La Cattedrale di Noto articolo cosa vedere a Noto

Cosa vedere a Noto: capitale del barocco siciliano

Delle città del barocco siciliano, lei è la regina.

E come potevo io non omaggiare questa sovrana della mia terra a modo mio, al contrario?

Preparati a un viaggio sensoriale in un’epoca lontana e lascia che io sia la cantastorie di questo sontuoso “giardino di pietra”*: Noto, “la capitale del barocco siciliano”.

Pronta/o?

*Definizione di Cesare Brandi.

Porta Reale Noto
Porta Reale foto di @giulietta_sparacino_ tra le cose da vedere a Noto

Cosa vedere a Noto in un giorno

Chiudi gli occhi. Concentrati sul tuo respiro. Inspira ed espira. Profondamente.

Ti trovi in un luogo silenzioso.

Indossi un abito regale, con panier di broccato se sei una donna, con cilindro e giacca avvitata se sei un uomo.

Porta Reale

Di fronte a te si erge maestoso un arco di trionfo, è Porta Reale, eretta per la visita di Re Ferdinando II, Re delle Due Sicilie.

È tempo di attraversarla esattamente come fossi una regina e un re.

Le vie cominciano a popolarsi, profumi e brusii si spargono intorno a te.

La Chiesa di Santa Chiara e il convento delle Benedettine

Lungo Corso Vittorio Emanuele incontri sulla sinistra la Chiesa di Santa Chiara.

Varca il portale d’ingresso* e dentro meravigliati perché qui inizia il nostro viaggio nel barocco netino.

Putti, elementi decorativi, le statue dei dodici apostoli, la pala d’altare dedicata ai Santi Benedetto e Scolastica.

Sali le scale e visita la splendida terrazza panoramica* del convento delle Clarisse.

Che meraviglia la vista della Cattedrale da lassù, soprattutto al tramonto quando Noto si tinge di rosa!

*Il portale originario della Chiesa di Santa Chiara oggi è inagibile.

*La terrazza è visitabile con un piccolo contributo.

Chiesa di Santa Chiara Noto
Cosa visitare a Noto: La chiesa di Santa Chiara

La Cattedrale di San Nicolò

È ora di tornare sul Corso. Poco più avanti sulla destra c’è lei, immensa nella grandezza e nella bellezza, la Cattedrale di Noto.

È nel suo centro, in Piazza Municipio, con di fronte l’amico fraterno, Palazzo Ducezio.

In Cattedrale si celebrano matrimoni illustri e, del resto, come potrebbe non essere così vista la sua imponente scalinata, la Cupola, i campanili laterali con la campana e l’orologio.

E dentro non è certamente da meno per gli affreschi della Madonna delle Grazie e dell’Adorazione dei Pastori.

Non c’è dubbio che il suo momento migliore è al crepuscolo quando il candido bianco della facciata si fonde nel rosa della golden hour.

Palazzo Ducezio

Al cospetto della cattedrale, Palazzo Ducezio*, dedicato all’eroe che contrastò la dominazione greca.

Una volta varcato l’ingresso, ti sembrerà di trovarti a Parigi.

C’è un teatro al suo interno e l’affresco sul tetto è proprio in onore del grande condottiero Ducezio, che mostra dove avrebbe voluto sorgesse la sua patria.

C’è un salone, la Sala degli Specchi, con grandi specchi dorati, stucchi e velluti: un inno allo sfarzo del ‘700/’800. 

*Oggi Palazzo Ducezio è sede del Municipio di Noto ed è visitabile. Il costo del biglietto è di 2€.

Palazzo Nicolaci dei Principi di Villadorata

Poco più avanti, sulla destra, imbocca via Nicolaci. Ti aspetta un palazzo principesco e cosa c’è di più barocco di un Palazzo dei Principi?

Ma aspetta ad entrare. Tira su lo sguardo: ci sono balconi sostenuti da figure allegoriche in pietra: sirene, leoni, centauri e molte altre figure mitologiche.

Adesso entra pure, prendi la scala in stile Neoclassico e visita i 90* saloni settecenteschi della famiglia Nicolaci*: la Sala del Tè, la Sala Blu, la Sala da Gioco, il Salone delle Feste sono alcuni dei loro nomi.

Ad accoglierti lampadari in vetro di murano, decorazioni Trompe l’oeil, ceramiche napoletane, figure cinesi, dipinti allegorici e tanto, tanto colore. 

*Oggi sono visitabili 9 saloni. Il costo del biglietto è di 4€, il ridotto di 2€.

*Ancora oggi un’ala del Palazzo appartiene agli eredi dei Principi di Nicolaci.

Chiesa di San Carlo al Corso

Pensi che l’opulenza sia finita qui? Neanche per sogno, altrimenti perché avrei definito Noto la regina del barocco siciliano?

Appena ripreso Corso Vittorio Emanuele, ti troverai di fronte la facciata barocca di San Carlo.

