Ikigai articolo unadonnaalcontrario

Ikigai: trova il tuo scopo nella vita

Ikigai e il senso della vita.

Ah, questi giapponesi quante ne sanno!

In effetti pratico il Buddismo giapponese da 23 anni e non c’è giorno che non impari qualcosa di nuovo.

E poi c’è quella stranezza del “caso”, ché non esiste nessun caso, ma la vita se ascoltata ti porta sempre nella direzione del cuore.

Per anni sono stata un’anima alla ricerca.

Ho letto, studiato, approfondito.

Ho viaggiato in lungo e in largo. Come Lisa, la protagonista del mio libro, Safari, mi sono sempre sentita “altrove”, alla ricerca del mio posto nel mondo.

Oggi, dopo una quarantena che ha messo alla prova tutte/i noi, posso affermare che finalmente è chiaro, finalmente si è accesa la luce, finalmente conosco la missione della mia vita. Oggi so perché sono a questo mondo, qui e ora.

E guarda caso, proprio quando lo scopro, arriva alle mie orecchie la parola Ikigai.

Ikigai significato

Ma cosa vuol dire Ikigai? Come molte parole giapponesi, anche il termine Ikigai ha più significati: IKI vuol dire “vita”, GAI significa “scopo”. Potremmo dire che quindi significhi “scopo della vita”, ma Ikigai va più in profondità. Attinge a un bisogno più forte, alla ragione per cui ti alzi ogni mattina più motivata/o della mattina precedente, a ciò per cui vale la pena vivere, a quella cosa che faresti sempre e comunque anche se domani il mondo cascasse.

Sai cosa mi affascina della cultura nipponica? I giapponesi sono spirituali ma anche molto concreti. Io sono una che ha bisogno di toccare con mano. Non mi bastano le belle parole.

Un po’ come ti accennavo nell’articolo su materia e spirito, per i giapponesi non esiste la dualità tipica del pensiero occidentale.

Con questa consapevolezza, per gli abitanti di Okinawa, dove la percentuale di centenari è molto alta, Ikigai vuol dire anche aver cura del proprio corpo e della propria mente, vuol dire vivere rispettando la comunità e il proprio ambiente, vuol dire essere felici nel senso più completo del termine.

Felicità? Ma che ti salta in mente?

Ehi, lo so che quando uso il termine “felicità” ti strabuzzano gli occhi.

A noi europee/i, figlie/i della cultura illuminista, quella parola sembra un po’ ridicola. Preferiamo usare “serenità”, perché la felicità, dai, diciamolo, è un’utopia, è un ideale a cui non si può arrivare mai. Così in fondo ci hanno insegnato.

Forse ti sembrerà un po’ forte quello che sto per dire ma io penso si tratti di codardia.

Piuttosto che avere il coraggio di rischiare, di andare verso i nostri desideri, piuttosto che prenderci la responsabilità di quello che ci succede, preferiamo dare la colpa alle circostanze, perché magari siamo nate/i in una famiglia povera, perché non abbiamo avuto le possibilità o le porte aperte che hanno avuto altre persone, perché la sfiga ci ha preso di mira, e così via.

Posso dirti una cosa? Io non ho avuto alcun aiuto dalla vita, anzi direi che la vita ce l’ha messa proprio tutta per farmi gli sgambetti, da quando sono nata ad oggi, ma ho imparato che se voglio davvero qualcosa, quelle maledette porte chiuse le sfondo pur di andare dall’altra parte.

Il metodo Ikigai

Lasciamo perdere un attimo le porte chiuse e torniamo al termine Ikigai.

Immagino ti starai chiedendo: “Ma se ‘sti giapponesi sono così concreti, magari c’è un modo pratico per scoprire questo benedetto scopo della vita?”.

E ti sei fatta/o la domanda giusta.

Innanzitutto visto che, come dicevamo prima, tutti gli aspetti della vita sono importanti, anche l’Ikigai deve necessariamente prenderli in considerazione tutti.

Ti mostro qui di seguito il diagramma di Ikigai.

Diagramma Ikigai unadonnaalcontrario

Come vedi, è composto da 4 parti. L’intersezione di queste 4 parti è il tuo Ikigai.

Guarda che ti sento mentre obietti: “Ma dai, Noemi, ti pare che tutto possa ridursi ad un diagramma? Allora secoli di menti votate alla filosofia a cosa sarebbero servite?”.

No, non credo che basti un diagramma ovviamente.

Ma posso dirti che ci sono parecchi studi scientifici che confermano che alzarsi la mattina con uno scopo riduce drasticamente il tasso di malattie fisiche e mentali.

Perciò che ne dici di dargli una possibilità? In fondo è gratis.

Le 4 componenti di Ikigai: come trovare il proprio Ikigai

Vediamo ad una ad una le 4 componenti dell’Ikigai:

1 – Le Passioni: quello che più ami fare nella vita

2 – La Missione: quello che è utile al mondo in cui viviamo

3 – La Vocazione: il tuo talento, quello che sai fare meglio

4 – La Professione: il lavoro per cui essere pagato

1° componente: le Passioni

Quando compili il campo delle Passioni, chiediti cosa davvero ami fare, cosa ti motiva più di ogni altra.

Prova a ricordare cosa ti rendeva felice quando eri piccola/o, non solo adesso. E, please, non fare entrare in questa sfera i soldi. Un po’ come quando abbiamo parlato dei 101 desideri, non pensare ai soldi ma esclusivamente alla cosa che ti piace fare. Perché il primo pensiero che ti verrà in mente sarà: “Eh, vabbè, ma se non lavoro quella cosa lì non me la posso permettere”. E credimi se ti dico che è uno dei pensieri che più ha limitato la mia vita. Pensa piuttosto: “Se non avessi nessun problema di soldi, cosa mi piacerebbe fare adesso, in questo istante?”.

