Cosa vedere a Scicli: i luoghi di Montalbano

Cosa vedere a Scicli: i luoghi di Montalbano

Ricordo ancora quando, nei miei primi anni milanesi, riconoscevo nelle persone molta ignoranza riguardo la mia terra.

Non era assolutamente loro responsabilità.

Il nostro cinema, le serie tv, hanno da sempre descritto la Sicilia quasi unicamente come terra di mafia e arretratezza, dove le uniche cose belle sono il mare e il cibo.

Mi ricordo di un amico del mio fidanzato dell’epoca che gli chiedeva se mio padre avesse la lupara in casa. Ora, a me, conoscendo la figura panteistica ed estremamente dolce di mio padre, venne davvero da ridere ma, poi, riflettendoci, ho capito quanto il resto dell’Italia avesse poca conoscenza della mia terra e della sua gente. I tempi delle donne in chemisier nero col tuppo* io stessa non li avevo mai conosciuti. L’idea perciò che ci fosse ancora gente che pensasse stessimo ancora in quelle condizioni, mi sembrava assurda. E invece non lo era poi così tanto.

Persino l’entroterra è cambiato e luoghi come Scicli, che un tempo erano paesini poco noti nonostante la loro immensa bellezza, sono venuti fuori grazie a quello stesso cinema che rendeva la mia terra fossilizzata nel tempo. Oggi che il mio lavoro è mostrare tramite i social e il web la bellezza del nostro mondo, mi piace raccontare la mia terra per quella che è adesso nel XXI secolo e, dopo avervi portato a conoscere Siracusa e le spiagge più belle della Sicilia orientale, vi racconto qualcosa di più sui luoghi di Montalbano e su una delle cittadine più belle della mia isola preziosa: Scicli.

Cosa vedere a Scicli in un giorno

In effetti un giorno è un tempo ragionevole per visitare questo piccolo comune, in provincia di Ragusa, dichiarato nel 2002 dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità. Vi condurrò in un itinerario a piedi tra i luoghi che, a mio parere, non potete assolutamente perdere di questa piccola perla del Barocco.

Piazza Italia

Parcheggiate la macchina in Corso Mazzini e da qui proseguite a piedi imboccando come prima tappa Piazza Italia. Chi mi conosce sa che amo chiacchierare con la gente del luogo che visito e vi posso dire che Piazza Italia a Scicli è il posto perfetto per chi ha la mia stessa abitudine. Troverete infatti diverse persone sedute a rifriscari** sotto l’ombra degli alberi, immerse in quelle attività lente che troverete qui come tra le strade di Capo Verde e in qualunque luogo assolato del mondo. Sì, qualche volta è vero che “tutto il mondo è paese”.

La Chiesa Madre

Chiesa Madre a Scicli
La chiesa Madre in Piazza Italia

Il primo edificio importante che incontrerete lungo questo itinerario su cosa vedere a Scicli si trova proprio in Piazza Italia ed è la chiesa Madre di Sant’Ignazio di Loyola. Risale al 1600 ma già alla fine del secolo venne devastata da un terribile terremoto. La chiesa che vedete oggi risale alla seconda metà del 700. Uno dei suoi tratti distintivi è la Madonna guerriera che in sella ad un cavallo, con la spada in mano, lotta contro gli invasori.

Palazzo Beneventano

Palazzo Beneventano a Scicli
Palazzo Beneventano

Poco più avanti, girando in Via duca D’Aosta, vi ritroverete davanti Palazzo Beneventano. Impossibile non notarlo per via degli splendidi ma anche paurosi mascheroni. Dicono tra le stradine di Scicli (locals docet) che la Famiglia Beneventano fece costruire questo palazzo di fronte alla residenza di una delle famiglie più potenti della città con il preciso intento di manifestare il suo potere. Per questo l’edificio è in una posizione più alta rispetto a quello dell’altra famiglia e anche gli elementi estetici come i famosi mascheroni, ispirati alla crudeltà dei Saraceni e dei pirati del Mediterraneo, sono stati realizzati con lo spirito di intimorire gli spettatori esterni. Con in alto le due teste di moro con turbante, simbolo della famiglia Beneventano, questo Palazzo è senz’altro uno degli esempi più incredibili del tardo barocco siciliano.

Chiesa di San Bartolomeo

Cosa vedere a Scicli Chiesa di San Bartolomeo
La chiesa di San Bartolomeo

Riscendendo per via Anita Garibaldi e Via di San Bartolomeo (ma io vi consiglio di prendere via Loreto se, come me, amate i vicoli con i panni stesi e i saliscendi), arriverete in un largo spiazzo e qui potrete trovare rifugio nei giorni di grande caldo dentro la bella e “fresca” Chiesa di San Bartolomeo.

