determinate scelte, a discapito del parere altrui, significa che era ciò che in quel momento, nel profondo, desideravi. Sono state quelle scelte ad aver “costruito” la persona che sei ora.
    Il mio sbaglio? Finora soltanto uno, abbastanza pesantuccio. Aver assecondato i miei nella scelta della scuola superiore, optando per quella più “utile”. Certo, ho trovato subito lavoro; una fortuna, al giorno d’oggi. Ma sono 7 anni che lo faccio, e lo detesto, e temo di non esser capace di fare altro… Perciò non trovo mai il coraggio di cercare altrove. Il contratto a tempo indeterminato in questo caso non aiuta… Chissà, magari un giorno…
    Complimenti per l’articolo!

    1. unadonnaalcontrario

      Sai, alla fine credo dipenda esclusivamente da noi. Avere paura o dubbi è assolutamente normale. Il punto è che ad un certo punto dobbiamo decidere se vogliamo essere felici o accontentarci. È una scelta. Non giudico mai quale sia la scelta migliore ma sinceramente penso che valga la pena rischiare. Se hai un lavoro a tempo indeterminato, puoi chiedere un’aspettativa in modo da “tentare”. Ritroveresti comunque il tuo lavoro se le cose non andassero come desideri tu 🙂 È un buon paracadute, direi

      1. Certo, accontentarsi non è mai la soluzione. Ci sto lavorando, comunque Purtroppo dove lavoro io l’aspettativa non è contemplata… oltre al fatto che le mie colleghe verrebbero a prendermi a casa con la forza XD

        1. unadonnaalcontrario

          Sono certa che hai tutte le possibilità per trovare la “tua” soluzione. A volte c’è bisogno di un po’ di tempo per “lavorarci”, come giustamente stai facendo. Questo è già un ottimo inizio. Da parte mia tutta la fiducia dell’universo 🙂

  3. Ottimo post e bellissima riflessione! Devo dire che i tuoi “sbagli” sono stati davvero meravigliosi! Mi piacciono tanto le persone che non hanno paura di sognare, di agire, di inseguire un desiderio e differenziarsi dalla società e dalle masse. Anche io ne faccio tanti di sbagli… ma come faremmo senza di loro?! 🙂

  4. Se dovessi scriverti anche io tutti i miei sbagli credo che ti occuperei lo spazio di tutto il blog! ahahah! Ad ogni modo credo che gli sbagli servano, almeno in parte. proprio ieri ho letto una frase che diceva che in tutti gli sbagli c’è almeno una cosa positiva, ed è a questo che mi aggrappo! Cercare sempre e comunque anche quella piccola e unica cosa positiva, perchè è proprio quella che ti fa cambiare il modo di vedere ogni cosa. 🙂

    1. unadonnaalcontrario

      Io penso che a volte siano proprio esperimenti. Qualche volta si trasformano in sbagli, altre in opportunità, in scoperte, in meraviglie che se non avessimo avuto il coraggio di fare, accettando il rischio, non avremmo mai vissuto

  5. Bellissima riflessione! e sono molto d’accordo con te sul fatto di assolutamente non essere come la massa vuole imporci. Ti stringo la mano perchè anch’io di sbagli ne ho fatti davvero tanti, ho quasi l’imbarazzo della scelta!! ci penso e ti dirò se mi viene in mente qualcosa!

    1. unadonnaalcontrario

      Eh, sì, ti capisco bene. A volte sono pure troppi 😀 ma va bene così se l’intenzione è positiva e se il cuore è puro

  6. Questo post è bellissimo. Non è da tutti raccontare i propri “sbagli” in pubblico e raccontarli con l’ironia ma allo stesso tempo la profondità che hai fatto tu ! Continua la tua vita come hai sempre fatto, che in realtà sono gli altri a sbagliare.

