Piazza Brin Garbatella

Garbatella: a spasso per la borgata garbata e bella. Itinerari, storia e curiosità

Metti un sabato di luglio.

Metti che tua figlia è uscita con le amiche.

Metti che Lui ti propone: “Ci facciamo un giro alla Nanni a Garbatella?”.

Il “giro alla Nanni” è quando io e Lui in scooter, a 30 all’ora, ripercorriamo i luoghi dei film di Nanni Moretti.

Lo facevamo spesso prima che l’uragano congolese piombasse nelle nostre vite.

Adesso che lei è più grande e preferisce le amiche ai suoi “vecchi” (vere soddisfazioni genitoriali), possiamo riprendere a fare quelle cose in due che mi mancavano parecchio.

Ecco perché la mia risposta quel sabato di luglio fu senza dubbio un “Sì!”.

In sella al nostro scooterino, con un caldo che neanche dentro a un forno a legna, decidiamo di procedere verso uno dei quartieri che amiamo di più: la Garbatella per l’appunto.


Il fascino di Garbatella

Garbatella rimane probabilmente uno dei quartieri romani più veri, decisamente sgarruppato, come diremmo in Sicilia.

Negli ultimi anni è diventato anche di tendenza: molti attori e creativi hanno scelto di vivere qui, attratti dall’atmosfera speciale del quartiere.

In verità Garbatella ha una storia molto intensa e radicata alle sue spalle e forse quel fascino decadente se lo tiene stretto proprio per questo.

Passeggiare tra le sue strade significa scoprire l’anima autentica di Roma, lontano dai percorsi turistici più battuti.

Cortile interno a Garbatella Roma
Garbatella cosa vedere: cortile interno di alcuni lotti

Storia e progetto di Garbatella

È un quartiere di lotte sociali, Garbatella, nato solo nel 1920 da un’idea ambiziosa e mai realizzata. Quella di creare un canale che da Ostia arrivasse fino a via del Porto Fluviale per trasportare merci.

Il 18 febbraio 1920 Re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in Piazza Benedetto Brin. E ancora oggi qui puoi leggere:

Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l’Istituto delle case popolari di Roma con la collaborazione delle cooperative di lavoro ad offrire quieta e sana stanza agli artefici del rinascimento economico della capitale questo aprico quartiere fondano oggi XVIII Febbraio MCMXX”.

Dalla borgata operaia al quartiere storico

A dirla tutta, il re chiamò il quartiere Concordia in segno di augurio di pace sociale durante il biennio rosso. Sotto il regime fascista il nome cambiò in Remuria. Ma per gli abitanti è rimasta sempre Garbatella.

Al posto della borgata marinara, l’Istituto Case Popolari (ICP) realizzò 62 lotti ispirati alle case giardino inglesi, con i cortili interni e spazi adibiti ad orto personale. Negli anni ‘trenta’30 questi lotti, in uno stile che univa barocchetto romano e futurismo, ospitarono le famiglie operaie sfollate dal regime fascista dai quartieri centrali.

Finestre di Garbatella andrà tutto bene
Della serie cosa fare alla Garbatella: girare a zonzo

Cosa vedere a Garbatella

I Lotti

I primi lotti, bassi ed essenziali, partono proprio da Piazza Benedetto Brin e proseguendo sulla via che attraversa l’arco principale si arriva al Pincetto, la piazzetta con la fontanella e gli scalini.

D’estate qui si allestisce un cinema all’aperto che amo tantissimo, nonostante le odiate zanzare.

I lotti che vanno dal 41 al 44 in piazza Biffi e in via Massaia, sono invece più alti e sono chiamati alberghi suburbani. Furono pensati con spazi da utilizzare insieme: bagni, lavatoi, cucine, e anche ospedali come l’albergo bianco.

L’albergo rosso

L’albergo rosso in Piazza Eugenio Biffi si riconosce perché l’Orologio sulla torretta segna le h 11,25, l’ora in cui è stata bombardata il 27 marzo del 1944. E proprio nell’albergo rosso Ettore Scola nel 1977 ambientò “Una giornata particolare” con Sofia Loren e Marcello Mastroianni.

Le case modello

Dopo il 1929 vennero costruite le case modello, al lotto 24, dedicate alle persone di stato sociale più alto, il ceto medio.