Si trova proprio al centro della Cava di San Bartolomeo. A differenza della Chiesa Madre ha resistito al terremoto del 1693 ma fu comunque restaurata per via dei numerosi danni. Una delle cose imperdibili di questa splendida chiesa di Scicli è il presepe risalente al 1700, con 29 statue in legno, opera di Pietro Padula.

Chiafura e la Chiesa di San Matteo

Vista Scicli IG Unadonnaalcontrario
La vista dalla Chiesa di San Matteo

E dalla Chiesa di San Bartolomeo comincia la salita lungo il quartiere di Chiafura che, come diceva Pasolini, ricorda una “montagna del purgatorio, coi gironi uno sull’altro”***. A prima vista, potrebbe richiamare alla mente Matera, per via delle cavità nella roccia dove, un tempo, la gente viveva in condizioni precarie e che abbandonò per una vita migliore negli anni ’60.

Al termine di questa che potrebbe sembrare una salita verso l’inferno, in verità troviamo uno splendido paradiso, almeno lo è stato per me. In cima, infatti, proprio dai piedi della Chiesa di San Matteo, potrete ammirare un paesaggio unico al mondo: il dedalo di viette e di saliscendi che caratterizza Scicli fino a scorgere in lontananza il mare.

La chiesa di San Matteo pare risalire al 313 d.C. Era l’antica Chiesa Madre di Scicli ma, dopo il terremoto del 1693, fu lasciata in condizioni disastrose privilegiando la ricostruzione del paesino a valle. Ci furono dei tentativi di ripristino di iniziativa cittadina ma non vennero mai portati a termine in forma definitiva. Diciamo che, anche se non si può visitare all’interno, sarebbe davvero un peccato non affrontare la salita e non godere di quel paesaggio.

Il Municipio e i luoghi di Montalbano: cosa vedere a Scicli e dintorni

Luoghi di Montalbano Commissariato di Vigata
Il municipio di Scicli

Ritorniamo a valle perché alcuni di voi probabilmente si saranno chiesti: “Ma il commissariato di Vigata? Te ne sei dimenticata?”.

Ovviamente no, dearie.

Che Vigata non fosse Scicli quando Camilleri la ideò nella sua mente è ben risaputo da tutti gli amanti dei libri su Montalbano. Fu il regista della fiction tra le più popolari d’Italia, a decidere dopo vari sopralluoghi di imbastire il set cinematografico tra Scicli, Modica e Ragusa, facendo di Scicli il punto focale di questa città immaginaria che oggi forse per molti non è più così immaginaria.

Il famoso commissariato di Montalbano è l’attuale municipio di Scicli e si trova su Via Francesco Mormina Penna, che con le sue chiese settecentesche e i palazzi di epoca subito successiva, rappresenta al meglio lo stile tardo barocco della cittadina siciliana.

Se invece è la casa di Montalbano la vostra meta del cuore, dovrete rimettervi in macchina e raggiungere Punta Secca. La troverete facilmente non solo per la fila di persone che si dedicano un selfie davanti alla porta di casa ma anche perché oggi, proprio alle spalle della casa, si trova la statua del buon Camilleri.

Prima di Montalbano, Scicli era un territorio che non conosceva il turismo. Se questo da un lato ne garantiva l’autenticità, dall’altro limitava la possibilità di conoscere una terra tanto bella e culturalmente immensa. Non tutta la fama vien per nuocere, non credete?

Cosa mangiare a Scicli

Non posso consigliarvi ristoranti o bistrot come di solito faccio, perché non ho avuto, ahimè, l’occasione di provarne visto che ho visitato Scicli in una mezza giornata.

Ma non sia mai che vi lasci a “bocca asciutta”!

Eccomi dunque a consigliarvi una chicca: un dolce tipico di Scicli da gustare in una piccola pasticceria consigliata proprio in una delle mie chiacchierate locali, sempre più utili di molte app, almeno per la mia esperienza. La pasticceria si chiama Dolceria Giannone e il dolce in questione è la testa di turco, un enorme bignè che “dovrete” farvi riempire di ricotta. Sì, c’è anche la variante con la crema di nocciola o cioccolato, ma secondo voi si può rinunciare alla ricotta sicula? Giammai!!!

*tuppo= chignon

**rifriscari= prendere un po’ di fresco

*** citazione da “Vie Nuove” n° 22, Maggio 1959

2 thoughts on “Cosa vedere a Scicli: i luoghi di Montalbano

  1. Purtroppo è vero, le serie TV condizionano il pensiero che molte persone hanno riguardo i luoghi usati come set. Non avevo mai considerato questo aspetto prima ma ora che me lo fai notare non posso fare a meno di essere d’accordo con te!

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