CONNESSI O SCONNESSI… THAT IS THE QUESTION

CONNESSI O SCONNESSI… THAT IS THE QUESTION

Sapete, la mia girl sta crescendo, ebbene sì (lacrime di accompagnamento).

La qual cosa ha i suoi pro e contro.

Uno dei migliori pro è la possibilità, FINALMENTE, di poter andare al Cinema senza andare a vedere un Cartoon.

Per carità, io amo i cartoon, soprattutto quelli della Disney. Il problema è che non si poteva vedere nient’altro. Alcune/i di voi conoscono il mio amore per il Cinema, anche perché rappresenta il DA DOVE VENGO e DOVE TORNO, appena posso.

Capirete facilmente che vedere un buon film negli ultimi cinque anni è stata una ENORME, INCREDIBILE, RARITÀ.

Ora, non è che si possa passare dai Cartoons ai thriller psicologici con un SALTO QUANTICO a dir poco esagerato.

Diciamo che Lei, che comanda ancora sulla scelta del film da vedere, comincia a dare il beneficio del dubbio alle commedie.

 

SCONNESSI, IL FILM

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Così questo sabato, abbastanza ignari della trama, siamo andati a vedere SCONNESSI, il film di Christian Marazziti. Un film che, non solo fa tanto, ma tanto, ridere ma che in più

HA QUELLA BELLA QUALITÀ DI FAR RIFLETTERE.

Per chi non lo avesse visto, è la storia di una famiglia allargata che si ritrova a festeggiare il Natale in uno chalet di montagna. Tutti i membri della famiglia, esclusi il capo-famiglia, Ettore, e Tea, la nuora sexy, non riescono a stare neanche per pochi minuti SCONNESSI. Ettore, all’insaputa di tutti, toglie la connessione dando la colpa alle condizioni atmosferiche e, dopo l’iniziale MOMENTO DI PANICO ASSOLUTO, inizia una serie di eventi tragicomici che porterà i protagonisti a dialogare, a confrontarsi e a scontrarsi con tutte le emozioni disponibili. Non vi svelo altro naturalmente anche perché questo post non vuole essere una recensione del film. Vi dirò invece su cosa mi ha fatto riflettere.

 

PARTIAMO DA ME

 

Sì, parto da me, perché a criticare gli altri siamo sempre brave/i e un check personale va fatto una volta ogni tanto. Io per il lavoro che faccio sono CONNESSA molte ore della mia giornata. Devo solo ringraziare la rete perché oramai il Blog e i Social sono diventati il mio lavoro, e si sa, la GRATITUDINE per me è sempre la prima scelta. Detto questo, confesso che se trovo un posto dove, per uno strano destino, la connessione fa schifo oppure è totalmente assente, in segreto, MA MOLTO IN SEGRETO, gioisco perché questa cosa mi permette un lusso a cui non sono più abituata: essere DISCONNESSA.

In fondo, se analizziamo le nostre vite, siamo connessi quasi sempre. Siamo connessi nelle nostre automobili con i navigatori, siamo connessi nelle nostre case quando vediamo un film sul Tablet o sul portatile, siamo connessi quando vogliamo fare un acquisto online, quando vogliamo informazioni su un viaggio, quando cerchiamo una palestra.

 

LA FAMIGLIA CONNESSA

 

E, please, non incolpiamo i nostri figli. Il più delle volte siamo noi genitori ad avere il cellulare in mano per rispondere ai mille messaggi delle chat delle mamme, delle amiche, del fantacalcio, e chi più ne ha, più ne metta.

Mia figlia si arrabbia moltissimo se io le rispondo mentre sto lavorando al cellulare.

Comincia ad urlare, anche se la butta sullo scherzo facendo scene da bambina neonata, ma il punto è sempre lo stesso: VUOLE AVERE L’ATTENZIONE CHE MERITA.

Così, nonostante la nostra (intendo delle donne) capacità di essere multi-tasking, mi sono detta: “Dai alle cose la giusta importanza”.