La fontana di Carlotta

Imperdibile la fontana di Carlotta, famosa come la fontana degli innamorati perché qui si incontravano le coppiette del quartiere nel dopoguerra.

Il teatro Palladium

Se ti piace lo stile liberty, non perderti il teatro Palladium con la sua facciata neoclassica in Piazza Bartolomeo Romano.

La religione a Garbatella

Ci sono anche due tappe, come dire, religiose: la chiesa di San Francesco Saverio, dove Karol Wojtyla passò molto del suo tempo prima di diventare papa.

E poco più avanti in piazza Michele da Carbonara una targa ricorda la visita del Mahatma Gandhi nel 1931.

Gli abitanti di Garbatella

Personalmente una delle cose che amo di più di questa borgata romana è immaginare la vita dei suoi abitanti tra i cortili interni dei lotti, le casette basse.

La signora affacciata che annaffia le sue rose.

Il lattaio che passa con l’ape per distribuire i formaggi che vengono dal paese.

Perché si chiama Garbatella?

L’ipotesi dell’ostessa garbata e bella

Si dice che il nome Garbatella derivi da un’ostessa, “garbata e bella”, proprietaria di un’osteria in via delle Sette Chiese.

In piazza Geremia Bonomelli puoi ammirare il busto della bella ostessa con un seno scoperto mentre un murales vicino Piazza Sauli ne celebra ancora oggi la memoria.

L’ipotesi della coltivazione di vite

Alcuni invece sostengono che il nome Garbatella provenga da una coltivazione di vite “a garbata” che si trovava proprio in questa zona, testimonianza della vocazione agricola originaria del quartiere.

Mural Ostessa Garbatella
Il murales dedicato alla ostessa garbata e bella

Garbatella e il cinema

Una grande storia d’amore lega Garbatella al cinema italiano.

Attori nati a Garbatella

In questo quartiere sono nati molti attori che rappresentano la romanità: da Gigi Proietti a Maurizio Arena, da Valerio Mastandrea a Enzo Staiola.

Film girati a Garbatella

Pier Paolo Pasolini la scelse come location del suo romanzo “Una vita violenta”.

Parte delle scene di “Caro Diario” di Nanni Moretti sono girate qui, così come “Una giornata particolare” e “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola.

Nell’oratorio della Chiesa di San Filippo Neri in Eurosia fu girato “Mamma mia che Impressione” con Alberto Sordi. All’Albertone nazionale è dedicato il murales di via Antonio Rubino.

Altro film cult girato negli alberghi suburbani è “Audace Colpo dei Soliti Ignoti” di Nanni Loy.

Curiosità cinematografiche

Per i fan della serie tv “I Cesaroni” tappa d’obbligo è la bottiglieria in Piazza Giovanni da Triora che in verità non è un bar ma la sede del Roma club di Garbatella.

Dove mangiare alla Garbatella

Siccome so che è una cosa che ti interessa, ti consiglio anche due posti dove mangiare a Garbatella che ovviamente ho provato personalmente.

Ristoranti tradizionali a Garbatella

Visto che Garbatella fa rima con osteria, il primo posto che ti consiglio è Ar Grottino der Traslocatore a Largo delle Sette Chiese, rigorosamente tradizionale: pajata, cacio e pepe, amatriciana e tutto in porzioni mega giganti.

Ristoranti moderni e internazionali

Se sei invece per un look più moderno ed elegante, ti consiglio uno dei miei posti del cuore: la Latteria vicino alla Casetta Rossa, adatto anche per un aperitivo all’aperto nel patio esterno, con un menu più internazionale e variegato.

Insomma due posti molto diversi che possono accontentare diversi gusti.

Come arrivare alla Garbatella

Il quartiere Garbatella si trova tra il quartiere Ostiense e le Terme di Caracalla, non distante dal centro storico.

In metro

Puoi arrivare a Garbatella con la metro B, uscendo alla fermata Garbatella. Comodo e veloce, perfetto se arrivi dal centro o dalle altre zone di Roma.

In auto

Oppure in auto prendendo dal raccordo l’uscita 26 Roma Eur. Da lì ti basterà seguire le indicazioni per il quartiere.

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