2° componente: la Missione

Veniamo alla Missione.

Questo è il momento di pensare a come puoi contribuire a rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore. E ricordati che non è che bisogna fare chissà quali grandi cose per migliorare il mondo. Non si tratta di vincere il Nobel per la pace (non è escluso ovviamente). Parti da te, da quello che sai fare tu e solo tu perché in questa terra siamo tutte/i uniche e unici e il tuo valore non può essere messo in discussione in nessun caso. Certamente non qui, tra noi anime al contrario.

3° componente: la Vocazione

Terza componente: la Vocazione.

Qui la domanda da farti è: in cosa sono davvero brava/o? Scrivi tutti i tuoi talenti. Non devono necessariamente coincidere con le cose che ami fare, perché potresti amare qualcosa in cui non sei proprio capace, ma hai un talento innato in qualcosa in cui tuo cugino è una pippa. Non ho nulla contro tuo cugino naturalmente, lui sarà più bravo di te in qualcos’altro.

4° componente: la Professione

Infine la cosa per cui puoi essere pagata/o, o forse lo sei già, il lavoro che ti permette di guadagnare i soldi necessari alla vita quotidiana che spesso vediamo come una cosa brutta e cattiva, lontana dalla spiritualità ma ti assicuro che anche questa è una bella credenza limitante.

Conta solo l’intenzione

Può sembrare troppo semplice, lo so, e magari ancora non sei pronta/o a scoprire il tuo scopo della vita.

Spesso per la paura di andare avanti, ci auto-boicottiamo. A volte a fregarci è la stanchezza, o l’alienazione della vita che conduciamo: il lavoro, la famiglia, la casa, la mancanza di tempo.

Ma se non ci proviamo, la vita ci scapperà di mano e, non darci questa possibilità, credo sia il torto più grande che possiamo infliggerci.

Le ferite si risanano, le paure si affrontano, quello che conta davvero è la nostra intenzione. È l’intenzione a motivarci ad agire, a trovare la nostra strada.

L’età non è una scusa valida

Come vedi, io ci ho messo parecchio tempo e in questo tempo non ho fatto altro che pensare che ero già troppo vecchia. Lo ero a 20 anni, a 30, lo ero a 40 e intanto il tempo passava.

Non c’è un’età giusta per scoprire il proprio Ikigai, l’importante è vivere con l’intenzione di scoprirlo. Quello fa la vera differenza.

Ti posso assicurare che tutto quello che ho vissuto, le esperienze che ho fatto, le azioni che ho intrapreso, spesso criticate dalle altre persone (famiglia in primis), sono state dei tasselli fondamentali nel percorso che mi ha portato fin qui.

E sai una cosa? Ho la consapevolezza che non è finita. Perché la vita non è un percorso lineare. Ho ancora mille cose da imparare, centinaia di esperienze da sperimentare e, immagino, anche tante altre porte chiuse da sfondare.

Non rinunciare alla tua missione

Quando mi sento giù di corda, guardo i docufilm sulla natura e, ogni volta che osservo la vita di un animale o di una pianta, mi rendo conto di quanto sia complicata la sua corsa alla sopravvivenza, che nel suo cammino incontra tanti ostacoli, si deve difendere da tanti pericoli ma niente di tutto questo rovina l’incredibile, meraviglioso incanto del volo dell’aquila reale, del galoppo di un purosangue, delle traversate dei delfini.

La tua vita è unica e io ti auguro di essere felice, non serena/o o contenta/o, FELICE.

Non rinunciare mai a chi sei veramente.

Per niente e nessuno al mondo. Pensa allo spreco di tutto questo valore.

Lascia che il mondo osservi la tua meravigliosa galoppata, il tuo incredibile volo in picchiata, le tue nuotate in mare aperto.

Lascia che io li osservi perché ricordati:

Non smetterò mai di tifare per te!

Se vuoi approfondire il concetto di Ikigai, ti consiglio il libro di Bettina Lemke, Ikigai. Il metodo giapponese: Trovare il senso della vita per essere felici.

Ultima modifica by unadonnaalcontrario

6 pensieri su “Ikigai: trova il tuo scopo nella vita

    1. Ti ringrazio. È un discorso lungo che ha molte sfaccettature ma cerco di portare il mio punto di vista, basato sulle mie esperienze personali.

      1. È veramente molto interessante! Ho una passione forte per la cultura orientale e ho apprezzato il tuo approfondimento! Buona giornata!

          1. Commento sparito, che nervi. Qual è il senso, qui? Comunque… Il mio percorso di crescita spirituale mi porta sempre più vicina a te. Aggiungerei una cosa: la mission non è qualcosa che vedi precisa e intera. Si scopre passo passo. Per contro, la direzione invece è questa di passione e talenti. E poi ci vuole il tuo coraggio, sento la tua grinta. Pensa un mondo dove ognuno fa quello che ama. Perché per me… questo è lo scopo del mondo.

          2. È proprio questo che intendo: pensa un mondo in cui le persone sono felici e consapevoli del dono che possono offrire agli altri? E posso dirti che sono abbastanza certa che non sia un’utopia, una di quelle cose tipo reginette di bellezza che parlano di “pace nel mondo”. Penso davvero che sia fattibile se ogni persona diventa consapevole di ciò che è.

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