Perché abbiamo bisogno di Good News!

Sì, sto parlando proprio di Good News, delle belle e sane Buone Notizie.

Di solito mi guardo bene dal parlare di attualità. Non è il mio mestiere e so che questa non è la sede giusta.

Ma credo che per tutte/i noi sia difficile non essere coinvolte/i dalle brutte notizie che i TG ci propinano.

È da qualche tempo ormai che faccio fatica a guardarli. Lo confesso.

Soprattutto nelle ore in cui si mette qualcosa nello stomaco.

Mi rendo conto che sia giusto e necessario essere informati su quello che accade intorno a noi, nel mondo in cui viviamo, nel mondo in cui lavoriamo, facciamo crescere i nostri figli e ci sbattiamo per realizzare i nostri sogni.

È giusto essere informate/i, ma qualche volta mi viene in mente che ci sia una specie di “corsa alla disgrazia”.

Lo so, sto dicendo qualcosa di forte, e non voglio accusare i giornalisti di “cercare la notizia brutta che fa audience”. Ma qualche volta lo penso, lo ammetto.

E qualche volta le cose sono diverse, e spero, farà cambiare la mentalità di chi fa informazione.

Good News

Le Good News fanno audience

Sì, lo so, sembra strano ma, ehi, qualche volta l’audience ce l’ha la Good News, la Buona Notizia.

Il momento in cui si ritrova viva una persona rapita, in cui la luce si accende sui soccorritori, la loro gioia e gli sguardi nel momento in cui hanno tirato fuori quell’essere umano.

Si riaccende in loro e in tutte/i noi la speranza e il desiderio di ritrovare anche altre persone, di assistere ad altre buone notizie.

Nell’ultimo anno ho fatto attenzione a quest’aspetto dell’informazione dei media. E sono andata a cercarmi altri “luoghi” di informazione.

Luoghi, prevalentemente sul web, dove c’è chi parla non solo di catastrofi, politici ignoranti e omicidi.

Luoghi in cui si diffondono le Buone Notizie.

Luoghi in cui si parla soprattutto del buono che c’è in questo nostro mondo.

Luoghi che alimentano la speranza e la fiducia nella vita e nelle persone.

Siamo diventati un popolo cupo, sospettoso. La conquista della globalità ci ha fatto rinchiudere dentro confini inesistenti se non perché li abbiamo costruiti noi.

Come le buone notizie influenzano il nostro cervello

Gli effetti sul sistema nervoso

Il nostro cervello è programmato per reagire con maggiore intensità alle notizie negative: è un meccanismo evolutivo di sopravvivenza, noto come negativity bias.

Ma questo non significa che le buone notizie non abbiano impatto. Anzi!

Quando leggiamo una notizia positiva, il sistema nervoso autonomo reagisce con un abbassamento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e un’attivazione del sistema parasimpatico, che favorisce rilassamento e benessere.

In altre parole, una buona notizia non è solo “una bella cosa da leggere”, ma un vero e proprio stimolo fisiologico che aiuta il nostro organismo a uscire dallo stato di allerta cronica.

Nel tempo, nutrirsi di notizie che generano emozioni positive può favorire una maggiore resilienza emotiva, ridurre la percezione del pericolo costante e riportare il sistema nervoso verso un equilibrio più sano.

Good news e ormoni della felicità

Le buone notizie non agiscono solo sul sistema nervoso, ma stimolano anche la produzione di ormoni legati alla felicità e al benessere.

Notizie che parlano di gentilezza, solidarietà, progresso o rinascita attivano aree del cervello come il sistema limbico e la corteccia prefrontale, portando al rilascio di:

  • Dopamina, il neurotrasmettitore della motivazione e della ricompensa.
  • Ossitocina, l’ormone del legame e dell’empatia, che aumenta quando ci emozioniamo per storie di connessione umana.
  • Serotonina, che regola umore e sonno, spesso in calo quando ci esponiamo troppo a news ansiogene.

Il risultato? Una mente più aperta, fiduciosa e creativa.

