“IL POTERE DI ADESSO”… MA CHI ME L’HA FATTO FARE?!

“IL POTERE DI ADESSO”… MA CHI ME L’HA FATTO FARE?!

Questa è la prima cosa che ho pensato quando ho finito di leggere “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle.

Ma come potevo immaginare che questo libro fosse tanto difficile da raccontare?

L’ho letto, sottolineato, riletto quello che avevo sottolineato e l’unica cosa che percepivo è: NON CI CAPISCO NULLA MA SENTO CHE HA RAGIONE!

In effetti non è con la mente razionale che Tolle chiede di approcciarsi alla sua esperienza. Ma andiamo con ordine.

IL PRESENTE È TUTTO QUELLO CHE HAI

 

Eckhart Tolle viene considerato un maestro spirituale. Questo dopo aver vissuto lui per primo un’esperienza di “illuminazione” e aver approfondito successivamente tale esperienza con altri maestri spirituali. Vi dico subito che questo inizio non mi ha conquistata per niente, forse perché mi ricorda un linguaggio new-age che non fa molta presa su di me. Però mi sono fidata. Ho deciso di continuare a leggere.

E ho fatto bene.

In tutto il libro c’è una frase ricorrente: «Il presente è tutto ciò che hai

Tolle spiega che l’unica salvezza possibile, l’unica libertà, l’unica occasione per essere veramente se stessi è nell’Adesso. Ritorna il concetto dell’inesistenza del tempo, di un tempo che in realtà distoglie dalla vera potenzialità dell’individuo.

Facendo caso alla mia mente (perché poi per me quello che conta è la vita reale, non le belle parole e quindi devo sperimentare), ho notato che i pensieri passavano da ricordi passati a proiezioni future in un fluttuare continuo.

Difficilmente stavano qui e ora. Provate a farci caso.

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Notate i post-it… non pochi, eh? 😉

L’ultimo mese mi ha “regalato” situazioni in cui ho potuto sperimentare questo meccanismo. Troppi problemi, uno dietro l’altro, impossibili da risolvere nell’immediato e faticosi da gestire tutti insieme.

Ho voluto provare a seguire i consigli di Eckhart Tolle e ho provato a rimanere nel qui e ora in ogni occasione, cercando di fare solo quello che potevo fare in quel momento. Non angosciandomi in elucubrazioni su cosa sarebbe accaduto in futuro o cercando di trattare i problemi secondo le esperienze passate, soltanto facendo appello alle mie risorse in quell’istante. Adesso, appunto.

«“Che ore sono? Che giorno è oggi?” [… ] La quercia e l’aquila sarebbero sconcertate da una simile domanda. “Quali ore” chiederebbero? “Be’, ovviamente è adesso. L’ora è il presente. Che altro esiste”?»

Facendo il passo che avevo da fare in quell’istante, sono riuscita ad affrontare ogni momento per quello che c’era da fare. Una cosa alla volta. Non giudicando, ma soltanto osservando e lasciando fluire le cose. È più complicato a dirsi che a farsi. Come dico spesso: se ce l’ho fatta io, può farlo chiunque.

 

CERCANO SEMPRE QUALCOSA

 

«Carl Jung racconta di una conversazione con un capo indiano d’America, nella quale costui gli fece notare che […] la maggior parte dei bianchi aveva un volto teso, lo sguardo fisso e un aspetto crudele. Disse: “Cercano sempre qualcosa. Che cosa cercano? Ai bianchi manca sempre qualcosa. Sono sempre a disagio e inquieti. Non sappiamo cosa vogliono. Pensiamo che siano folli.»

Vi ritrovate? Io sì, o perlomeno in passato più che Adesso.

Sempre alla ricerca di qualcosa, insoddisfatta, mai contenta, perché mi hanno inculcato la corsa al miglioramento della mia vita secondo valori che, a guardarli oggi, non condivido più. Certo, è un bene mirare al miglioramento della nostra vita e agire in quella direzione, ma su cosa si basa questo miglioramento? Sull’avidità, sull’insoddisfazione, o su una modalità di vivere differente?

E su questo cerca di far riflettere Tolle: quel differente, ripete ancora, si trova solo nell’Adesso. Condividi il Tweet

ELIMINARE LA NEGATIVITÀ

 

«“Come possiamo eliminare la negatività?”

Lasciandola cadere[…] Come fai a lasciar cadere un bagaglio pesante e inutile che ti stai portando dietro? Riconoscendo che non vuoi più patire quella pena né portare oltre quel peso e quindi lasciandolo andare.»

Il tema del “lasciar andare” per me è davvero una spada di Damocle. Faccio una fatica enorme a lasciar andare. Ci provo, so che mi fa bene farlo, ma l’abitudine a controllare, la “paura” che mi sfugga qualcosa, spesso prevale. Invece poi mi accorgo che, trattenendo, mi blocco. E non solo metaforicamente ma proprio nel fisico. Che trattenere è deleterio, che mi fa male.

Pensate quanto è più forte l’abitudine a stare male, a quello che conosco, anche se so che non mi fa bene, piuttosto che fidarsi della vita, di quella parte pura della vita, quella che soffia in ogni essere vivente, in ogni forma della natura, nell’aria stessa?

Non ci fidiamo perché non la conosciamo, è un mistero e ci fa paura.

Eppure nella mia esperienza, sono proprio i momenti in cui mi sono lasciata andare completamente all’ignoto, in cui mi sono fidata totalmente della vita, quelli che mi hanno regalato emozioni più forti e hanno cambiato quello che sembrava non poter cambiare.


Ci sarebbe tanto altro da scrivere su questo libro. E lo farò perché c’è un altro argomento che vorrei approfondire e al quale mi sembrava corretto dedicare un post a parte.

Inoltre mi piaceva chiudere qui per riflettere, per approfondire, ma soprattutto per sperimentare… sempre se ne avete voglia. Perché mi incuriosisce sapere anche da voi che idea avete di questo argomento.

Vi lascio con un’ultima frase:

«Il tuo viaggio esteriore può contenere milioni di passi; quello interiore ne ha solo uno, ed è il passo che stai facendo ora. Se ne diventi profondamente consapevole, ti renderai conto che contiene dentro di sé tutti gli altri passi e anche la destinazione

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7 thoughts on ““IL POTERE DI ADESSO”… MA CHI ME L’HA FATTO FARE?!

  1. Ultimamente leggo molti libri del genere e la mia filosofia di vita è completamente cambiata. Il mio approccio, la mia felicità. Ho affrontato un periodo difficile, ci sono ancora dentro, eppure le consapevolezze a cui sono giunta mia permettono di sorridere di una gioia reale. Grazie per questo post così dettagliato 🙂

    1. Grazie! Mi interessa sapere quello che ne pensi. Quindi quando lo leggerai, batti un colpo… che non si smette mai di imparare

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