Spesso le persone mi chiedono perché parlo poco di Buddismo, nonostante faccia parte della mia vita da quasi 30 anni*.
Sinceramente non saprei. Forse farà parte della mia esigenza di non etichettarmi.
Ho amici di ogni religione. Amo la diversità.
Sono siciliana, sposata a un milanese con sangue napoletano e mamma di una splendida ragazza congolese con l’accento romano. Più diversi di così?
Anche nel Buddismo, come in ogni filosofia o religione, esistono sfumature infinite. Per questo, ciò che leggerai qui non è una lezione teorica, ma il racconto della mia esperienza personale come Donna al Contrario.
*la prima stesura di questo articolo era del 2017. Oggi nel 2026 la mia visione è ancora più solida.
Cosa scoprirai in questo articolo:

Cosa significa scegliere il Buddismo oggi
Non mi sono mai definita “buddista”. Piuttosto mi piace pensare che ogni giorno, da 30 anni a questa parte, scelgo la strada del Buddismo perché è quella che più mi corrisponde.
Quando ho cominciato, ero una ragazzina alla ricerca di qualcosa, un po’ come tante ragazze e ragazzi di 18/20 anni. La sensazione che ho provato quando ho letto i primi libri di Buddismo, era che finalmente avevo trovato casa.
Finalmente leggevo e ascoltavo cose che avevo sempre pensato. Finalmente mi ritrovavo. Finalmente non mi sentivo tanto strana.
Inoltre, ho scoperto una filosofia dove non “dovevo” proprio nulla:
- Niente dogmi.
- Niente comandamenti.
- Niente sensi di colpa, sacrifici o martiri.
La legge di Causa ed Effetto: il potere di cambiare la propria realtà
Scegliere questa strada significa passare dal “Io devo” al “Io posso”.
- Non devo sentirmi forzata.
- Ogni giorno posso decidere io.
- Ogni giorno scelgo.
- Ogni giorno sono responsabile.
Perché alla fine è della mia vita che si parla, ed è sempre della nostra vita che si parla: solo noi abbiamo il diritto di decidere cosa possiamo, cosa scegliamo e come farlo… prendendoci ovviamente tutte le responsabilità del caso.
Il Buddismo mi ha insegnato che ho la mia vita in mano. Non c’è una divinità che sceglie per me, non c’è un destino scritto e immodificabile, non c’è qualcuno a cui chiedere la grazia. Sono io che decido, nel bene e nel male, dove far andare la mia esistenza.
E questo, ti assicuro, non è solo una frase fighissima da scrivere sui social o per farsi belli alle feste: a volte è proprio dura da digerire.
Proprio perché è dura digerire l’idea che tutto dipenda da noi, ho imparato che a volte serve un supporto per trasformare questa responsabilità in potere creativo. È quello che facciamo insieme nel mio percorso Da Crisalide a Farfalla.

Tutto dipende da me: trasformare la “sfortuna” in opportunità
L’idea che tutto, ma proprio tutto, dipenda da te è difficile da far propria. Significa che anche incontrare quella persona che ti tratta male, o ritrovarsi in una situazione che ti fa soffrire, ha a che fare con te.
Puoi scordarti l’atteggiamento del “capita tutto a me”. Con il Buddismo impari a “smazzarti” tutto: le cose bellissime e quelle sofferenti, ma con un punto di vista nuovo.
Qual è questo punto di vista? Che ogni cosa che ti capita, anche la più rognosa, serve ad approfondire la tua vita, a farti fare un salto e a farti scoprire qualità che non credevi di avere. Ma attenzione: il tutto sempre se lo vuoi. Non “devi” trasformare un bel niente se non ne hai voglia. Sta a te decidere se uscire dalla tua zona di comfort o rimanere dove sei. Nessuno giudica.
Spirito e materia: i tuoi desideri sono importanti
Un’altra cosa che ho amato fin da subito è che nel Buddismo non esiste separazione tra materia e spirito. Non vale solo approfondire temi spirituali o migliorare il carattere. Valgono anche i tuoi desideri pratici:
- Migliorare la tua situazione economica.
- Prenderti cura della tua salute.
- Goderti i piaceri della vita.
Questa filosofia ti insegna che la felicità non è qualcosa di astratto, ma un benessere che deve manifestarsi concretamente nella tua realtà quotidiana.
Esho Funi: perché l’ambiente intorno a noi è lo specchio del nostro interno
Nel Buddismo esiste un concetto chiamato Esho Funi, che letteralmente significa “due ma non due”.
Esho Funi ci insegna che non c’è separazione tra me e l’ambiente. L’ambiente è affar mio esattamente come il mio corpo. Se sporco la Terra che mi ospita, in realtà sto sporcando la mia vita, quella fisica e quella spirituale. Vista così, ci pensi due volte prima di buttare a terra una cicca, vero?
Allo stesso modo, non c’è separazione tra me e gli altri. Io non posso essere felice se gli altri sono infelici.
Inutile fare le crocerossine per tutta la famiglia (i colleghi, i figli, e chi più ne ha, più ne metta), se non abbiamo cura di noi, se non facciamo quello che serve a nutrire la nostra vita.
Abbi cura di te (e della tua trasformazione)
Proprio per questo, ho scritto una guida dedicata a chi sente il bisogno di rimettersi al centro: puoi leggerla qui, per scoprire come prendersi cura di sé in modo concreto e quotidiano, partendo dalle piccole cose.
Insomma, di cose di cui parlarti ce ne sarebbero tante altre, ma questo post sta diventando troppo lungo. Perciò adesso passo e chiudo.
E se hai altre curiosità, scrivimi in un commento. Cercherò di rispondere a tutte le domande.
Grazie di cuore, anima al contrario e, please, abbi cura di te. Sei preziosə, non dimenticarlo mai.
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Grazie cara, ho vissuto il buddismo esattamente come lo descrivi tu e sentito le stesse cose.
GRAZIE 🙂
Grazie a te per averlo condiviso con me 🙂
Un articolo molto bello che descrive con semplicità cos’e Il buddismo.. pratico anche io da qualche anno, in questo periodo la mia vita sta cambiando molto e ho molta paura.. questo articolo però devo dire che ha risvegliato quella fiducia che avevo un po’ abbandonato in me. Come hai scritto tu, siamo noi gli artefici del nostro destino, non dobbiamo lasciar spazio alla paura perché quello che veramente vorremo lo otterremo! Complimenti
Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Io penso che aldilà della filosofia di vita che ognuno di noi decide di abbracciare, rinnovarsi costantemente sia fondamentale
Cara Noemi, ho letto il tuo post per ritrovarmi in questo percorso che racconti e che per un tratto di strada piuttosto significativo della mia vita ho fatto anch’io. Mi riconosco in tante delle cose che scrivi e spieghi, mi rivedo in certi momenti particolari, se mi ci soffermo sento ancora l’importanza di alcune scelte di quel periodo, sostenuta dalla pratica e dalla forma di spiritualità che volevo coltivare dentro di me, senza dogmi e con meno definizioni e restringimenti possibili. E’ stato nostalgico ed insieme dolce ritrovarmi per un attimo lì! Ciao!
Grazie a te per avermi raccontato il tuo percorso… in fondo la strada è sempre avanti, qualunque direzione si voglia prendere
Bravissima, hai fatto veramente una scelta consapevole. Non tutto ne avrebbero il coraggio, quindi veramente complimenti ❤️
Ho letto con molto piacere il tuo articolo… è importantissimo poter scegliere e soprattutto imparare da tutto quello che dobbiamo affrontare ogni giorno ♥️
Grazie