    1. unadonnaalcontrario

      Che belle le tue parole! Mi incoraggiano tantissimo. A volte si fa fatica a raccontarsi ma qualche volta serve perché là fuori c’è tanta gente che pensa di “sbagliare” e non sa che, a volte, è solo “sperimentare”. Scrivo spesso per condividere perché c’è chi non riesce a farlo e si sente sola/o. Mi auguro che così si senta un po’ meno sola/o

  7. Ho letto un bel libro di racconti: Figure di Merda. Scusa la parolaccia, ma si intitola proprio così. Sono le figure di M… raccontate da famosi scrittori. Ce n’è uno fantastico che ho fatto diventare il mio mantra: narra la figura di m… fatta da un adulto e del disagio provato per interposta persona da parte del nipote adolescente. Questo significa che quello che ti sembra uno sbaglio o una gaffe e che vivi come tale ad un’età, quando poi diventi più grande lo considererai solo un momento della vita necessario a farti crescere e a farti diventare quello che sei.
    PS. non ti racconterò i miei sbagli e le mie gaffes, altrimenti sarei costretta… ad ucciderti. :-))))))))))))))

    1. unadonnaalcontrario

      No, fantastico questo libro. Lo prenderò senz’altro. E per quanto riguarda gaffes e sbagli. io sono una campionessa. Ahahah!

  8. Pensieri rotondi

    Ci sono due tipi di sbagli: quelli che gli altri chiamano così, e quelli che tu consideri tali. Io credo che nessuno di questi che citi, tu l’abbia mai considerato uno sbaglio: questi si chiamano coraggio. Quelli che invece giudichiamo sbagli noi stesse, sono quelli che portano sofferenza a noi e agli altri, che vorremmo non avere commesso. Non lo so, se tutto serva a crescere, certi sbagli si fanno e basta, erano inevitabili, erano quello che potevamo in quel momento. La cosa importante è non restare con i sensi di colpa, coi rimpianti e i rimorsi oltre un lecito tempo di umana reazione, diciamo così…

    1. unadonnaalcontrario

      Diciamo che, chiamandoli “sbagli”, ho voluto lanciare una piccola provocazione/riflessione. Alcuni sono stati davvero sbagli, infatti ho scritto che hanno provocato ferite laceranti, ma quello che più mi premeva era raccontare l’esperienza di chi non ha potuto sbagliare per anni e poi si è concessa di farlo, nel bene e nel male. E in quel bene e male ha trovato anche tante splendide sorprese

  9. Raccontare i propri “sbagli” non è mai facile. Tu hai svelato un lato di te, della tua personalità e della tua anima, in modo così semplice e naturale eppure così profondo. Tutti sbagliamo nella vita, o almeno tutti così crediamo, così siamo abituati a pensare. La verità è invece che viviamo esperienze.Esperienze che a volte lasciano segni solcati nella carne che non andranno mai via, o cicatrici nel cuore che non si rimargineranno mai. Ma sono queste stesse esperienze che ci formano, che ci portano ad essere chi siamo oggi. Così quello che credevamo sbaglio è stato un’opportunità, per usare le tue parole. Oppure è stato un insegnamento. Lo sbaglio più grande che possiamo commettere è quello di non voler sbagliare a tutti i costi, quello di voler assolutamente soddisfare le aspettative degli altri, le scelte degli altri. Ma quando seguiamo noi stessi, quando facciamo ciò che il cuore ci porta a fare, allora questi non sono sbagli. Sono solo esperienze. Io sto imparando piano piano a vederla così. Anche se non è facile, devo ricordarmi di me stessa e devo imparare a vederla così! <3

    1. unadonnaalcontrario

      Come dici tu, devo ricordarmelo ogni volta. Quando non hai potuto sbagliare o non ti è stato concesso di farlo, aldilà dei giudizi e delle circostanze, impari a tentoni, un po’ come quando i bimbi cominciano a camminare e cadono spesso. Noi però non abbiamo i pannolini ad ammortizzare il colpo 😀

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