È pura al suo interno con le colonne bianche e l’altare in marmo policromo.

Se gli abiti te lo consentono, ti attende una stretta scala elicoidale per arrivare alla terrazza del campanile*. Anche da qui la vista su Noto è davvero sorprendente.

*Il costo del biglietto per la salita è di 2€.

Cosa vedere a Noto e dintorni

È giunta l’ora di riaprire gli occhi.

Mi auguro che il mio viaggio in un’epoca lontana ti sia piaciuto ma, tranquilla/o, il mio racconto di Noto, patrimonio dell’Unesco dal 2002, non finisce qui.

Svesti gli abiti regali e indossa abiti moderni e comodi perché adesso è arrivato il momento di andare alla scoperta delle cose da vedere nei dintorni di Noto.

L’eremo di San Corrado Fuori le Mura

Per raggiungere l’eremo dedicato al Patrono di Noto, San Corrado Confalonieri da Piacenza dovrai percorrere circa 6 Km dal centro della città.

Puoi prendere la tua auto oppure arrivarci tramite una scala che parte proprio da Noto.

La Chiesa di San Corrado fuori le Mura è naturalmente in stile barocco (orsù, mica poteva essere altrimenti!) ed è letteralmente incastrata nella roccia, all’interno di una grotta visitabile e dove San Corrado, che visse qui dal 1322 al 1351, si riuniva in preghiera insieme ai suoi confratelli.

Eremo di San Corrado fuori le mura
Cosa vedere vicino Noto: L’Eremo di San Corrado fuori le mura. Foto di @cesaresequenzia

Cosa vedere a Noto Antica

A circa 14 Km dalla Noto barocca, sul Monte Alveria, si trova il Parco Archeologico di Noto Antica.

Distrutto completamente dal terremoto del 1693, motivo per cui Noto venne ricostruita più a valle, oggi è un sito silenzioso che tra la vegetazione tipica della macchia mediterranea vede spuntare resti di mura fortificate, di chiese medievali, di palazzi sontuosi.

Ma incredibilmente a Noto Antica troverai anche resti della dominazione greca.

Spiagge di Noto

Se poi vuoi fare un tuffo al mare, ti consiglio di dare un occhio al mio articolo sulle più belle spiagge della Sicilia orientale perché tutte, da Vendicari a Calamosca, da Marzamemi all’Isola delle Correnti si trovano proprio nei dintorni di Noto.

Le altre città del barocco siciliano

Se invece vuoi proseguire il tuo viaggio nella Val di Noto e nel Barocco Siciliano, ti consiglio di visitare Scicli, Modica e Ragusa Ibla e, mi raccomando, non tralasciare Siracusa!

Cosa fare a Noto

Cosa vedere a Noto
Cose da vedere a Noto

Infiorata di Noto

Maggio, si sa, è il mese dei fiori e proprio a maggio, la terza domenica del mese, le strade di Noto si riempiono di visitatori vicini e lontani per una delle infiorate più belle d’Italia.

L’Infiorata di Noto riveste via Nicolaci di quadri floreali, opere d’arte di grandi maestri che ogni anno hanno un tema differente. Una vera e propria ode alla Primavera.

Strada del Vino in Val di Noto

Se sei amante del vino, in particolar modo di quello siciliano, non puoi perdervi un tour lungo la strada del vino della Sicilia orientale, tra vigneti e cantine locali.

Ci sono due itinerari del vino ben segnalati, uno che va nell’entroterra verso Rosolini e Ispica e uno che va verso il mare, tra Avola e Pachino.

Dove mangiare a Noto

E mica ti lasciavo a “pancia vuota”? In Sicilia, poi, giammai!

Ti lascio tre consigli su dove mangiare a Noto: un ristorante, una pizzeria e una pasticceria.

Partiamo dal ristorante. Mi piace la cucina siciliana e mi piace anche l’innovazione, la rivisitazione dei piatti con l’umiltà di riconoscere la grandezza delle materie prime. Per questo… 

… Il mio primo consiglio è Il Dammuso, dove la tradizione di ri N’tina è “ricucita” da Simon in un “nuovo vestito dei tempi moderni”.

Se sei a Noto con i bambini, probabilmente avranno voglia di una pizza ed il mio secondo consiglio è quello di una pizzeria in una location super bella.

Sto parlando della Pizzeria Orto di Santa Chiara, sì, sì, proprio quello della Chiesa di Santa Chiara. La pizza è buonissima ma ha anche un’ottima carta dei vini e delle patate al rosmarino stratosferiche.

E dulcis in fundo, il dolce. Va bene, qui non c’è storia che tenga. Anzi la storia c’è perché il Caffè Sicilia è aperto dal 1892 e come giustamente dicono loro, è “una scuola di pensiero unica al mondo”. Buonissimo tutto ma il mio dolce preferito è il biancomangiare, un budino alle mandorle che mi riporta subito alla mia infanzia.

Adesso non mi resta che augurarti buon appetito, ehm, buon viaggio!

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