E se ti sembra un effetto “troppo bello per essere vero”, sappi che la scienza lo conferma: le emozioni positive generano circuiti virtuosi che migliorano attenzione, apprendimento e benessere complessivo.

Perché le buone notizie sono importanti (ora più che mai)

Neuroscienze ed emozioni positive

Le neuroscienze ci mostrano sempre più chiaramente quanto le emozioni positive siano fondamentali per il nostro equilibrio mentale.

Quando proviamo gioia, gratitudine o speranza, non stiamo solo “sentendoci meglio”: stiamo letteralmente rimodellando il cervello.

Le emozioni positive, infatti, attivano la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di creare nuove connessioni neurali. Questo significa che leggere buone notizie con regolarità può aiutare a:

  • Rinforzare i circuiti legati alla fiducia, alla resilienza e alla motivazione.
  • Migliorare la nostra capacità di affrontare le difficoltà con più lucidità e meno paura.
  • Potenziare la memoria e la capacità di apprendere, perché un cervello rilassato è un cervello ricettivo.

In un mondo saturo di contenuti ansiogeni, coltivare emozioni nutrienti diventa una forma di cura mentale quotidiana.

Gestire ansia e stress con un’informazione positiva

L’esposizione continua a notizie negative, note anche come doomscrolling, può portare a un aumento costante di cortisolo, insonnia, stati di allerta cronica e addirittura burn-out emotivo.

Al contrario, una dieta mediatica più equilibrata, che includa anche informazione positiva, aiuta a riequilibrare il sistema nervoso, a rallentare il battito mentale, e a recuperare uno spazio interno di fiducia e respiro.

Integrare notizie ispiranti nella nostra routine quotidiana può diventare una vera e propria strategia antistress, utile per:

  • contrastare il senso di impotenza collettiva,
  • rafforzare il senso di comunità e speranza,
  • stimolare l’azione costruttiva, invece del blocco o della rassegnazione.

In sintesi: leggere buone notizie non è un lusso ingenuo, ma un atto consapevole di igiene mentale e benessere personale.

Cosa dice la scienza sulle Good News

Barbara Fredrickson, professoressa di psicologia all’Università del North Carolina e tra le massime esperte mondiali di emozioni positive, scrive:

“Le emozioni positive ampliano la nostra consapevolezza e aprono la nostra mente a nuove idee, rendendoci più creativi e resilienti.”

Il suo modello, conosciuto come Broaden-and-Build Theory, dimostra come emozioni come gioia, gratitudine e ispirazione non siano fugaci stati d’animo, ma risorse evolutive che aiutano gli esseri umani a prosperare, anche nelle avversità.

Ma non è l’unica scienziata a parlare di Good News.

Rick Hanson, neuro-psicologo dice:

“Il cervello è come il Velcro per le esperienze negative e come il Teflon per quelle positive.”

Questo significa che, per natura, siamo più inclini a trattenere ciò che ci minaccia o preoccupa. Ma possiamo allenarci a registrare anche le emozioni positive, nutrendo il nostro sistema nervoso con stimoli benefici, come le buone notizie.

Dove trovare good news ogni giorno

In un mondo iperstimolato da breaking news e catastrofi, serve quasi una caccia al tesoro per trovare notizie che scaldano il cuore. Ma esistono, e sono più accessibili di quanto immagini.
Ecco dove cercarle e trovarle.

Siti e newsletter da seguire

Se vuoi ricevere regolarmente notizie positive, ecco alcuni portali e newsletter che fanno al caso tuo:

  • Positive News, il magazine britannico che dal 1993 racconta il mondo con uno sguardo costruttivo. Qualità altissima, anche nella versione online.
  • The Happy Broadcast, un progetto visivo e semplice per raccontare buone notizie dal mondo. Anche su Instagram, con illustrazioni che migliorano l’umore.
  • Buone Notizie – Corriere della Sera, una rubrica italiana che racconta storie di cambiamento, resilienza e innovazione sociale.