 

DECISIONI

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La mia personale idea di DISCONNESSIONE – le Isole Cook

Mi sono ricordata di quando la mia amica Mammayoga mi parlò di Mindfulness, e di quanto sia importante essere consapevoli nell’istante, nel momento presente.

Mi sono ricordata del POTERE DI ADESSO e di quella frase “Il presente è tutto ciò che hai”.

Ancora una volta i miei pensieri fluttuano dal passato al futuro, facendo fatica a restare nel presente.

Ecco perché oggi ri-decido di stare nel presente.

Se parlo con mia figlia, la guardo negli occhi e le dò l’attenzione che lei merita.

Se d’altro canto devo lavorare, metto tutta l’attenzione possibile lì e solo su quello.

E non solo, naturalmente.

 

TUTTO QUESTO GRAZIE AD UN FILM

 

Sì, tutto questo grazie ad un film, una commedia che mi ha fatto stare bene e anche un po’ male. Se vi fa piacere, andatelo a vedere e poi mi direte che ne pensate. Al massimo vi sarete regalate/i un po’ di risate e una recitazione davvero buona. Scusate se aggiungo, una Carolina Crescentini meravigliosamente coatta e uno Stefano Fresi, che amo da sempre e che con il suo personaggio bipolare, spoglia di ogni bugia tutti i personaggi.

 

W il CINEMA!

 

 

 

 

28 thoughts on “CONNESSI O SCONNESSI… THAT IS THE QUESTION

  1. Cerco di ritagliarmi dei momenti in cui essere disconnessa. Con alterne fortune. Ma c’è almeno una regola inderogabile il cellulare non è MAI ACCESO durante le passeggiate/escursioni che ci toccano ogni domenica. E, confesso anch’io sottovoce, che adoro scoprire che andremo in vacanza in un posticino senza connessione…

    1. È comunque una commedia. Io personalmente, avendo una bambina, non riesco ad andare a vedere film molto impegnati o drammatici, ma ti dirò che alla fine dietro al sorriso, trovo spesso da riflettere

    1. Bisogna trovare dei trucchetti per costringersi a disconnettersi. Io per esempio non accendo mai il cellulare la mattina prima di fare colazione e la mia meditazione. A volte mi pesa ma mi costringo e alla fine mi sento meglio così 🙂

  2. Sei riuscita a incuriosirmi! E concordo con quanto dite sopra: se uno vuole stare disconesso il fatto che sia possibile non dovrebbe proprio essere in dubbio. Io pure spesso e volentieri mi rendo conto di passare diverso tempo “connessa”, ma quando si ha voglia o bisogno di mollare si deve poterlo fare senza angosce eccessive (ovviamente tenendo conto delle proprie responsabilità).

    1. Sì, certo. Lavorando con il web stare connessi è anche una responsabilità ma trovo che, qualche volta, disconnettersi serva anche a lavorare meglio 🙂

    1. In effetti anch’io credo che oltre la necessità, ci sia l’abitudine. Per fortuna le abitudini si possono cambiare 🙂

    1. Sì, anche a me. poi devo dire che SCONNESSI è un film leggero, che ti fa anche riflettere, quindi unisce due belle qualità 😉

  3. La tua idea di disconnessione è allettante anche per chi non ama il mare… alla faccia, mollo tutto subito. Comunque sì, a me fa paura che siamo sempre connessi, che lo siamo anche se non vogliamo, che la rete è lì, aperta, anche se chiudiamo i dispositivi: è un po’ come dire che non possiamo sparire. Quanto all’uso ci vuole appunto mindfulness, consapevolezza, accorgerci. Proprio poco fa ho scritto che almeno i social, quando sono coi figli, possono aspettare: http://www.pensierirotondi.com/scegliere/

    1. Hai ragione a definirlo un diritto. E credo che ne vada anche del rispetto per se stesse/i riuscire a prendersi questo diritto

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