Riflessioni di Natale: 3 lezioni dal Canto di Natale per augurarti buon Natale

Insomma, ormai ci siamo. Mancano solo 3 giorni alla notte di Natale.

Babbo Natale dovrebbe essere pronto, o forse come qualcuno di noi, si sta arrabbattando per completare gli ultimi regali (eh, sì, io ancora sto messa così).

Neanche il traffico di questi giorni, ogni anno lo stesso, due ore per fare un tratto che di solito faccio in mezz’ora, mi distoglie dal fatto che questa notte sia speciale.

Non importa se crediamo o no alla storia di Gesù bambino.

Non importa se pensiamo o no che Santa esiste e ha una bella fabbrica di giocattoli al Polo Nord, con tanti elfi operosi che fanno gli aperitivi a base di Coca-cola.

È la notte magica per eccellenza e, in fondo, ci piace che sia così.

*articolo aggiornato il 25 novembre 2025


Perché rileggo il Canto di Natale ogni anno

Ogni anno in questo periodo ho una tradizione: rileggo il Canto di Natale di Charles Dickens.

È il mio Buon Natale speciale!

Mi piace leggerlo. Ce l’ho sia in italiano sia in inglese.

Lo rileggo tutti gli anni e tutti gli anni sottolineo qualcosa di nuovo che mi dà spunti nuovi.

Quest’anno la matita ha scelto due nuovi passi.

E ci tengo, per augurarti un Buon Natale alcontrario, a condividerli con te.

La magia di rileggere i classici

I grandi libri cambiano con noi. Non perché cambiano loro, ma perché cambiamo noi.

Quello che sottolineavi a 20 anni ti sembrerà banale a 40. Quello che ti passava inosservato ti colpirà dritto al cuore.

Rileggere è un modo per vedere chi sei diventata.

Buon Natale con C. Dickens

Lezione 1 – Non dare la colpa a Dio… o agli altri

Ecco lo Spirito del Natale Presente.

Scrooge lo incalza chiedendogli come è possibile che gli spiriti possano lasciar accadere certe brutture nel mondo.

La citazione che mi ha colpito quest’anno

«C’è della gente su questa vostra terra» replicò lo Spirito, «che pretende di conoscerci e che compie in nostro nome i suoi atti di passione, di superbia, di malevolenza, di odio, di invidia, di bigotteria e di egoismo, la quale, da noi e da tutta la nostra specie, è altrettanto lontana quanto sarebbe se non avesse mai vissuto. Tenete a mente questo, e imputate i loro atti a loro, non a noi».

Cosa significa per me oggi, in questo natale

Mi piace molto questo pezzo.

Mi fa pensare a quante volte diamo la colpa o la responsabilità di quello che ci succede a qualcuno o a qualcosa fuori di noi.

Magari pensiamo che Dio sia cattivo con noi, che ci abbia preso in antipatia (ma ti pare possibile? Soprattutto a noi animealcontrario che siamo tanto carucce?).

Magari crediamo che sia tutta colpa di come ci hanno cresciuto mamma e papà, oppure di quell’uomo che ci ha ferito profondamente, oppure del capo che anche quest’anno, nonostante la nostra evidente efficienza, non ci ha dato l’aumento.

Non c’è nessuno e niente a cui possiamo imputare le nostre sfighe. Tutto dipende sempre e soltanto da noi.

Solo da noi possiamo ripartire qui e ora per cambiare la nostra salute, il nostro lavoro, le nostre relazioni.

Non è facile? Sembra impossibile? Sì, è vero!

Certe volte è proprio così.

Certe volte è fottutamente complicato.

Tuttavia conviene tentare e non mollare.

Ne va della nostra felicità che è un bene a cui, credo, nessuna/o di noi voglia rinunciare.

Lezione 2 – Ignoranza e bisogno: i nostri demoni interiori

Andiamo avanti.

È il terzo spirito che parla, lo Spirito del Natale Futuro.

I due bambini di Dickens

Scrooge vede qualcosa di terribile sotto il mantello dello Spirito. Due creature rattrappite, spaventose.

E lo Spirito gli dice:

«Sono figli dell’uomo e si afferrano a me chiedendoli di aiutarli contro i loro padri. La bambina si chiama Ignoranza, il bambino Bisogno».

Ignoranza e Bisogno.

Due parole che Dickens usa per parlare della povertà materiale, ma che io leggo anche come povertà interiore.

Come riconosco questi demoni in me

Ignoranza e Bisogno. Li conosciamo, vero?

Cavoli, se li conosco. Non so per te, ma per me sono dei veri demoni.

L’Ignoranza è:

  • Le credenze sbagliate che ci portiamo dietro
  • Le illusioni su come funziona il mondo
  • Il non conoscere il nostro enorme potenziale
  • Il credere che “le cose stanno così e basta”

Il Bisogno è:

  • Il cercare fuori quello che è già dentro
  • L’attesa che qualcuno ci salvi
  • Il sentirsi incompleti senza qualcosa o qualcuno
  • Il dipendere dall’approvazione esterna

È ora che ci rendiamo conto che c’è tutto dentro di noi, che siamo esseri completi, come ogni granello di questo gigantesco Universo.

Lezione 3 – Finché respiri, puoi cambiare

Qual è la vera lezione del Canto di Natale?

Che Scrooge cambia. A settant’anni, amareggiato, solo, odiato da tutti… cambia.

In una notte.

Non perché arrivano i fantasmi (quelli sono solo il catalizzatore), ma perché decide di cambiare.

E questa è la cosa più potente che Dickens ci dice: finché respiriamo, finché riusciamo a parlare, a muoverci, a pensare, possiamo cambiare.

Possiamo trasformare:

  • Noi stessi
  • Il nostro cuore
  • La nostra mente
  • La nostra intenzione
  • I nostri desideri
  • Il nostro “fuori”

Perché il fuori è anche il dentro, e viceversa.

La trasformazione non ha età

Non è mai troppo tardi.
Non sei mai troppo bloccata/o.
Non hai mai fatto troppi errori.
Non ti sei mai allontanata/o troppo dalla persona che volevi essere.

Finché respiri, finché riesci a parlare, a muoverti, a pensare, puoi cambiare, possiamo cambiare.

Possiamo trasformare… noi, il nostro cuore, la nostra mente, la nostra intenzione, i nostri desideri, il nostro “fuori”.

Ché il fuori è anche il dentro, e viceversa.

Il mio augurio di Buon Natale a noi… a te!

Questo desidero per il prossimo Natale, per l’anno che verrà.

Di sedimentare nel mio cuore questa convinzione.

Che tutto dipende da me, che posso farcela a cambiare quello che penso non cambierà mai.

Di avere una speranza illimitata, di non cadere vittima delle illusioni della mia testa, quella che crede in base a quello che ha già visto.

Ma di puntare tutto su quella parte del mio cervello che vuole sperimentare il nuovo, modalità diverse perché come diceva Einstein: «Follia è fare sempre le stesse cose e aspettare risultati diversi».

Che sia il Natale più bello della tua vita, anima al contrario!

E tu? Hai un libro che rileggi ogni Natale?

O una tradizione personale che ti ricorda chi vuoi essere? Raccontamelo nei commenti. Mi piacerebbe sapere cosa ti porta questa stagione, oltre ai regali e al panettone.

Buon Natale!


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