Ricordiamoci chi siamo

E adesso veniamo a noi.

Abbiamo dimenticato che siamo un popolo di artisti, navigatori, scopritori del mondo e che, mischiandoci con il resto del mondo, abbiamo creato le cose più belle.

Abbiamo dimenticato che è la conoscenza la nostra più grande risorsa.

Conoscenza delle cose ma soprattutto dell’altro.

Conoscenza di una cultura diversa dalla mia.

Conoscenza di cucine differenti dalla mia.

Conoscenza di colori diversi dal mio.

Abbiamo dimenticato che il mondo intorno a noi è soprattutto un mondo di risorse, di grandi possibilità, di infinita speranza.

Ecco perché abbiamo bisogno di Good News.

Per ricordarcelo.

Per non dimenticare.

Per ritrovare ogni giorno la speranza.

Per avere fiducia che il nostro non è soltanto il mondo triste e cattivo che ci vogliono far credere perché “fa audience”.

Che nel nostro mondo esiste quella parte oscura ed esiste anche la parte luminosa.

Come ho scritto nei ringraziamenti di Safari: “mi piace l’idea che felicità generi altra felicità”.

Sono assolutamente convinta che “la felicità sia contagiosa” e mi auguro che questo potente virus si diffonda il più velocemente possibile.

Mi auguro che possiamo mettere l’attenzione anche e soprattutto sulla luce, non solo sull’oscurità.

Mi auguro che smetteremo di lottare contro gli “altri” e che ci lasceremo contaminare da loro.

Mi auguro con tutta me stessa che invertiamo la tendenza, qui e ora, non domani, che tempo da regalare al buio mi sembra proprio non ce ne sia più.

E ora…

Una dose di good news, per te

Hai bisogno di un piccolo promemoria che la bellezza esiste ancora nel mondo?

Ecco alcune buone notizie recenti, da salvare e condividere:

  • Il ritorno delle api in città: iniziative urbane stanno riportando le api nei parchi e sui tetti, migliorando biodiversità e impollinazione.
  • La foresta cresce in India: un nuovo progetto ha portato alla piantumazione di oltre 10 milioni di alberi in una sola stagione.
  • Un nuovo farmaco rallenta l’Alzheimer: i primi studi clinici su larga scala mostrano segnali promettenti.
  • Una scuola insegna l’empatia come materia: in Canada, una scuola primaria ha introdotto l’ascolto attivo e la gentilezza nel curriculum.

Che ne dici? Ti ho convinto di quanto scegliere le Good News faccia bene alla nostra vita?

Se ti va, raccontami una tua buona notizia in un commento qui sotto. Ti aspetto!

7 commenti su “Perché abbiamo bisogno di Good News!”

  1. Hai perfettamente ragione guardare la TV nelle ore dei pasti fa passare l’appetito ma non solo a volte viene una depressione assurda. Io oramai leggo le notizie sul web così scelgo quando farlo e durante i pasti nulla tutto spento. Le food news andrebbero date più spesso fanno bene allo spirito e all’anima.

    1. unadonnaalcontrario

      Vuoi sapere una cosa? Io non accendo più la TV da dicembre scorso. Ecco, l’ho detto. Come te, preferisco il web cercando informazioni nei canali ufficiali.

  2. Ah quanta ragione in queste righe. Io non accendo mai la tv ( ma da sempre, per me è al pari di un suppellettile ) e non apro mai le notizie sui social. Ho pochi siti da cui prendo informazioni, e sono quelli ufficiali. Il resto è noia. Anzi sarebbe da segnalare sempre la fake news. In queste settimane ad esempio, per non leggere scemenze e sentire baggianata, vado al circolo letterario. Apro un libro, annuso, comincio a leggerlo li e poi continuò a casa.

    1. unadonnaalcontrario

      Quanto ti capisco! Io come te mi informo solo sui siti ufficiali però l’idea del circolo letterario non mi era ancora venuta in mente. Adoro i libri e, anche per me, sono un rifugio dell’anima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.